Il Tirreno

«Pensiamo solo a una partita alla volta»

I tifosi azzurri già mobilitati per San Marino
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I tifosi azzurri già mobilitati per San Marino

Monaco, già vittorioso ad Ancona: nessun segreto, ma lavorare senza fare calcoli

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 CARRARA. È la settimana più lunga. Anzi, il mese più lungo. È la prima volta che la Carrarese si trova a vivere l'esperienza dei playoff, un'esperienza nuova per tutto l'ambiente. I tifosi sono mobilitati, la squadra è carica e consapevole della sua forza, ma c'è anche l'incertezza legata alla formula. Saranno quattro domeniche da vivere intensamente.  La squadra sta bene, c'è qualche problemino per il portierone Gazzoli e per il suo secondo Vigorito, ma sono recuperabili. Ancora fermi invece Buono, Duravia e Donati. Gaeta e Anzalone non sono stati schierati contro l'Empoli primavera, ma domenica ci saranno.  A mister Francesco Monaco, che quand'era all'Ancona nel 2007-2008 i playoff li ha vinti (dalla C1 alla B, anche in quel caso arrivò secondo), chiediamo qual è il segreto per affrontare al meglio questi lunghi spareggi.  «Nessun segreto - ribatte il mister azzurro - l'unica cosa è continuare a lavorare come abbiamo fatto tutto l'anno; in settimana abbiamo fatto qualcosina a livello fisico, ma senza modificare il nostro lavoro. Abbiamo organizzato l'amichevole con la Primavera dell'Empoli, per non stare del tutto fermi, e direi che è andata andata abbastanza bene, i ragazzi si sono impegnati».  E i playoff con l'Ancona come andarono? «Superammo il Perugia al primo turno, pur perdendo all'andata 3-1 al ritorno vincemmo due a zero; poi la finale con il Taranto, 0-0 all'andata e 2-1 al ritorno. Ma ripeto: segreti non ce ne sono, dobbiamo assolutamente essere concentrati solo sulla partita della domenica, affrontare la settimana con la solita serietà, e man mano che si avvicina la gara sale la tensione».  Ad Ancora Monaco ebbe un Mastronunzio super, con 18 gol, qui Gaeta a quota 21. C'è qualche parallelismo? «Tutti e due - spiega il mister azzurro - hanno qualità importanti sotto l'aspetto tecnico. Gaeta lo conoscevo bene, già nei due anni nella Primavera aveva segnato 18 e 16 gol in 23 partite. Qui, tenendo conto che è mancato cinque partite per squalifica, e due per infortunio, è stato davvero straordinario. Lui e Mastronunzio si assomigliano per qualità tecniche, l'altra analogia è che entrambi con me hanno fatto il record personale di gol, e anche Mastronunzio fu il capocannoniere del girone come Gaeta. Per il resto, io cerco solo di sfruttare al massimo le caratteristiche dei giocatori: certo, all'inizio avevo un'idea di gioco, ma non bisogna poi fissarsi su un modulo. Devo cercare di sfruttare al meglio le qualità dei giocatori a disposizione. E tornando a Gaeta, è senz'altro maturato molto, anche per l'età, e poi qui ha trovato l'ambiente e il gruppo ideale, la squadra gli permette di fare cose eccezionali, e lui di suo ci mette la varietà di gol che riesce a fare, visto che anche da calcio da fermo riesce a segnare». La squadra si ritrova domani: «E penseremo al San Marino, senza fare calcoli di sorta. Dobbiamo andare là per fare la nostra partita». M.B.

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