Il Tirreno

L’ANALISI

Gli stessi errori di un anno fa

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 MASSA. La Massese non cambia mai: anche questa stagione sembra essere cominciata sulla falsariga delle altre due che hanno visto le zebre correre con il singhizzo in una categoria, l'Eccellenza, che tutti dicono le vada stretta. A guardare i risultati, però, non sembra proprio. Anche quest'anno l'armata invincibile non si vede proprio. Gli uomini di Filippi dovrebbero prendere il largo da subito per dimostrare il loro strapotere, invece dopo l'esordio in casa con una vittoria striminzita ecco il primo ko. Contro il Lammari, squadra che definire alla portata è il minimo. E domenica arriva il Pisa Sc che ha iniziato a risalire da quel meno dieci con cui si è presentata ai nastri di partenza.  Ai Laghetti si è visto poco spettacolo e molti colpi proibiti, gioco frammentato e tante incertezze arbitrali che non hanno accontentato nessuno. La Massese ha creato poco e fatto girare la palla a dovere soltanto nel finale di gara. Eppure gli avversari erano anche rimaneggiati: fuori Nardi e Pisciotta, durante il riscaldamento Fracassi aveva perso Filidei e poi Guzzo che usciva dopo soli 3' per fare posto a Di Mauro (che si è rivelato prezioso sui palloni alti). Alle zebre mancava Urbani, l'uomo d'ordine, in mezzo al campo (squalificato) ma ritrovava Zaniolo in attacco. Insomma, le premesse per fare bene c'erano tutte. Invece è stata una partita troppo brutta per svelare il vero volto dei bianconeri. Se così non fosse ci sarebbe di che preoccuparsi.

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