Il Tirreno

«Inquadratemi sotto la curva»

Il capitano Zampagna allo stadio intervistato da Dribbling
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Il capitano Zampagna allo stadio intervistato da Dribbling

Zampagna a Dribbling: dopo la vittoria con il Carpi, assegno in bianco di Gigi

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 CARRARA. «Inquadratemi dietro la scritta della curva, Cuit, non vicino alla porta»: è la prima richiesta che ha fatto Riccardo Zampagna prima di iniziare l'intervista con l'inviato della trasmissione Dribblig di Raidue: il bomber ha chiesto che il segno distintivo della Carrarese non fosse la rete gialloazzurra della porta ma la scritta che contraddistingue la Curva Lauro Perini, C.u.i.t (Commando Ultrà Indian Trips): la stessa che compare sui famosi guantoni da portiere di Gigi Buffon.  L'intervista durata una decina di minuti andrà in onda domani, alla vigilia di Celano-Carrarese su Dribbling, la trasmissione sportiva del sabato pomeriggio di Rai Due e a seguire sarà mandata in replica sul Tgr Toscana e su Buongiorno Regione, il settimanale di informazione del Tg regionale. Un'intervista nata per il campione "sceso in C2" ma che poi è diventata l'occasione per parlare dell'attuale progetto della Carrarese. Un progetto nato, ha ribadito Zampagna, per una telefonata di Cristiano Lucarelli: «"Uno come Zampagna non può smettere" mi ha detto Cristiano al telefono e in quel momento ho capito che ci voleva qualcosa di diverso; poi ho incontrato il direttore Nelso Ricci e ho firmato il contratto più bello della mia vita». Perché Zampagna cercava una piazza come Carrara per chiudere la sua carriera, una piazza che gli possa dare motivazioni e stimoli: «Carrara rispecchia il mio carattere; ho trovato un ambiente che fa per me. Vista la situazione dopo Sassuolo era quello che mi ci voleva». La Carrarese non è un rilancio, non serve all'attaccante ternano ormai a fine carriera per pensare ad altre risalite, ma un progetto da condividere per importanti traguardi: «E' un progetto unico, questi ragazzi hanno fatto un investimento importante nel calcio e di questi tempi è difficile. Poi c'è un direttore che in un mese ha fatto una squadra importantissima cosa che soltanto lui poteva riuscire a fare». L'anedotto che racconta Zampagna è simbolo dell'amicizia che lo lega con Lucarelli e Buffon: «Prima della partita contro il Carpi ci siamo sentiti io e Gigi, facendo una scommessa sulle due gare interne, in palio due cene. Finita la partita vinta contro il Carpi, Gigi è entrato negli spogliatoi e mi ha staccato un assegno in bianco che poi io ho usato per pagare la cena a tutta la squadra. Queste sono emozioni che non vivono tutti nel mondo del calcio, ed è bello poterle vivere». Non c'è soltanto il rapporto con Ricci, già suo direttore sportivo a Siena, con Lucarelli, un amico di vecchia data, e Buffon ad entusiasmare Zampagna ma anche la città e il tifo: «Non ce la faccio più a scendere in campo, sto andando avanti con l'entusiasmo. Non accetto più il campo mentalmente ma poi vedi le 4mila persone di due domenica fa che Carrara non vedeva da tanto tempo». Non si risparmiano neanche dettagli sul contratto: «Il direttore è venuto a Sassuolo e mi ha fatto firmare un contratto in bianco: prendo uno stipendio importante per un lavoratore qualunque ma non per il mondo del calcio. Ma non è importante, sono le persone che mi hanno convinto. E poi - scherza - ci sono tre cene la settimana e due pranzi. Il telepass? È compreso. No, scherzo. Lo pago».  La richiesta di far inquadrare la scritta della curva non solo è un gesto spontaneo ma racconta di un rapporto "speciale" con i tifosi azzurri, nato appena il bomber ternano è arrivato a Carrara. Già il giorno della presentazione i cori per lui si sprecavano: «Zampagna, segna per noi» (con le note di Bella Ciao). Il rapporto speciale con i tifosi si ripete in quasi tutte le piazze in cui gioca: «Sinceramente non so il perché, forse è il mio modo di fare che mi ha sempre contraddistinto che mi fa avere questi rapporti con i tifosi». Specialmente con i tifosi dell'Atalanta che sono pure venuti a Carrara per salutarlo: «Nella mia carriera una grande c'è stata ed è l'Atalanta: vincemmo un campionato di B, l'ottavo posto in A e io con la maglia nerazzurra ho vinto l'Oscar del Calcio». L'Oscar del Calcio 2007 per il gol più bello della serie A (gol di rovesciata in Atalanta-Fiorentina, 2-2), l'apice della sua carriera, "iniziata" tra i big soltanto a 29 anni grazie alla fiducia del presidente del Messina Franza: «L'emozione più grande della mia carriera è stata l'oscar: essere premiato da Totti, Kakà, Del Piero ti fa capire di essere arrivato al massimo».  Infine, lo Zampagna dopo che avrà appeso le scarpette al chiodo: «Spero di fare qualcosa di importante nel calcio. Non come allenatore, magari aiutando il direttore Nelso Ricci».

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