Il Tirreno

Netto successo in finale (6-2 6-0), più combattuti i quarti e la semifinale

Il baby tennista Lorenzo Musetti trionfa al Lemon Bowl di Roma

Lorenzo Musetti
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Lorenzo Musetti

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 CARRARA. Un vero e proprio trionfo quello del carrarese Lorenzo Musetti nel prestigioso trofeo internazionale Lemon Bowl di Roma: nella finalissima Under 10, infatti, ieri mattina il baby tennista ha travolto in finale Samuele Pieri del Tc Borgo San Lorenzo con un netto 6-2 6-0.  Più difficile era stato superare i quarti, mercoledì (3-6, 7-5, 11-9 su Riccardo Trione) e la semifinale di giovedì (3-6, 7-6, 7-4 su Flavio Cobolli); pur essendo reduce da due successi al tie-break, non ha avuto difficoltà a battere il rivale, che pure aveva alle spalle un cammino lineare fatto di vittorie nette. Una finale praticamente senza storia, quindi, e terzo alloro personale dopo i successi nel torneo di Natale di Bari e nel torneo open di Spezia. Questo di Roma è un vero exploit, dal Lemon Bowl sono passati tennisti fortissimi.  Lorenzo, che frequenta la quarta elementare alla scuola Frezza, gioca a tennis da quasi cinque anni; il padre Francesco, anch'egli giocatore ma a livello amatoriale, gli ha trasmesso la passione. Ben presto Lorenzo ha mostrato un talento naturale, valorizzato dal maestro Simone Tartarini di Spezia (è infatti è iscritto al Tc Spezia). Fra i suoi punti di forza, sicuramente, il rovescio particolare, ma sono molti i colpi del repertorio capaci di mettere sempre in difficoltà l'avversario. Ora le doti naturali dovranno ovviamente essere coltivate, il padre Francesco - dipendente nel settore marmo - sottolinea che al primo posto ovviamente c'è la scuola, ma già ora tutti i giorni feriali si allena. «Abbiamo molta fiducia nel maestro - sottolinea il padre di Lorenzo - una guida importante, determinante anche nel successo del Lemon Bowl».  Insomma, una settimana davvero intensa e ricca di soddisfazioni quella vissuta dal baby tennista carrarese, che compirà dieci anni ai primi di marzo. Il tempo dirà se quello che già oggi è già più di un gioco, potrà diventare qualcosa di più a livello agonistico e professionale. Per il momento la cosa certa è il talento e la predisposizione naturale a giocare a tennis, non possiamo che auspicare che il nuovo Panatta sia carrarese; di recente abbiamo già avuto un carrarese di origine come Davide Sanguinetti capace di arrivare ad altissimi livelli, vedremo in futuro. M.B.

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