Il Tirreno

Paolo Barghini reduce dal Polo Sud

L'ultramaratoneta non si ferma più: ora pensa al Cile

Paolo Barghini
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Paolo Barghini

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 CARRARA. L'ultramaratoneta più forte d'Italia, il carrarese Paolo Barghini, arrivato a 50 anni non ha nessuna intenzione di fermarsi. È appena rientrato da un'esaltante prestazione al Polo Sud nell'Antartica, l'ultramaratona estrema che in quattro giorni l'ha fatto correre per ben 200 chilometri in condizioni teribili. Per lui, un eccezionale 2º posto su 55 partecipanti, preceduto soltanto da un ventottenne sudafricano. La partenza dell'Antartica 2010 era avvenuta il 20 novembre.  Nell'occasione della seconda tappa, la consegna di una scaglia di marmo di Carrara, in una base di ricercatori russi a King George Island.  Dopo le sabbie del deserto (fu vincitore nel 2009, lo ricordiamo, della Sahara Race), i ghiacci della Groenlandia (anche lì, 2º assoluto alla Polar Circle Marathon, nell'ottobre scorso), e il Polo Sud nessuna intenzione come detto di allentare un po' per l'atleta della Diet & Fitness.  Anzi: «La prossima tappa potrebbe essere in Cile, nel deserto di Acatuna», anticipa. Tecnico Fidal, quando non è in giro per il mondo Paolo barghini prepara una serie di atleti alle maratone; il 19 dicembre terrà uno stage nazionale sulla sabbia. E spesso è ospite delle scuole a raccontare le sue esperienze: «La corsa ha fatto di me una persona migliore - spiega - e nelle mie lezioni, dal titolo "Correre per imparare le vita", agli studenti dico sempre che l'importante non è partecipare, ma dare il meglio di sè».

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