Il Tirreno

Zana, difensore di pietra «Così annullai Amarildo coi complimenti di H.H.»

Aldo Antola
A sinistra Zana festeggiato dai suoi compagni dopo un gol nella partita contro il Siena; a destra il difensore (con la maglia a tinta unita) si fa immortalare con un ex compagno della Massese; in fondo alla pagina il derby tra Paganese e Nocerina
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A sinistra Zana festeggiato dai suoi compagni dopo un gol nella partita contro il Siena; a destra il difensore (con la maglia a tinta unita) si fa immortalare con un ex compagno della Massese; in fondo alla pagina il derby tra Paganese e Nocerina

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 Bergamasco di origine ma ormai massese a tutti gli effetti, Francesco Zana è uno dei tanti calciatori arrivati ai piedi delle Apuane giovane e pieno di speranze. Qi si è fermato, ha dato tanto e ha ricevuto tanto: ed è diventato il capostipite della dinastia dei calciatori "Zana". Dopo di lui anche il figlio Gianluca ha giocato con i bianconeri e ora nei giovani della Massese c'è la terza generazione: i nipoti Lorenzo e Gabriele.  Francesco nasce a Bergamo il 7 dicembre 1946 e come tutti inizia a dar calci al pallone nelle strade e nelle piazzette del paese, all'oratorio Fiorentecolognola che subito gli assegna la prima maglietta. Con questa squadra percorre tutte le tappe del settore giovanile fino alla Seconda categoria. Viene convocato nella rappresentativa (insieme a Tinti e Togni) e lo notano parecchie squadre ma la più veloce è la Massese grazie anche all'indimenticato difensore bianconero Mario Consonni che lo segnala a Renato Buzzoni e l'affare è fatto. È il 1966. La Massese milita in serie C (unica) e dopo tre ottimi campionati centra l'obiettivo storico, quella serie B che è rimasto il massimo dei traguardi bianconeri.  Grande merito dell'esplosione di Zana è anche del presidente Vieri Rosati che dopo la rinuncia di Tarantola per motivi di lavoro non ha incertezze nel puntare sul giovane bergamasco. È un ciclo incredibile per organizzazione, valori e attaccamento alla squadra. E Zana è uno dei più rappresentativi e validi. Lo stadio è sempre strapieno, nell'ultima gara col Pesaro quasi ventimila spettatori, erano anche sulle mura di cinta. Anche dopo il ritorno in C il rendimento della squadra sarà sempre alto e denso di soddisfazioni e spettacolo. In questi anni insieme a Francesco si mettono in luce atleti come Rolla, Montepagani, Albanese, Menconi, Ciruel, Galassin, Palù e altri. Oltre alla bandiera Vitali e Colombo. Per Zana Massa diventa l'ambiente ideale, rende al massimo, viene osservato da molte società e mette su famiglia.  Ad un certo punto non può più rifiutare certe richieste e viene acquistato dal Perugia, serie B ed un futuro in crescita. Poi va in comproprietà a Como, altro bel campionato ma l'anno dopo un grave infortunio (il classico per i calciatori, menisco e legamenti) lo ferma, perde un anno ed alle buste ritorna al Perugia. La società umbra sta crescendo velocemente, punta alla serie A con Castagner. In squadra Vannini, Novellino, il povero Renato Curi (lo stadio di Perugia porta il suo nome), Leo Grosso (ora avvocato dell'associazione calciatori) e tanti altri calciatori promettenti. Castagner forse non ha tempo di aspettare il pieno recupero di Francesco e lo mandano in B a Benevento. Anche al sud Zana si fa apprezzare, due anni ancora a Benevento, altri due alla Paganese (un secondo posto dietro al Bari) con tanti derby infuocati fra queste squadre e le altre campane, vedi Nocerina e Sorrento. È l'anno della scissione della serie C (C1 e C2), consigliato forse anche dalla nostalgia per la famiglia e Massa Francesco torna alla Massese di Sergio Castelletti. Poi chiude nei dilettanti come allenatore-giocatore nel Villafranca. Dalla panchina ha diretto tutte le formazioni della zona, dal Romagnano al Monti, Ripa, Querceta, quindi si dedica al settore giovanile dove opera tutt'ora, e non poteva che essere la formazione giovanissimi della Massese. Nella sua lunga carriera moltissimi gli aneddoti ed i fatti da raccontare.  Prima di tutto i campioni affrontati. Grande emozione nella partita di Coppa Italia a Cagliari quando deve marcare Gigi Riva, poi nelle amichevoli Desolati con la Fiorentina, Ciccio Graziani con l'Arezzo (poi andrà al Toro) ma la ciliegina è quando annulla Amarildo contro la Roma e riceve i complimenti del mago Helenio Herrera. «Devo dire che ho avuto una grandissima soddisfazione a passare dai dilettanti di Bergamo ai professionisti di Massa - confida Francesco - e mi ritengo fortunato. So di aver ricevuto tanto ma poi credo di essermelo guadagnato con tanto impegno, lavoro, serietà ed attaccamento ai colori. Tanti sacrifici e pazienza, ho saputo anche aspettare quando i tempi non erano buoni». Il primo periodo a Massa è stato bellissimo, fantastico - dice con orgoglio l'ex difensore bianconero - denso di risultati sportivi ma anche perché in quel periodo ho conosciuto mia moglie e costruito la famiglia. «Il blocco Zana», dice scherzando un po'. E aggiunge: «Sono orgoglioso di aver partecipato a raggiungere lo storico risultato della promozione in serie B che nessuno potrà cancellare». Come detto tanti episodi vissuti: «Quando ero a Pagani per esempio, una volta dovevamo andare a giocare ad Agrigento con l'Akragas ed a Napoli venne annullato il volo. Trovammo un pullman di emergenza e dopo una sosta a Messina a metà nottata riprendemmo ed arrivammo al campo alle 14,30 (altri pochi minuti di ritardo ed avremmo perso a tavolino) orario di inizio che naturalmente venne spostato alle 15. A Massa ricordo i duelli scherzosi in allenamento fra Rolla e Tarantola, tutti fisici, erano divertentissimi, cosi come le battute in friulano di Ciruel, ma potrei scrivere un libro». Infine Francesco chiude con un orgogliosissimo e giusto riepilogo: «Ho fatto 425 gare fra i professionisti, un risultato che non sarebbe stato possibile senza la tranquillità che mi ha dato la famiglia, importantissima per chi ha fatto un lavoro sempre in giro per il mondo». Ma la dinastia dei Zana continua, come detto dopo Francesco ha giocato nella Massese il figlio Gianluca (e anche per lui una lunga carriera, circa 15 anni, anche se non come quella del padre) ed ora hanno iniziato anche i nipotini Lorenzo, figlio di Gianluca) e Gabriele, pure figlio d'arte, il padre e genero di Francesco è Roberto Bennati, anche per lui tante stagioni nei campi di calcio.

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di Redazione web