Il Tirreno

Il capitano: è una sconfitta che brucia

 Luca Santoni
Il capitano Fabrizio Anzalone
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Il capitano Fabrizio Anzalone

Secondo Anzalone, il pari all'ultimo minuti equivale a una battuta d'arresto piena

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 CARRARA. Un pareggio che sa tanto di sconfitta. Capitan Fabrizio Anzalone proprio non manda giù questo 1-1 col Bellaria che in pochi minuti ha fatto perdere alla Carrarese la grande opportunità di rosicchiare due punti d'oro alla capolista Carpi. Da oggi la squadra dovrà gettarsi tutto alle spalle per prepararsi alla trasferta di Noceto, anche se dalle parole del difensore resta la delusione per l'occasione sfumata.  Fabrizio, digerita la beffa di domenica?  «No, è una sconfitta che brucia ancora».  Veramente non avete perso, ma pareggiato.  «Lo so, ma per me è come una sconfitta. Sicuramente non avevamo creato tanto, ma eravamo riusciti a fare un gran gol con Gaeta e poi avevamo controllato la gara quasi per tutti i 90 minuti. Se rigiochiamo la stessa partita dieci volte è impossibile subire di nuovo gol».  E' bastato poco. Avete mostrato il fianco una sola volta e siete stati puniti.  «Un episodio che ci deve fare riflettere. Quando mancano dieci minuti, queste partite vanno chiuse. Peccato davvero. Ormai credevamo di aver vinto».  Pensare che il Carpi aveva pareggiato col Fano ultimo in classifica. Se non altro significa che neanche i biancorossi sono infallibili.  «Sì, qualcosa sbagliano anche loro. Il problema è che noi dobbiamo approfittare dei loro passi falsi, altrimenti è tutto inutile. Certi treni non passano due volte di fila».  Negli ultimi venti minuti avete arretrato un po' troppo il baricentro. Come mai?  «Faticavamo a tenere palla in avanti. Non dimentichiamoci che in campo ci sono anche gli avversari. Loro hanno dato il tutto per tutto e ci hanno pressato parecchio. Comunque non c'è bisogno di fare drammi. Non abbiamo perso niente e le nostre chance possiamo ancora giocarcele tutte. Resta solo il dispiacere per come avevamo affrontato la partita. Loro si presentavano con il 4-4-2, ma in realtà i due esterni giocavano molto avanzati. In pratica noi quattro difensori eravamo sempre contro quattro avversari. Eravamo uno contro uno, ma è giusto così per una squadra come la nostra che ha certe ambizioni e poi dietro non abbiamo rischiato praticamente mai nulla».  Al termine della partita anche Gigi Buffon è sceso negli spogliatoi per salutarvi. Cosa vi ha detto?  «È venuto a farci l'"in bocca al lupo" per il prosieguo della stagione. Buffon sente molto queste situazioni e ci sta vicino. Anche lui è un giocatore come noi e sa come ci si sente in certe situazioni. Avevamo lavorato sodo in settimana per preparare questo incontro e poi ci siamo visti sfuggire dalle mani due punti in questa maniera. Sono cose che fanno arrabbiare».  Campo di patate. Chiudiamo con un aspetto pratico: il terreno di gioco. Domenica dopo domenica, anche a causa delle piogge degli ultimi mesi, il campo dello stadio dei Marmi appare proprio in pessime condizioni. Già Zampagna l'aveva fatto notare. Domenica si è espresso anche Gazzoli. Chiediamo un parere a Fabrizio Anzalone: «Io non ne avevo mai parlato, però effettivamente la situazione non è delle migliori. Servirebbe un campo più reattivo. Troviamo difficoltà a dare i cambi di ritmo alle partite e ovviamente a beneficiarne è chi si deve difendere». Gli fa eco mister Francesco Monaco. Pure il tecnico non nasconde le difficoltà che la squadra deve affrontare proprio su quello che dovrebbe essere il "terreno amico": «Il campo purtroppo è messo male e si fa fatica a giocare. Su superfici così lente è normale che viene svantaggiato chi, come noi, cerca di fare la partita e giocare palla a terra. Certamente questo non vuole essere un alibi, ma anche il campo ha la sua valenza».

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