Il Tirreno

«Dai, stringiamo tutti i denti e avanti»

M.B.-L.S.
«Dai, stringiamo tutti i denti e avanti»

Il capitano Fabrizio Anzalone suona la carica: «La grande impresa è possibile»

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 CARRARA. Dopo la grande paura di domenica la Carrarese tira un sospiro di sollievo. La speranza è che lo schiaffone del San Marino serva a risvegliare un po' tutti, perché quella battuta per 2-1 in casa dai biancazzurri non è stata la vera Carrarese. Qualcosa è mancato. Problema tattico, fisico o mentale? Allo staff tecnico il compito di capire dove intervenire prima che sia troppo tardi, perché in una finale playoff contro il Prato altre defaillance rappresenterebbero una condanna a morte. Per gli altri, chi resta fuori dallo spogliatoio, invece, in questo momento l'unica cosa giusta è fare quadrato intorno agli azzurri.  Contro il San Marino la Carrarese ha rischiato più del lecito, ma tutto è ancora lì, a portata di mano. Resta indelebile un campionato fantastico e ai playoff la squadra è arrivata in finale: ora non resta che trasformare questo sogno in realtà.  Ventiquattrore dopo, è capitan Fabrizio Anzalone a parlare della sfida con il San Marino e della situazione della squadra.  A lui di darci una foto del day after: «A parte il fatto che avevamo parecchi acciaccati e infortunati, contro il San Marino qualche sofferenza di troppo c'è stata. E' tutto l'anno che andiamo avanti senza problemi, ma effettivamente questa volta si poteva fare qualcosa di più. L'importante comunque è che siamo andati avanti e adesso ci giocheremo il tutto per tutto in finale col Prato».  Quindi il forte difensore si lascia andare ad un'osservazione che ripeterà spesso in questa intervista: «In questo momento decisivo abbiamo bisogno di tutti. Dobbiamo stringere i denti tutti quanti e dare il massimo. Io sono sicuro che in finale, se daremo il massimo, riusciremo a centrare l'impresa».  Solo un mesetto fa - spieghiamo ad Anzalone - la prospettiva di affrontare i playoff non faceva così tanta paura, viste le potenzialità di questa Carrarese. Invece ora ci si rende conto che i playoff sono veramente drammatici e imprevedibili.  «Sono partite a se - riprende il capitano. Il clima è diverso dal campionato e si riparte da zero. Per questo torno a dire che in noi deve sempre essere viva la consapevolezza di non farci scappare questa occasione. Non dico che, perdendo, avremmo buttato via la stagione, perché quello che abbiamo fatto resta comunque fantastico, ma se è vero che abbiamo carattere, questo è il momento di dimostrare una volta per tutte di essere i più forti. Domenica dobbiamo cercare di andare a Prato e vincere, facendo vedere quello di cui siamo capaci. Queste partite si superano col cuore e la corsa, dandosi una mano a vicenda, sacrificandoci tutti per uno scopo e ci si sbaglia di grosso se si pensa di poter vincere senza soffrire. Ora c'è bisogno di tutti. E' vero che a questo punto della stagione in generale abbiamo a che fare con alcuni problemi fisici, ma dobbiamo stringere i denti. Bisogna capire l'importanza di queste partite, altrimenti se non si capisce questo, non si può fare il calciatore».  Domenica allo stadio c'era un tifoso d'eccezione: Gigi Buffon che abbiamo visto a più riprese dimenarsi e soffrire durante i 95 minuti di partita.  «E' vero. Gigi ci stato vicino. Ha passato con noi il ritiro prepartita e lo ringraziamo di cuore. Quando la squadra lo vede, lui è uno stimolo in più per tutti noi. Di cosa abbiamo parlato? Del più e del meno. Mi sembra sempre più attaccato a questa squadra. Parla della Carrarese come se fosse ormai dentro la società. E penso che a breve la situazione sul quel fronte si sbloccherà».  Come noto, per quanto riguarda il capitolo societario, si tratta di aspettare la giornata di domani, quando dovrebbe esserci il passaggio delle quote al gruppo composto da Buffon, Lucarelli e Tomasos e, in modalità ancora da valutare, a Maurizio Mian.  Un passaggio che dovrebbe concretizzarsi e che sarà il miglior viatico verso la doppia finale.   REBUS SQUADRA. Una cosa è certa: da quanto si è visto nella doppia semifinale con il San Marino, per reggere il 4-4-2 così offensivo occorrono interpreti in gran forma, con la gamba e la corsa.  Già all'andata a San Marino, la Carrarese aveva rischiato troppo, riuscendo a difendere il vantaggio lampo di Merini grazie alla difesa granitica, alle parate di Gazzoli e al palo di Rivi. Domenica in casa, francamente, era difficile pensare di fare meglio, riproponendo dalla cintola in su gli stessi interpreti, e, per di più, con l'aggravante di una difesa tutta rivoluzionata. Non solo: con una squadra in difficoltà dinamica e nel centrocampo in inferiorità numerica, è stato tolto un incontrista, esponendo Chadi alle folate dei più freschi titani. Alla fine, è andata bene, ma dello scampato pericolo bisognerà fare tesoro.  C'è una settimana in cui verificare le condizioni dei singoli e poter scegliere i più in forma. La panchina per fortuna è ancora abbastanza fornita, si può sfruttare la maggiore freschezza di un Redomi, di un Giovinco, ma soprattutto, viste le potenzialità offensive del Prato, crediamo che non sia più da ripetere l'esperimento di spezzare la coppia centrale Benassi-Anzalone. Speriamo che Vannucci ce la faccia, ma al limite, se proprio Trocar non ce la fa e Duravia o Buono non reggono i novanta minuti, meglio arretrare un esterno che smuovere tre quarti della seconda difesa del campionato.  Ma appunto, c'è tutta la settimana per ricaricare le pile, rivedere con attenzione gli errori commessi contro il San Marino, e studiare un Prato che la Carrarese ha già battuto e che certamente è alla portata. A patto di disputare due partite al meglio, con grandissima applicazione.

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