Sicurezza
La Quasar nelle mani di Andrea Vanini
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Italo Vullo, patron della Quasar Il palleggiatore sente la fiducia della società e promette una stagione d'oro
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MASSA. La Quasar nelle mani di Andrea Vanini. È uno dei confermati della stagione scorsa, è uno di quegli uomini veri su cui fa affidamento il presidente Italo Vullo per far ripartire la sua Quasar su basi solide e con i migliori presupposti per tornare al più presto in serie A. Andrea Vanini, palleggiatore nato a Portomaggiore nel 1979 e di 180 centimetri, dopo una stagione a soffrire da secondo e con poche opportunità di mettersi in mostra, peraltro ben sfruttate, avrà finalmente in mano le chiavi della squadra e il suo entusiasmo e la sua carica non potranno che far bene alla squadra di Alessandro Tosi. «Sono estremamente soddisfatto della fiducia che il presidente, il direttore sportivo e l'allenatore hanno riposto in me - dice Vanini al sito della Quasar - Italo Vullo mi aveva già cercato per la B1 alcune stagioni fa e questo dimostra che la sua considerazione nei miei confronti è sempre stata positiva. Mi fa piacere soprattutto che la società non abbia cambiato il suo giudizio su di me dopo la stagione scorsa perché questo dimostra che, nonostante la delusione per la retrocessione in B, il giudizio sul mio lavoro è stato positivo». Finalmente titolare. Che stagione ti aspetti alla guida della Quasar? «Una stagione positiva, per forza di cose. Con l'allenatore c'è un rapporto speciale. L'anno passato come secondo allenatore era soprattutto Alessandro Tosi a seguire gli allenamenti delle riserve ed è stato lui, quindi, il vero allenatore con cui mi sono rapportato. Per la stagione prossima mi allineerei alle parole di Marchesi che, giustamente, ha sottolineato come in B1 sia impossibile partire con la sicurezza di vincere. Ho avuto un'esperienza del genere a Segrate e so quanto sia difficile programmare un successo in questa categoria. Noi dobbiamo solo pensare a giocare ed a far bene. Se vinciamo bravi noi, se poi vincono gli altri vuol dire che saranno stati più forti e li applaudiremo». La Quasar che sta nascendo sembra comunque puntare soprattutto su un'arma: il gruppo. «La società, però, vuole formare un gruppo giovane, tranquillo, motivato, affamato di vittorie e che giochi divertendosi. Del resto, se non ci divertiamo noi che per lavoro giochiamo. I nomi che mi sono stati fatti seguono questa filosofia e penso sia la strada da seguire». Ora, però, è il momento delle ferie: quali sono i tuoi programmi? «Niente ferie. Ho vissuto e vivrò da settembre a maggio in Versilia e davvero non saprei trovare posto migliore. Ora è il momento di mordere il freno perché ho una voglia matta di giocare, di iniziare la stagione e di ritrovare il campo da titolare».
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