Gioco
«Bimbi in campo sotto il diluvio il mio non l’ho fatto giocare»
CARRARA La passione del calcio è dilagante. Coinvolge grandi e piccoli. E le partite vengono effettuate anche al limite delle condizioni meteo, quando i campi sono allagati, infangati, innevati. L’Arb...
CARRARA
La passione del calcio è dilagante. Coinvolge grandi e piccoli. E le partite vengono effettuate anche al limite delle condizioni meteo, quando i campi sono allagati, infangati, innevati. L’Arbitro sospende il gioco a mali estremi.
Allenatori, giocatori, tifoseria, sfidano la pioggia pur di vedere effetuate le partite, pur di far andare avanti i tornei e i campionati delle varie serie e delle varie categoria calcistiche. Niente di male se si fa sport sotto la pioggia.
Ma quando a dare i calci al pallone sono i più piccoli, allora ci sono genitori di giovani calciatori che non esitano a mettere un freno all’agonismo se ritengono che «quando è troppo, è troppo».
E’ il caso di Donatella Mosti di Massa il cui figlio gioca nel Ricortola.
Racconta che l’altro pomeriggio «nel campo del Don Bosco di Nazzano si è svolto il torne di Carnevale. Pioveva a dirotto e il campo sembrava una piscina, la palla rimbalzava da tanta acqua che c’era, ma i dirigenti non hanno nè rimandato né sospeso il torneo, anzi, hanno fatto scendere in campo non la serie A, ma semplici bambini di età tra i 9 e i 10 anni. La cosa più assurda – afferma la mamma – è stato vedere l’arbitro che correva con una borraccia piena d’acqua, per lavare il viso a chi nello scivolare si riempiva di fango».
La mamma ritiene che tutto ciò sia stato eccessivo, e che le partite di quel torneo, quel giorno, dovessero essere sospese, visto che sotto la pioggia giocavano dei bambini.
Rivolge la domanda alla Fgic, federazione giovanile gioco calcio, «per sapere se quel torneo era da fare o da rimandare, con quelle condizioni».
E lei intanto ha deciso: «Mio figlio non l’ho fatto giocare».
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