Sicurezza
Segna Costantino, cala il silenzio agli Oliveti
◗
Un giocatore del Pisa Sc scortato fuori dal campo a fine gara Adesso il futuro delle zebre diventa grigio: un anno fa identica beffa contro Camaiore
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Un suicidio. Un vero e proprio suicidio, esattamente come un anno fa. La Massese ha gettato ancora una volta un'occasione d'oro per tornare quanto meno in serie D. Invece, con la sconfitta in finale contro il Pisa Sc (gol di Costantino) anche il ripescaggio diventa una chimera. L'anno prossimo - salvo miracoli - sarà ancora una volta Eccellenza. Una situazione che i tifosi non voglion o più sopportare, come hanno dimostrato al triplice fischio dell'arbitro. La loro squadra li ha traditi proprio sul più bello. E la festa è diventata un funerale. Incredibile le coincidente tra il match di ieri e quello del 2 maggio contro il Camaiore. Gli ospiti stavolta hanno colpito all'83º. Allora all'88º. Un anno fa fu 1-2, ieri 0-1. Cambia davvero poco, anzi niente. Un anno fa il presidente bianconero Giorgio Turba aveva annunciato di lasciare la società: «Sono sereno - aveva detto - non tutto il male viene per nuocere. Abbiamo risanato la Massese, la squadra ha disputato un'ottimo campionato ma forse non eravamo pronti per il salto di categoria. Detto questo, consegnerò le chiavi della società in mano al sindaco Roberto Pucci e se lui mi richiamerà e mi metterà al tavolo con persone che saranno disposte a credere in un progetto serio, sono pronto a ripartire. Non mi esalto mai nelle vittorie, ma non sono tipo da mollare nelle sconfitte. L'attuale società si scioglie e il sindaco avrà in mano una società sana e rispettata». Da allora un balletto tra Turba e Pucci che è ndurato un mese e forse più. Alla fine tutto è rimasto come prima. Anzi forse si era aperta una possibilità di ripescaggio ma il patron aveva detto di no. Pucci aveva avuto il suo bel da fare per far tornare entusiasmo a Turba: alcuni soci non avevano rinnovato l'impegno e il primo cittadino aveva tentato di trovare degli imprenditori che affiancassero il presidente per portare avanti un progetto serio. Crisi economica e disinteresse verso le zebre non avevano aiutato e così il cerino è rimasto ancora una volta in mano a Turba. Resta da capire quale sarà il futuro adesso. Vedere il traguardo svanire per due volte consecutive è davvero frustrante e bisogna vedere se ci sarà la voglia di gettarsi ancora nella mischia. Un altro anno di Eccellenza fa davvero male. Non solo ai tifosi, ma soprattutto a Turba e i suoi collaboratori. Ma è il verdetto del campo. E, analisi degli errori fatti a parte, bisogna prenderne atto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
