La manifestazione
Mi chiamo Timothy e faccio miracoli
Luca Bardini
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Il portiere Nocchi e a destra Diego Vannucci Grande prova del portiere azzurro: «Dedico questi momenti ai miei genitori»
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CARRARA. Anche ieri è stato uno tra i migliori in campo degli azzurri, confermando il suo ottimo stato di forma. A Lanciano ha sfoderato interventi prodigiosi, tanto da far parlare di un probabile candidato alla palma di miglior portiere della Prima divisione. Quella di Timothy Nocchi, numero uno azzurro, è un po' la storia del brutto anatroccolo che poi diventa un magnifico cigno. Arrivato a Carrara in punta di piedi, voluto fortemente da Nelso Ricci e consigliato personalmente da Gigi Buffon, Timothy Nocchi non aveva certo entusiasmato nel precampionato. Una serie di errori contro Empoli e Livorno avevano scatenato malumori tant'è che già si ipotizzava una possibile cessione in prestito negli ultimi giorni di mercato. Ma Timothy si è rimboccato le maniche, ha lavorato sodo accanto al preparatore Rollandi e a Gazzoli e al suo debutto, nel derby con lo Spezia, non ha avuto paura e si è dimostrato perfettamente all'altezza. Da lì in poi una continua escalation di prestazioni fino a ieri a Lanciano, dove ha compiuto almeno cinque miracoli. «Sono contento - afferma - veramente contento. Mi sto godendo questo momento positivo per me, ma so che ho ancora tanto da lavorare. Oggi (ieri ndc) forse è stata la mia migliore prestazione con la maglia della Carrarese perché specie nel finale il Lanciano ha premuto a fondo. Per quel che riguarda la partita noi siamo andati sicuramente meglio nel primo tempo in cui potevamo chiudere in vantaggio. Nella seconda frazione è arrivato il gol di Matteo. Lì è stato un peccato subire quel gol su punizione, ma Mammarella è stato bravissimo. Nel finale loro volevano vincere a tutti i costi, hanno costruito parecchie palle gol, ma è andata bene». In particolare Nocchi ha sventato una clamorosa palla gol di Pavoletti: «C'è stato un contropiede - afferma - e Pavoletti me lo sono trovato uno contro uno. Ha tentato di battermi ma sono rimasto in piedi e ho sventato la minaccia. Questi momenti magici li vorrei dedicare ai miei genitori perché mi sono sempre stati vicino anche quando le cose andavano meno bene. All'inizio a Carrara è stato difficile: il precampionato è stato da incubo, ma non ho mai mollato. Lavorare poi con persone straordinarie come Rollandi e Gazzoli ti fa crescere in tutti i sensi. Volevo dimostrare che quello del precampionato non ero io e ce la sto facendo. Ma so bene che devo ancora lavorare». Bene, e non è certo una novità il carrarino doc Diego Vannucci, grande come sempre sulla corsia mancina: «Il pareggio è buono - afferma Vannucci - perché loro sono un'ottima squadra sorretta da un pubblico che li trascina. Sarà difficile per tutti fare dei punti qui. L'unico rammarico è aver preso gol subito dopo il nostro vantaggio sugli sviluppi di una punizione che a mio modo di vedere non c'era. Verso la fine loro hanno preso coraggio e ci hanno creato più di un grattacapo, ma con un Nocchi così non si passava. Timothy è stato bravissimo. Ora pensiamo al Sudtirol perchè ci aspetta una gara difficile e la classifica è cortissima».
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