Sicurezza
Massese, Morbidi si allontana
Alessandro Tabarrani
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Il presidente Giorgio Turba L'imprenditore avrebbe fatto un passo indietro
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MASSA. Ancora contrattempi per la dirigenza della Massese. Il gruppo guidato da Giorgio Turba non potrà infatti contare sull'ingresso di nuovi imprenditori dal momento che, secondo quanto emerso nelle ultime ore, il costruttore apuano Giuseppe Morbidi avrebbe deciso di fare un passo indietro. Un fulmine a ciel sereno che, tuttavia, non mette in pericolo la continuità della società bianconera che andrà avanti secondo quanto stabilito nei programmi. Nessuna frenata dunque, ma solo molta delusione. Invero, negli ultimi giorni, che qualcosa non andasse si era intuito, soprattutto alla luce della mancanza della ratifica delle quote societarie. L'ingresso di Morbidi era stato palesato alla fine di maggio dopo la richiesta avanzata dal presidente Giorgio Turba al sindaco Roberto Pucci di dare una mano alla società zebrata. In sostanza, Turba aveva chiesto un aiuto all'amministrazione nella ricerca di nuovi soci vista l'uscita di una parte del gruppo che aveva salvato la Massese dal fallimento e permesso alla squadra di partecipare allo scorso campionato di eccellenza. Ebbene, dopo pochi giorni ecco spuntare con decisione il nome del costruttore apuano, con somma soddisfazione di dirigenti e tifosi. Il tempo però è trascorso senza che il nuovo assetto societario venisse ufficializzato, fino ad arrivare a lunedì, giorno dell'ultimo consiglio dei soci, al quale Morbidi non ha partecipato. Il passo indietro del costruttore - o ripensamento che dir si voglia - è stato confermato da fonti molto vicine alla dirigenza della Massese. E ora cosa succederà? Gli stessi soci del sodalizio si sono affrettati a tranquillizzare i tifosi. «La Massese andrà avanti visto che la società è forte - hanno detto i dirigenti zebrati -. Siamo rimasti un po' spiazzati ma i programmi non cambiano». La soluzione più logica per coprire le quote che sarebbero finite nelle mani di Morbidi (attorno al 30%) sarà trovata nella ripianificazione interna, con i dirigenti attuali (Turba in testa) che aumenteranno la percentuale in loro possesso. Questo è il quadro al momento, stante auspicati nuovi colpi di scena. Facile dunque pensare alla delusione del presidente Turba e degli imprenditori che continuano ad affiancarlo in un momento in cui la crisi economica generale sembra non voler mollare la presa. Detto questo, al di là dell'ingresso di nuovi soci o meno, la Massese resta una società sana, un modello da seguire mentre aumentano sempre più i sodalizi sull'orlo del baratro.
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