Attenzione
La Lega vuole le zebre in serie D, ma i dirigenti frenano: «Non in queste condizioni. Siamo solo noi a pagare»
Massese ripescata? Turba non vuole
Alessandro Tabarrani
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Il patron della Massese Turba; a destra Igor Zanilo, la punta che con i suoi gol deve trascinare le zebre in serie D Il patron pronto a lasciare se gli imprenditori e la città non lo aiuteranno
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MASSA. «La Massese in queste condizioni non ha futuro. gli impegni saranno mantenuti, ma il prossimo anno la società verrà ceduta». È lo sfogo del presidente Giorgio Turba. E pensare che la possibilità di ripescaggio in serie D è davvero concreta. Turba si è sfogato in una conferenza stampa a cui ha partecipato la dirigenza al completo e nella quale Turba è stato molto chiaro, anche alla luce della mancata entrata del costruttore Giuseppe Morbidi che costringerà i soci ad aumentare la quota societaria in loro possesso. «C'è grande delusione - ha aggiunto Turba - non si può andare avanti in questa maniera. Voglio subito sgombrare il campo da dubbi: quest'anno l'obiettivo è di vincere il campionato senza mezzi termini perché la squadra ha tutte le qualità per farlo. La società rispetterà gli impegni, tuttavia il prossimo anno lascerò la Massese e la lascerò in condizioni sane. Anche ultimamente abbiamo dovuto fare fronte ad ulteriori debiti scaturiti dal fallimento pari a settantaseimila euro, mentre a giugno abbiamo versato una fidejussione da sessantaduemila euro. Inoltre, esiste ancora un contenzioso nel quale ballano altri trentamila euro e che, con tutta probabilità ci vedrà perdenti». Tutta questa situazione potrebbe prevaricare alla Massese una bella opportunità, ovvero, essere ripescata in serie D dinanzi alla moria di sodalizi che ha colpito la Lega Pro. «Esiste la possibilità di partecipare al campionato di serie D - ha spiegato Turba - tuttavia, se non ci saranno nuovi ingressi e non arriverà una risposta forte da parte della città e della tifoseria, non iscriverò la squadra alla serie D. Questo perché non voglio che gli attuali soci sostengano ulteriori costi che potrebbero portare ad un salto nel buio. Visti i sacrifici fatti per salvare la società l'anno scorso e quelli che la dirigenza sta facendo anche quest'anno, vorremmo che la città si avvicinasse di più alla Massese». Insomma, sarebbe davvero un peccato perdere questa opportunità. «Sapevamo che il salvataggio della Massese sarebbe stato durissimo - ha chiuso Turba - però lo rifarei. In questo momento siamo aperti a tutte le soluzioni che possano dare una mano alla società, compreso l'azionariato popolare. Sarebbe bello anche che la tifoseria sottoscrivesse molti abbonamenti per darci una mano».
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