Il Tirreno

Un vertice per fare chiarezza sulle cifre

Il sindaco Zubbani e, a destra una scena dopo la retrocessione in serie D
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Il sindaco Zubbani e, a destra una scena dopo la retrocessione in serie D

Pronto un gruppo del Nord, oggi l'attuale proprietà dal sindaco e dall'assessore

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 CARRARA. Potrebbe essere già oggi il giorno della verità. Il sindaco Angelo Zubbani continua a non dare indicazioni su chi siano i prossimi investitori interessati ad acquisire la squadra azzurra: ma in giornata, insieme all'assessore allo sport Dante Benedini, si vedrà con gli attuali soci, con i quali cercherà di fare il punto e, eventualmente, di creare il contatto con l'emissario locale del gruppo del Nord.  Sarà infatti un gruppo esterno a Carrara a rilevare la Carrarese, sempre che da parte dell'attuale proprietà non vengano richieste economiche che superino le aspettative logiche dei nuovi investitori.  In questi giorni sono ventilate cifre e numeri di tutti i tipi, fino a 300mila euro. Per una squadra in D, tutta da ricostruire (i contratti in essere sono nulli) sicuramente eccessivi. Ma l'amministratore delegato Andrea Borghini, al pari del presidente Fabio Oppicelli, lo hanno sempre detto e ripetuto: «Non è questione di cifre: se ci sono i presupposti seri, se abbiamo un interlocutore credibile, l'accordo si trova in cinque minuti».  Se queste saranno davvero le premesse, e se quindi le parti troveranno la strada e la volontà per venirsi incontro, già stasera al massimo domani o in settimana, potrà essere alzato il velo sull'identità degli investitori.  Non manca la delusione nel vedere, per l'ennesima volta, che gli industriali locali del lapideo si tengono bene alla larga dalla squadra più importante della città.  Ma la circostanza non ci stupisce. Probabilmente, se tutto quello che in questi decenni hanno speso in avvocati per cercare di contrastare prima il regolamento degli agri marmiferi, poi la tassa marmi, poi il contributo regionale, lo avessero investito nella Carrarese (o anche in migliorìe per la città) avrebbero portato la squadra in serie B e, forse, risparmiato qualcosa. Ma, appunto, ognuno dei propri soldi fa quello che crede. Anche se quei soldi derivano da un bene pubblico, purtroppo ingessato dalle Leggi Estensi e dalle rendite parassitarie fino al 1995. Ma questa è un'altra storia.  Il calcio e l'emergenza Carrarese dicono che ha ragione il sindaco Angelo Zubbani nello stringere i tempi, perché le scadenze incombono. A breve si conosceranno i criteri per i ripescaggi (a proposito, sul campo sono retrocesse anche Bellaria e Colligiana, si sono salvate Poggibonsi e Giacomense, ed entrambe, per bacino d'utenza, storia e tradizione hanno sicuramente meno chance degli azzurri), ma soprattutto, bisognerà preparare l'iscrizione alla serie D.  La riunione di oggi è determinante perché sindaco e assessore chiederanno chiarezza, cifre certe e intenzioni reali agli attuali proprietari. Sperando che l'attuale proprietà abbia davvero voglia - ma dalle dichiarazioni pubbliche non c'è da dubitarne - di esplicitare le loro richieste. Certamente, essendo il calcio una realtà in parte atipica, sappiamo che - come ha detto il presidente ieri - ci sono diritti e doveri, nel senso che ad esempio, gli eventuali introiti per Bariti saranno contabilizzati dalla Lega nella stagione 2010-2011, idem per Bigazzi o eventualmente per Meucci. Ma quella sarà materia da commercialisti, definire e verificare materialmente i particolari del passaggio di consegne. In questa fase però occorrono trasparenza e volontà di lavorare in un'unica direzione, cioé la sopravvivenza della squadra innanzitutto e, in prospettiva, un suo rilancio.  Con l'augurio d'obbligo che questo investitore del Nord abbia solidità e programmi tali da garantire un ciclo di alcuni anni, per evitare che tutte le estati gli sportivi carraresi debbano vivere nell'incertezza. M.B.

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