Sicurezza
«Lo stadio deve essere una bolgia»
L'appello di Vannucci, giocatore e tifoso: non vedo l'ora che sia domenica
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CARRARA. Giocatore, ma anche tifoso. E' la doppia anima di Diego Vannucci, dna carrarino al 100%, diventato punto di forza in campo per i compagni, ma anche beniamino di tutta Carrara. Il terzino sinistro finalmente è pronto al rientro. Domenica prossima contro il Prato Vannucci ci sarà: «La scorsa settimana mi sono allenato a parte, ora spero di rientrare il prima possibile, ma domenica sarò certamente a disposizione del mister. Se mi sento carico? Altroché. In queste ultime due partite è stata dura rimanere fuori e non vedo l'ora di tornare a giocare. Vorrei che fosse già domenica». Vannucci si rivolge direttamente ai tifosi. «Partiamo dall'1-0 per il Prato, ma non molleremo - assicura Diego Vannucci - Dobbiamo crederci tutti insieme e i tifosi devono riempire lo stadio. Domenica i nostri avversari devono subito accorgersi dell'ambiente che li attende e sapere che per loro non ci sarà partita». Ha ragione Diego, la Carrarese è attesa ad una partita di grandissima intensità e servirà più che mai "il fattore dei Marmi", proprio come accaduto contro il San Marino. Le notizie più confortanti arrivano dall'infermeria. Oltre a Vannucci, infatti, lo staff medico confida di poter recuperare anche Orlandi, pronto a stringere i denti per la sfida più importante della stagione. Contando anche il fondamentale ritorno di Antonio Gaeta, mister Monaco potrà contare su quasi tutti i sui effettivi (a parte Duravia, Vigiani e Donati) e tornare a schierare l'undici titolare che quest'anno ha fatto volare la Carrarese. La rimonta, quindi, è possibile. Domenica lo stadio dovrà trasformarsi in una bolgia infernale, tutta pro Carrarese. Massimo rispetto per gli avversari, ma i lanieri dovranno sapere che per loro non ci sarà scampo. Tutta la Carrara sportiva è chiamata a trascinare gli azzurri verso l'impresa. Al momento il Marmi è abilitato per 3913 posti: non ci dovrà essere neanche un biglietto invenduto. «Ci aspettiamo uno stadio tutto pieno», continua Diego Vannucci. «Dobbiamo fare l'ultimo sforzo. E' tutto l'anno che lottiamo per questo obiettivo e ora che ce l'abbiamo a portata di mano non possiamo fallire. Questa promozione ce la siamo meritata con un campionato strepitoso. Parlo coi numeri: abbiamo terminato con 14 punti di vantaggio sul Prato e qualcosa vorrà pur dire». Parliamo ancora di numeri: in campionato avete perso solo una volta, ai playoff siete a due sconfitte consecutive. Come ti spieghi questa inversione di tendenza? «E' vero, non era mai successo e non me lo so spiegare. Speriamo di voltare subito pagina. Dovremo impegnarci ancora di più tutti quanti. Se ci riusciamo, sono sicuro che domenica la vittoria sarà nostra». Dacci un tuo giudizio sulla finale di andata. In fondo se la gara fosse terminata sullo 0-0 non ci sarebbe stato niente da dire. «Come ha già detto il mister, le partite ai playoff sono tirate, ma spesso non belle. Noi siamo stati anche sfortunati nel frangente dell'autogol. Abbiamo pagato a caro prezzo una nostra disattenzione. Per me, che ho vissuto la partita dalla tribuna, è stata una sofferenza grandissima, però ormai è andata. Dobbiamo pensare solo a vincere domenica prossima». Sugli spalti del Lungobisenzio c'era anche Luciano Grassi, storico presidente della Carrarese, che tra alti e bassi è stato il simbolo di piazza Vittorio Veneto per un ventennio. «Ormai sono fuori dal mondo del calcio e ho visto solo un paio di volte la squadra - premette il patron dell'ultima promozione azzurra del 1992 - ma ovviamente voglio che la Carrarese riesca a promuovere. A quella squadra ho dato il sangue e l'amore verso quei colori c'è sempre. Forse rispetto ai miei tempi il livello generale della categoria si è abbassato, ma il divario tecnico fra questa Carrarese e il Prato è ampio. Si sa, i playoff sono strani, può succedere di tutto, ma gli azzurri hanno ancora tutte le chance per riuscire a capovolgere il risultato. Ora bisogna lasciare perdere quello che è accaduto domenica. L'importante sarà tenere i nervi saldi. La società dovrà mantenere tutti calmi ed evitare che qualcuno si lasci andare allo sconforto. Poi rientrerà Gaeta, giocatore importantissimo, e lui un golletto lo può sempre fare. La cosa migliore da fare è tenere i piedi per terra, stare tutti quanti vicini alla squadra e, se ci sono, saper mascherare anche i problemi». Per quanto riguarda quindi la disponibilità degli effettivi, i riflettori sono puntati soprattutto su Orlandi. Vannucci infatti, come accennato, sembra praticamente certo di poter rientrare (anche alla luce dell'indisponibilità dello squalificato Duravia). Ma visto che è l'ultima partita della stagione, da dentro o fuori, crediamo che anche Orlandi alla fine ci sarà. Così Monaco potrà avere più alternative sulle fasce, e le vie esterne saranno determinanti contro i lanieri soprattutto alla luce della perdurante assenza di Sacenti. Rientrerà De Agostini, certo, ma sarà fondamentale catapultare in mezzo tanti palloni, e dare molte alternative ai nostri attaccanti contro una coppia centrale assolutamente inedita (probabilmente Malomo-Visibelli, o forse Gori sarà portato al centro), e sulla quale le punte azzurre dovranno cercare di portare molta pressione.
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