È del presidente degli allenatori Taponecco
Un decalogo di buon senso sui rapporti genitori-mister
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Roberto Taponecco 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA-CARRARA. «Ricordati: tu hai un solo figlio, un bravo allenatore ne ha tanti»: è questo il primo punto del "decalogo" preparato da Roberto Taponecco, presidente provinciale dell'Aiac, l'associazione allenatori. Un decalogo che invita a riflettere sul rapporto fra genitori, figli e allenatore, frutto di un'esperienza di vari decenni. Copia del decalogo si può richiedere allo stesso Taponecco (tel. 348-3726059, 0585-75298). Un testo che, se fosse letto con attenzione da tutte le componenti, potrebbe sicuramente contribuire ad appianare certe tensioni che troppo spesso si vedono sui campi di calcio giovanile. Ad esempio, al punto 3): «Seguire tuo figlio non è solo un diritto, ma anche un dovere, parla spesso con lui ascolta i suoi pensieri. Aiutalo, indirizzalo, la squadra di calcio è il suo primo ambiente dove per la prime volta appaiono insieme le sue ambizioni, i suoi desideri, ma nel contempo convivono assieme a tutte quelle dei suoi compagni». E ancora, 4) «L'allenatore di tuo figlio vuole esattamente le cose che vuoi tu per lui: il divertimento, l'entusiasmo, il rispetto delle regole. l'amicizia per i compagni, aiutalo, se andate nella solita direzione arriveranno anche le soddisfazioni». Un consiglio ai "genitori che si sentono allenatori", punto 5): «Sul terreno di gioco non anteporti all'allenatore con consigli, indicazioni, urla, creeresti solo confusione imbarazzo, distoglieresti il pensiero di tuo figlio dalla cosa più ovvia, un congruo atteggiamento tecnico». Non solo, punto 6): «Caro genitore l'allenatore è stato calciatore per diversi anni, ha notevole esperienza di gioco, fa il tecnico perchè ha passione, predisposizione, studia migliora continuamente la sua professionalità, si aggiorna continuamente, ha superato corsi e di conseguenza esami importanti, vive con tuo figlio diverse ore e giorni della settimana, lo conosce, ha affetto ed amicizia, sicuramente vuole il suo bene, non ha nessun interesse personale ed è nelle condizioni ideali per sbagliare di meno: Ricordalo». Punto 7): «Denigrare, criticare il mister di tuo figlio davanti a lui non è sintomo di condotta ideale anzi, deviare le convinzioni la fiducia verso colui che nel ruolo societario è la guida indiscussa del gruppo crea confusione, ferma un normale processo di crescita dei giovani calciatori». Altro punto chiave, il 9): «Durante la gara di tuo figlio assumi e fai assumere agli altri genitori un contegno rispettoso, educato, fare il tifo per la tua squadra è un tuo diritto, denigrare e offendere gli avversari può portare a situazioni spiacevoli, esultare con discrezione è un comportamento intelligente». Che aggiungere? Speriamo che con la prossima stagione calcistica il decalogo trovi una diffusione capillare, ne guadagnerebbe tutto il movimento calcistico. M.B.
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