Il Tirreno

La cordata: pronti a dare una mano

Duello in alta quota
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Duello in alta quota

Parlano Sacchelli e Alioto, l'obiettivo è poter intervenire già al mercato di gennaio

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 CARRARA. Continuano ad arrivare segnali ottimistici sulla cordata di imprenditori locali pronti ad entrare nella Carrarese Calcio per garantire, proprio come chiedeva quest'estate anche Gigi Buffon, una maggiore stabilità societaria alla squadra azzurra. A quanto pare sembra in procinto di concretizzarsi una Carrarese di nuovo in mano o per lo meno sorretta in pianta stabile da imprenditori di Carrara.  Questa volta le parti chiamate in causa sembrano fare sul serio tanto che l'ingresso dovrebbe avverarsi in tempi relativamente brevi. Il tentativo è quello di arrivare al mercato di gennaio già con una situazione definitiva e permettere a Nelso Ricci di rinforzare l'organico senza più patemi. Appena fuori dalla tribuna, subito dopo la partita col Siracusa, è Paolo Sacchelli della Igf Marmi ha farci un quadro della situazione: «Stiamo cercando, come auspica anche il sindaco, di entrare dentro la società della Carrarese per dare una mano. Aspettiamo che lo studio Lattanzi completi il suo lavoro, poi mercoledì dovremmo riunirci per avere un quadro esatto dei conti della Carrarese, per capire di quanti capitali ha bisogno la società. L'idea sarebbe quella di entrare il più presto possibile, prima della fine della stagione». Quindi questa cordata vuole entrare nel Cda di piazza Vittorio Veneto? «Sì, è ancora presto però per dire con quale percentuale ci assesteremo, se col 20%, il 30% o altro. L'idea però è di concretizzare questa cordata in una società con un nostro rappresentate dentro la Carrarese». Rappresentante che potrebbe essere lei, visto che ai tempi di Fontanili fu il vice presidente? «Questo no. Io sono pronto a partecipare a questa cordata, ma non voglio cariche. Adesso bisogna impegnarci tutti quanti a riunire le persone che hanno dato la loro disponibilità a ragionare sul progetto, il resto verrà da se». Anche Giancarlo Alioto della Alioto Group conferma la sua partecipazione: «Si cerca di aiutare la società, coinvolgendo imprenditori locali, perché questa squadra e questa città se lo meritano». In quanto tempo vorreste chiudere? «Noi vorremmo farlo già da quest'anno. A proposito alcune mie parole rilasciate in questi giorni sono state male interpretate. Quando ho detto che le società di calcio oggigiorno si trovano ad essere sorrette da pochi soci che garantiscono pochi fondi, il mio era un discorso generale e non mi riferivo ai dirigenti attuali della Carrarese che, anzi, stanno facendo benissimo». Alioto fa parte del gruppo, ma con un aiuto esterno, senza ruoli o vincoli societari all'interno della Carrarese. «Non potrei - spiega - perché per quest'anno risulto un tesserato della Sarzanese. La nostra idea è comunque di aiutare questo progetto, anche per potenziare questa squadra che sicuramente è già ottima, ma ha la coperta un po' corta. L'idea - rivela - è ritornata fuori ad una cena offerta da Buffon alla squadra dopo la vittoria del derby contro lo Spezia. Io sono stato invitato (era presente anche Ciro Gaspari ndc). Con noi c'era il sindaco Angelo Zubbani e abbiamo cominciato ad intavolare il discorso. La disponibilità l'abbiamo data e sinceramente penso che ci siano tutti i presupposti che la cosa possa andare a buon fine. Questa cordata si è prefissata lo scopo di aiutare la società economicamente, ma eventualmente anche quella di rinforzare la struttura della Carrarese che attualmente è sorretta da poche persone. Pensiamo ad esempio al settore giovanile. Abbiamo la fortuna di avere un direttore come Nelso Ricci in grado di valorizzare i giovani: ecco si potrebbe ripartire da questo aspetto». L.S.

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