Il dolore
La Carrarese studia la formula migliore di gioco per fare cappotto in trasferta, e lattaccante scalpita
Gaeta: siamo pronti per Celano
Luca Santoni
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Gli azzurri in allenamento e lattaccante Antonio Gaeta «I nostri tifosi sono fantastici, ci danno una grossa spinta»
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CARRARA. La Carrarese capolista torna al lavoro a Luni per preparare la trasferta di Celano. Il gruppo azzurro ha sfruttato la sosta per studiare alternative tattiche al 4-4-2 e ritrovare tutti gli effettivi, in primis Luca Vigiani, apparso in crescita nella partitella di sabato. Bene anche Antonio Gaeta. Scontata la squalifica, l'attaccante ha giocato pochissimo, giusto gli ultimi scampoli di gara col Gavorrano e Carpi, e nell'ultima partita ha saputo essere decisivo, calciando con furbizia la punizione dalla quale è scaturito il gol di Zampagna. «Finora ho giocato solo 20 minuti - dice Gaeta - ma prima di tutto viene il gruppo. La maglia da titolare la si guadagna lavorando sodo, poi sta al mister scegliere». Ti aspettavi una Carrarese prima in classifica dopo 7 giornate? «Eravamo partiti in ritardo e nessuno si aspettava una partenza così a razzo. Il merito va anche ai nostri tifosi che in casa ci danno una grossa mano, già dalla prima giornata con la Villacidrese. Col Carpi sono stati fantastici. Anche gli avversari sentono certe atmosfere. Soprattutto in C2 o C1, quando vedi uno stadio con quasi 4000 persone, le gambe tremano. Un vantaggio in più per noi». La pausa del campionato è arrivata al momento giusto? «Secondo me sì. Specialmente i giocatori più esperti avevano dato tutto in queste prime giornate. La pausa ci ha permesso di ricaricare le pile e recuperare certi infortunati come Vigiani». Mister Monaco vi ha fatto provare il 4-2-3-1. Può essere una soluzione affidabile? «Per adesso abbiamo sempre giocato col 4-4-2, ma stiamo preparando anche quest'altro modulo. D'altronde questa era la settimana giusta per provare qualcosa di nuovo. L'obiettivo è avere delle opzioni in più per diventare imprevedibili durante le partite. Ormai tutti gli avversari ci studieranno a fondo ed è importante prepararci a cambiare, se dovesse servire. Dove mi colloco? Diciamo che in un 4-2-3-1 posso ricoprire qualsiasi posizione in attacco: dal trequartista di destra a quello di sinistra, se c'è bisogno anche il centravanti, ma in quel ruolo abbiamo ottime prime scelte». Zampagna, Cori e Giovinco hanno già segnato due reti a testa. Tu sei ancora a secco. Soffri questa lontananza dal gol? «La soffrirei se avessi giocato tutte le partite dall'inizio, ma siccome ho giocato pochissimo, questa astinenza non mi pesa. Ovviamente un attaccante vive sempre per il gol. Quando entro in campo spero sempre di segnare, ma l'importante è vincere. Spero di sbloccarmi la prossima volta, se il mister mi chiamerà in causa».
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