Il Tirreno

E la Sottili-band poteva essere in vetta

Mischia in area azzurra
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Mischia in area azzurra

Il rammarico dei giocatori: due punti in più facevano proprio comodo

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 PRATO. L'occasione sfumata in extremis non dà pace ai giocatori azzurri, escono e non riescono a gioire dell'ottima posizione in classifica, troppo fresca la beffa del rigore al 50' del secondo tempo. «Abbiamo perso due punti importanti per tutto, per la classifica e per il morale - analizza Diego Vannucci, fra i migliori in assoluto - e va davvero giù male. Peccato, c'è stato un rimpallo favorevole a loro, la palla è arrivata a Benedetti e obiettivamente il rigore ci poteva stare. Peccato, avevamo retto bene al loro ritorno dopo aver avuto le occasioni per chiudere la gara. Fa male vedere sfumare una vittoria così». Domanda d'obbligo: secondi all'11ª giornata, si può dire Carrarese da playoff? «La strada è lunga...», aggiunge Vannucci. Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno Giuseppe Giovinco: «Le occasioni fallite? Non sempre possiamo tutti essere al top, non credo si possa rimproverare niente a nessuno, alla fine l'importante è dare continuità alla striscia positiva, ovviamente la vittoria sarebbe stata preferibile. È stata una battaglia, senz'altro loro ci tenevano particolarmente dopo la doppia finale playoff ma anche noi, e lo abbiamo dimostrato, ci tenevamo a vincere». Il capitano Fabrizio Anzalone osserva: «Che dire? Ci deve servire da lezione, come la partita con il Bellaria dell'anno scorso: quando hai sei-sette palle gol da chiuderla, può succedere. Il rammarico di non essere andati sul 2-0 è grande, la vittoria sarebbe stata strameritata. La classifica già ora è buona, con tre punti sarebbe stata anche migliore...». Amareggiato anche Sacha Cori: «Proprio non è voluta entrare la palla..., questi tre punti facevano comodo». Emanuele Orlandi racconta la sua occasione su assist di Vannucci: «Ero pressato da un difensore, avrei voluto andarci di piatto destro e invece ho chiuso di sinistro ed ero fuori dallo specchio della porta. Peccato».  Emanuele Orlandi aveva un po' di influenza, ma questo non gli ha impedito di sfoderare una buona prestazione: «Sono partito così così, poi è andata meglio».  E da quella parte il caso ha voluto che sia arrivato il rigore decisivo: Piccini è scalato più avanti, Bregliano ha fatto fallo. D'altra parte il calcio non è una scienza esatta, e molto è legato all'imponderabile. M.B.

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