Il Tirreno

Azzurri penalizzati dalle ingenuità

M.B.
Il piccolo gruppo di tifosi azzurri presenti ieri allo Zini
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Il piccolo gruppo di tifosi azzurri presenti ieri allo Zini

Il capitano Anzalone suona la carica: «Dobbiamo reagire subito tutti insieme»

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 CREMONA. Tre vittorie su tre per la Cremonese, che non solo annulla il meno sei in classifica, ma raggiunge a quota tre proprio gli azzurri. Un successo sicuramente troppo pesante rispetto a quanto visto in campo, ma gli azzurri hanno fatto poco, creato pochissime occasioni da rete e commesso qualche ingenuità di troppo. Bisogna migliorare e crere in fretta.  La seconda sconfitta di fila poteva anche essere messa in preventivo, contro una Cremonecese che è fra le favorite d'obbligo (basti dire che pur scherando Bocalon, Le Noci e Nizzetto, in panchina aveva Rabito e Musetti), ma ci sarebbe piaciuto vedere una maggiore intensità, più continuità. Per ora le delusioni arrivano da alcuni dei giovani, ma anche Giovinco è lontano parente di quello dell'anno scorso, Belcastro entra e non si vede (anzi, tenta un improbabile aggancio al volo e una rovesciata...), Piccini gioca 10' poi si ferma, poi riparte. Anche Bregliano, che pure è più esperto, non ha continuità, Vannucci deve raddoppiare l'attenzione perché qui nessuno perdona niente. La Carrarese ha certamente ancora molte qualità, come si è visto contro il Latina, ma deve sempre essere al massimo, come ammette il capitano Fabrizio Anzalone: «Pensare - spiega il difensore azzurro - che avevamo tenuto bene il campo, poi quel gol, di cui praticamente non ci siamo neppure resi conto, ha complicato tutto. Se poi ci mettiamo il rigore, ecco fatto, il terzo gol non lo meritavamo ma resta il dato di fatto di sei gol subiti in due partite». Già, più o meno in due partite quanti in tutto il girone d'andata dell'anno scorso... «Dobbiamo reagire - riprende con forza Anzalone - ripartire dal passo avanti indubbio come prestazione rispetto a Portogruaro, ma non basta, bisogna avere fiducia e soprattutto trasmettere serenità ai giovani. Contro un avversario più esperto siamo andati meglio, ripeto, rispetto a domenica, quindi dobbiamo insistere e andare avanti con fiducia».  Molto amareggiato anche Sacha Cori, che come sempre ha dato moltissimo, lottando su ogni pallone. E ha avuto anche la palla gol in apertura: «Sì - ammette l'attaccante azzurro - però il passaggio era molto ravvicinato, io l'ho stoppato, ero un po' sbilanciato, senza guardare ho tirato e forse poteva andare meglio. Anche nella ripresa ho avuto due opportunità, sul corner di Corrent ero un po' in ritardo, mi ero liberato ma ho colpito non bene, e sul lancio di Vannucci non ci sono arrivato per poco. Purtroppo siamo anche penalizzati dalle assenze, ma dobbiamo comunque soprattutto crescere noi, dobbiamo avere tutti più rabbia, più intensità, in attesa di crescere come gioco».  Insomma, c'è da sperare sia nella crescita dei giovani che nei rientri di Gaeta, Orlandi, Merini. Scusate se è poco.

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