Sicurezza
«Prima la salvezza poi... i playoff»
Luca Santoni
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Matteo Merini in azione Mister Sottili soddisfatto della prova con il Barletta si sbilancia sul futuro degli azzurri
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CARRARA. Mister Stefano Sottili per la prima volta si è lasciato sfuggire la parolina magica "playoff". L'analisi parte dallo 0-0 contro il Barletta. Un pareggio da valutare in maniera completamente diversa da quello di Salò. «Senza ombra di dubbio. A Salò avevamo fatto bene due terzi di gara, poi nel finale il Feralpi è tornato di gran carriera». «Attenzione - aggiunge mister Stefano Sottili - stiamo parlando di un'ottima squadra, ma per quello visto sul campo fino a 20-25 minuti dalla fine, meritavamo noi di vincere. Degli ultimi sei pareggi gli unici che veramente non mi vanno giù sono quello di Prato e quello di Salò, dove non siamo riusciti a gestire il doppio vantaggio. Il resto, invece, ci può stare, anche perché quello che vale per noi vale anche per gli altri. Questo è il campionato dei rimpianti, perché un po' tutte le squadre hanno lasciato per strada punti importanti. Noi dobbiamo rimanere sempre attaccati al pezzo. Il nostro obiettivo deve essere quello di continuare a crescere e, in ordine cronologico, raggiungere la salvezza. Una volta salvi, se ci saranno ancora giornate da giocare, allora punteremo all'obiettivo successivo che sono i playoff». Resta da capire il motivo di così tanti recuperi subiti nel finale, semplice stanchezza o cali mentali? «E' un problema di gestione nella fase di forcing avversario. Lì dobbiamo migliorare ancora, ma non c'è nessun calo fisico. La squadra sta bene atleticamente». Abbiamo saputo che quella pre-Barletta è stata una settimana di confronti all'interno dello spogliatoio: sono serviti? «E' una cosa normale. I confronti, purchè siano costruttivi, fanno sempre bene. In noi c'era tanto rammarico per quello che la squadra aveva fatto a Salò. Detto questo, ribadisco che sono estremamente soddisfatto per quello che questo gruppo sta facendo. Se ad inizio stagione mi avessero detto che dopo sedici giornate avremmo avuto 24 punti in classifica, avrei firmato col sangue senza indugio». Non solo lei, ma quasi tutti gli addetti ai lavori vi indicano come la rivelazione. «Certe valutazioni vanno date in base agli organici, alle rose e ai risultati. La cosa strana è che a questa squadra arrivano pochi elogi da parte di Carrara, mentre sento tantissimi complimenti da fuori, dagli addetti ai lavori e dagli avversari. Non bisogna mai perdere di vista quelli che sono i nostri obiettivi. Non dimentichiamo che la Carrarese è composta da tanti giovani, parecchi alla prima esperienza in C1, e con un organico ridotto. Bisognerebbe chiedersi quanto sono cresciuti questi ragazzi dall'anno scorso ad oggi. Ad esempio quanto è cresciuto Cori? Quanto Vannucci? Quanto Nocchi? Quanto Piccini, che all'inizio aveva qualche difficoltà nella fase difensiva? Gli stessi Orlandi e Giovinco rispetto all'anno scorso sono diventati titolari fissi. Questa squadra è cresciuta, divenendo più forte con gli innesti di due giovani importanti ed un centrocampista esperto come Pacciardi». Torniamo alla gara col Barletta; quella è la Carrarese che vuole? «Sono contento, ma mi aspettavo ancora qualcosa di più. Abbiamo concesso troppe volte il fianco agli avversari. Non è un caso se il Barletta è più forte in trasferta che in casa. Loro diventano temibili quando hanno spazi e noi ne abbiamo concessi un po' troppi. Per il resto abbiamo giocato una gran bella partita contro una squadra costruita per vincere il campionato». Mercato. Davide Vita all'Ac Lucchese in Eccellenza? Carrarese e Lucchese starebbero trattando, anche se la notizia è stata smentita dagli ambienti azzurri.
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