Gioco
Ha lasciato il calcio dopo un infortunio
È l'apuano Filippo Voconi il re del tavolo virtuale
Nicola Torri
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A sinistra il campione di poker online Filippo Voconi: ha 23 anni e ha smesso di giocare a calcio dopo un infortunio; a destra un tavolo da gioco virtuale 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Strategia, astuzia, intuizione, ma tutto sempre condito da costanti opere di studio ed aggiornamento. Sono questi alcuni dei principali segreti per diventare un abile giocatore di poker. A rivelarceli nientemeno che Filippo Voconi, il 23enne massese fresco vincitore del Main Event Icoop di Pokerstars, impresa valsagli la vittoria di ben 87.000 euro. Puntualizza soprattutto sull'aspetto dello studio il giovane campione poiché, troppo spesso, coloro che intraprendono la via del poker come scelta professionale vengono visti come incauti sperperatori di denaro, che affidano i loro successi alla sola fortuna. La storia del Filippo giocatore parte più di due anni fa quando, costretto ad abbandonare il calcio per infortunio (era arrivato sino alle giovanili del Parma), si appassiona a giochi online conoscendo il poker che, da lì a poco, sarebbe divenuto la sua professione, dopo aver constatato che le sue abilità gli garantivano una rendita fissa. Puoi rivelarci qualche segreto e dare qualche consiglio a chi vuole avvicinarsi al mondo del poker? «Innanzitutto come prima cosa serve tanto tempo, costanza e studio. Bisogna rimanere sempre aggiornati, consultare forum, leggere libri, rivedere il proprio gioco online. Giocando su internet si va da una media di 8/10 ore al giorno davanti al pc. Qualche consiglio? Innanzitutto leggere dei libri introduttivi sul poker, recuperabili anche in internet, ma soprattutto consultare molti forum online, iscrivendosi e cominciando a fare domande sul gioco in generale». Ci sarà nel tuo futuro spazio per partecipazioni ad eventi "live" di poker, oppure resterai sul gioco online? «Non amo molto giocare live, poiché su internet ho la possibilità di giocare più tornei contemporaneamente. Per quanto mi riguarda sono arrivato a 20/25 nello stesso momento; mentre live si può giocare un solo torneo, che può diventare abbastanza lungo e noioso per chi come me è abituato a farne più di uno. Ciò non toglie che si possano prendere queste esperienze come momento di stacco, una specie di vacanza». È difficile gestire tanti tornei in una sola volta? «Inizialmente si, poi col tempo si fa l'abitudine e si inizia ad aprirne sempre più contemporaneamente. Il problema può verificarsi quando si devono fare le scelte giuste su diversi tavoli. Ci sono, per ovviare a tali inconvenienti, molti programmi che, per esempio, posizionano a scorrimento sulla schermata del PC i tavoli a seconda del turno, permettendoti un'azione più ragionata». Cosa farai con gli 87.000 euro vinti nell'ultimo Main Event Pokerstars? «Prima di tutto è d'obbligo una vacanza e qualche altro sfizio. Dopodiché investirò parte del denaro in questa professione, poiché nel poker servono molti soldi, una media di 200 volte ciò che si gioca, che nel poker si chiama bankroll. Inoltre farò dello staking, cioè investirò soldi su un altro giocatore. Presterò a quest'ultimo delle somme per giocare, ed io otterrò una percentuale sulle sue vincite».
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