Gioco
Cinquanta ultrà azzurri hanno sfidato il divieto: in treno fino a Prato
L.B.-V.T.
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I tifosi a Carrarafiere e, a sinistra Bobo Vieri in tribuna a Prato 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Alla fine hanno sfidato il divieto, e si sono presentati in una cinquantina per sostenere gli azzurri fuori dal Lungobisenzio; dentro, invece, erano almeno 150, tra settore ospiti e tribuna. Si sono fatti sentire, ma il tifo da finale, senza limitazioni, sarebbe stato un'altra cosa. Insomma, il divieto ha pesato. D'altronde non si può dire che il Lungobisenzio fosse una bolgia e sicuramente avere un settore ospiti con mille e forse più tifosi azzurri avrebbe dato un altro volto alla sfida, almeno sugli spalti e forse anche in campo. I 50 fuori dallo stadio. L'avevano annunciato in settimana: "Noi a Prato andiamo comunque". Una cinquantina di tifosi "non tesserati" sono partiti dalla stazione di Carrara alle 13,30, e a Prato sono arrivati alle 15,30; ad aspettarli decine di agenti delle forze dell'ordine, ma non ci sono stati problemi. Nessun coro contro i padroni di casa ma soltanto tanta voce e bandiere al vento per cercare di portare un po' di Nord nell'appuntamento più importante della storia azzurra degli ultimi dieci anni. A fine partita, nessun problema tra le due tifoserie. I tifosi azzurri hanno fatto tranquillamente ritorno a casa. I 150 "dentro". I tifosi in possesso della "tessera" presenti al Lungobisenzio erano circa 150, tra tribuna e e settore ospiti adiacente. Nonostante la netta minoranza, i tifosi presenti dentro all'impianto, si sono fatti sentire più volte. Anzi, in alcuni momenti della partita, il coro "Carrarese, Carrarese" è stato l'unico a risuonare nello stadio. Sul finale, con la squadra sotto di un gol e in grande difficoltà, per qualche istante, si sono registrati accesi battibecchi tra tifosi locali e alcuni giunti da Carrara (dopo l'infortunio a Ferri), che tuttavia non sono sfociati in episodi di tensione. La grinta e l'attaccamento dei 150 tifosi azzurri sono stati comunque forti. Un assaggio di quello che potrà e dovrà essere domenica lo stadio dei Marmi per trascinare gli azzurri all'impresa. Presente in tribuna anche il sindaco Angelo Zubbani, accompagnato dall'assessore Dante Benedini (preoccupati a inizio gara per le pessime notizie che arrivavano da Carrarafiere, poi per fortuna il tutto si è sbloccato). Tanti i personaggi dello sport, come l'ex presidente Luciano Grassi. Tanti anche i personaggi pratesi con Bobo Vieri che ha seguito tutta la gara insieme ad Alessandro Diamanti. I due hanno gioito al gol del Prato e si sono scambiati diverse battute fra loro. Al Lungobisenzio non c'era invece Gigi Buffon impegnato a Coverciano con la nazionale italiana ma non è mancato il designatore degli arbitri Stefano Braschi e il guardalinee Papi. Dopo tante gare senza spettatori o con i soliti noti da quando il Prato ha conquistato i play-off è ritornata attenzione sulla squadra biancazzurra con presenze note e importanti. E' chiaro che quando si lotta per una promozione e si arriva ad una finale tutti vogliono esserci. Radici, vicepresidente esecutivo del Prato, dopo il match ha subito abbassato i toni. «Non abbiamo fatto nulla ora viene il difficile».
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