Il Tirreno

Massese, ancora indifferenza

Alessandro Tabarrani
Massese, ancora indifferenza

Radicchi: di fronte a un progetto serio, tornerei volentieri

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 MASSA. «In questo momento persiste l'indifferenza attorno alla Massese e questo è molto triste». Sono le parole di alcuni dirigenti bianconeri a conferma dello stallo che ancora pervade la situazione societaria nonostante nei giorni scorsi ci sia stato un primo contatto con il presidente del Pietrasanta Marina Carlo Ciaponi, disposto a dare un appoggio esterno a Turba e ai suoi soci, ma solo quando sarà ufficializzata la vendita della società versiliese. Insomma, come direbbe qualcuno, niente di nuovo sul fronte occidentale, tanto per rubare una frase celebre nonchè titolo di un noto libro.  Circa l'immediato futuro dunque non si sta muovendo granchè sebbene sia in programma un incontro tra lo stesso presidente Turba e il tecnico, nonchè ds, del campionato appena concluso, Luciano Filippi. «Non saprei dire cosa ci sarà nel futuro - ha detto Filippi - ci incontreremo con il presidente e ascolterà cosa mi dirà. Non sono in grado di fare previsioni, l'auspicio è che qualcuno possa dare una mano all'attuale società, anche se, al momento, non mi pare che ci sia nulla di concreto ma solo tante chiacchiere».  Appunto, quello che preoccupa è il disinteresse verso la Massese da parte del tessuto imprenditoriale cittadino. «Ci andrei piano con i giudizi - ha aggiunto Filippi - perchè in questo particolare periodo non è facile tirare fuori i soldi. In più, Massa è una piazza esigente e in una categoria come l'eccellenza è obbligata a vincere, e, per vincere, bisogna tirare fuori un po' di soldi, e, checchè se ne dica, anche questa categoria ha un suo costo e non tutti sono disposti a buttarci delle risorse». Fondamentale dunque, secondo il tecnico apuano, la programmazione prima ancora dell'ansia da vittoria.  «Bisogna essere in grado di programmare, essere bravi a ragionare più a lungo termine ed è per questo che mi auguro che la Massese possa trovare nuova forza - ha spiegato ancora il tecnico -. Staremo a vedere». Peccato che anche nel capoluogo non stia accadendo ciò che invece si sta verificando oltrefoce. «A Carrara c'è Buffon che è sempre stato vicino alla Carrarese», chiude provocatoriamente Filippi.  Intanto sulla situazione della Massese è intervenuto anche Massimo Radicchi, reduce dall'esperienza come team manager e uomo mercato del San Marino di Chicco Evani. «Dispiace vedere questa indifferenza attorno alla Massese e l'augurio - ha dichiarato Radicchi - è che una persona seria come Turba, che conosco da tanto, sin dai tempi di Seravezza, venga supportato nella maniera giusta. Chi fa calcio da tempo e a livelli importanti ha a cuore il futuro della Massese. Se mi piacerebbe tornare a lavorare con la società bianconera? Certo, a fronte di un programma serio che guarda a lunga scadenza».  E ancora. «Sono un massese e per un massese deve essere un orgoglio lavorare per la squadra della sua città - ha ribadito Radicchi -. Ripeto, a fronte di un programma di un certo tipo, è motivo di vanto lavorare per la Massese e la categoria non conta nulla».  Già, ma per evitare che la prima squadra cittadina continui a dibattersi a vuoto occorre una decisa sterzata.

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