Il Tirreno

Vignali brilla nella Pistoia-Abetone

Fabrizio Vignali
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Fabrizio Vignali

Messaggio di sport e solidarietà del podista in lotta contro la sclerosi multipla

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 CARRARA. Cinque anni senza mai fermarsi, sempre di corsa. Massese di nascita e carrarese di adozione, Fabrizio Vignali la passione per l'atletica l'ha sempre avuta nel sangue. Una carriera agonistica di tutto rispetto, con ottimi risultati soprattutto nei 1500 metri. Avversari del calibro di Panetta, Mei e Lambruschini. Poi il ritiro, per semplici ragioni anagrafiche.  Fino al 2006, quando ha scoperto di essere affetto da sclerosi multipla. Da allora Fabrizio corre ogni giorno, più forte della malattia e di tanti altri atleti"normali".  «È l'unico modo che ho per combatterla - spiega - non ne conosco altri. Lo faccio da quando ho capito che il mio corpo reagisce positivamente ricacciando indietro il male. Ma devo stimolarlo -continua-, portarlo a compiere sforzi sempre maggiori». Ha corso in altura, fino a tremila metri. Ha partecipato a decine di maratone, nuota e corre in bici. Ma la sua specialità è il Duathlon, disciplina nella quale è arrivato a laurearsi campione mondiale paralimpico negli Usa.  Questa super attività gli consente di rallentare il decorso della malattia, un risultato che lascia di stucco anche i medici che lo hanno in cura.  L'ultima impresa Fabrizio l'ha compiuta domenica scorsa prendendo parte alla Pistoia-Abetone, classica ultramaratona di 50 chilometri in salita.  «È la seconda volta che mi presento - racconta l'atleta - oltre a essere una bella e dura gara podistica, la Pistoia-Abetone è una grande festa di amicizia e solidarietà. Ho avuto l'opportunità di conoscere tanti ragazzi affetti da disabilità motoria e psichica, per i quali ogni anno viene organizzata una grande festa».  «È stata l'occasione - conclude - per portare il messaggio che mi sto impegnando a divulgare insieme alle associazioni che mi seguono: si può essere più forti delle difficoltà, basta rialzarsi e lottare. Solo così è possibile incontrare chi è disposto ad aiutarci».  Come è successo per lui: gli avversari di un tempo ora sono i suoi amici più cari, Lambruschini è diventato anche il suo allenatore.

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