Il Tirreno

«Senza aiuti pronti a lasciare»

Alessandro Tabarrani
Il presidente della Massese Giorgio Turba e il suo vice Alfio Rossi
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Il presidente della Massese Giorgio Turba e il suo vice Alfio Rossi

Dirigenti bianconeri contro la città: c'è troppa indifferenza verso la Massese

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 MASSA. «Non ci sono i presupposti per fare un programma a lunga scadenza. Purtroppo non possiamo andare avanti». La doccia fredda arriva nel tardo pomeriggio di ieri allorchè la dirigenza della Massese guidata da Giorgio Turba annuncia di voler lasciare la guida dello storico sodalizio «a meno che non ci siano dei nuovi ingressi che permettano di andare avanti con forza».  A fare da portavoce è Fabrizio Venè, che spiega le ragioni di una scelta dolorosa. «Abbiamo parlato molto e abbiamo deciso all'unanimità - ha detto Venè -. Vogliamo però chiarire che la Massese non scomparirà perché la iscriveremo al prossimo campionato, però giocherà la squadra Juniores se non ci saranno delle forze fresche che ci permettano di programmare il futuro e richiedere anche il ripescaggio in serie D. Non ci sono prospettive per il futuro e non possiamo sacrificarci ulteriormente per una città che non rispeonde. Ringraziamo il sindaco Roberto Pucci e l'amministrazione comunale che ci stanno dando un grande appoggio, un appoggio che non avevamo mai avuto da nessuno, però, purtroppo, non si èancora fatto avanti nessuno per entrare in società».  E ancora. «Se qualcuno è veramente interessato - ha aggiunto Venè - siamo disponibili a metterci al tavolino, aspettiamo a braccia aperte tutte le persone serie che vogliano veramente aiutare la Massese. Per il momento però non c'è stato nulla di concreto e nessuno si è presentato personalmente alla dirigenza. Inutile dire che i conti sono a posto e non esiste una sola pendenza che non sia stata onorata, siamo addirittura disposti a regalare le nostre quote purchè finiscano in mano a persone affidabili. Auspichiamo che il sindaco riesca a trovare forze fresche, non possiamo fare altro».  È poi la volta del presidentissimo Turba. «La realtà oggi è questa - ha ribadito Turba - e c'è grande rammarico per la poca sensibilità che la città ha dimostrato nei confronti della Massese. Quest'anno sono stati sottoscritti solo cinquantasei abbonamenti, quando abbiamo salvato la Massese l'anno scorso, ci aspettavamo un maggiore entusiasmo. Per fare i programmi ci vogliono le risorse e comunque non abbiamo salvato la Massese per rigettarla nel baratro. Iscriveremo regolarmente la squadra al campionato e non è mia intenzione lasciare in mano la società a persone poco affidabili o avventurieri. Ripeto, la società non ha un euro di debito e, anzi, se dovesse uscire ancora qualcosa di arretrato, questo verrà onorato senza problemi».  Il presidente bianconero è chiaro. «Senza programmi la Massese non andrà avanti - ha chiuso Turba - e se insiste questa situazione di indifferenza vuol dire che la città, a parte chi viene sempre allo stadio, non la ama. Sono davvero dispiaciuto di questo e anche di non aver vinto il campionato ma non c'è vergogna nell'arrivare secondi dietro la Pistoiese». Il tempo stringe e l'auspicio è che qualcosa possa avvenire entro breve tempo per non vanificare il lavoro svolto sinora. La Massese può ancora ripartire, anche più forte di prima, ma l'indifferenza deve cessare.

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