Il dolore
Il gran tifo dei cinquecento
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I tifosi della Carrarese allo stadio Olimpico di San Marino Sostegno continuo dalla tribuna gialloazzurra
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SAN MARINO. «Dai vinciamo senza rubare»: è il primo invito appello dei tifosi azzurri, assiepati nella tribuna ospiti. Molti arrivano all'ultimo momento, ma l'attesa è comunque snervante: l'inizio alle 16 è una crudeltà per il tifoso, allunga di un'ora l'agonia. Il colpo d'occhio è più o meno lo stesso di quindici giorni fa, quando andò in scena la gara delle beffe. Ora invecde siamo ai playoff, la Carrarese è favorita ma i tifosi vogliono fardi sentire, vogliono stare vicini alla squadra. Sono almeno cinquecento sugli spalti, in uno sventolio festoso di bandiere. Come prevedibile, il San Marino non ha nulla da perdere, è aggressivo, ma la Carrarese ha un altro passo, un'altra cattiveria, e all'8' è già in vantaggio: Pera tocca a Merini, il centravanti azzurro fa un movimento splendido, finta, dribbling secco, destro fiondato in fondo al sacco alla destra di Bicchiarelli. 1-0, tripudio azzurro. Il tifo sugli spalti è costante, c'è voglia di vincere, voglia di sospingere gli azzurri. La ripresa è abbastanza di sofferenza, perché comunque i titani spingono, con la forza della disperazione, il risultato li penalizza doppiamente, e allora i tifosi si fanno sentire, cori in continuazione. E' una dimostrazione di attaccamento e di affetto che i giocatori in campo sentono. E ora, appuntamento a domenica: l'ostacolo San Marino non è ancora superato, però il vantaggio è sensibile, la Carrarese paradossalmente può anche perdere con un gol di scarto. Per conoscere l'avversario, ugualmente, nulla di deciso. Il 3-2 fra L'Aquila e Prato lascia tutto aperto. Ma per i tifosi non farà molta differenza: saranno comunque tantissimi in entrambi gli stadi. M.B.
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