Il Tirreno

Ormai è certo, la cordata non sarà locale

La scena di tristezza dopo la retrocessione in D
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La scena di tristezza dopo la retrocessione in D

Tempi brevi per la decisione, domani il nuovo vertice fra amministrazione e società

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 CARRARA. Tempi brevi per risolvere il rebus Carrarese. Ne è convinto il sindaco Angelo Zubbani, che però non alza il velo sui prossimi investitori interessati ad acquisire la squadra azzurra. Perché ormai sembra certo che vi sarà un cambio di proprietà: l'attuale gruppo passerà la mano, a quali condizioni però è ancora da decidere e di più se ne saprà quasi certamente fin da domani.  Domani, come già annunciato, torneranno a vedersi a palazzo civico il sindaco Angelo Zubbani e l'assessore allo sport Dante Benedini con l'attuale proprietà, convocata proprio perché si faccia chiarezza rispetto alle richieste dei soci per poter lasciare campo libero ai nuovi investitori. Osserva il presidente Fabio Oppicelli: «Non è che non vediamo l'ora di andarcene, questo sia chiaro. Però se c'è qualcuno disposto a rilevare la Carrarese con programmi seri, ben venga. Noi, e lo abbiamo sempre detto, siamo persone per bene, abbiamo lasciato tempo e soldi, abbiamo diritti e doveri, ma penso che troveremo il modo per individuare di concerto la migliore soluzione. Dopo la retrocessione se si poteva ripartire con il supporto della città, sarebbe stato meglio. Se c'è una soluzione diversa e credibile, ben venga per la Carrarese, ma anche con il giusto rispetto per chi è stato qui due stagioni».  Anche Andrea Borghini, amministratore delegato, ribadisce: «Non ci sono problemi di cifre. L'accordo si trova. Ma a patto che dall'altra parte ci siano programmazione, strutture, investimenti. Queste sono le condizioni».  Da parte loro, il sindaco Angelo Zubbani, come d'altra parte anche l'assessore allo sport Dante Benedini, continuano ad assicurare che ci sono le condizioni per chiudere in fretta la partita, perché questi investitori esterni ci sono e, secondo le informazioni prese, sono assolutamente credibili e affidabili. Domani, dopo l'incontro, si potrebbe alzare il velo, o forse si saprà la loro identità solo quando ci sarà materialmente il passaggio di consegne o comunque, un compromesso di vendita.  L'importante è che l'accordo sia davvero trovato in fretta, facendo coincidere - anche se non è mai facile - l'esigenza di fare presto con la necessità che tutto venga fatto per il meglio, con un occhio anche alle scadenze richieste da Lega e Federazione.  Sembra invece confermato che la cordata locale, come più volte ribadito da Cirgo Gaspari, davvero non ci sia. Insomma, le smentite non sarebbero solo di facciata ma sostanziali. Da un certo punto di vista, questo può essere un problema, perché comunque sarebbe meglio che gli investitori fossero carraresi, legati alla maglia e consci del prestigio diretto e indiretto che può dare sul proprio territorio una società vincente. Ma ci sono anche tanti esempi di industriali esterni che portano le squadre a ottimi risultati e anche duraturi. Non è che gli industriali carraresi del marmo, pur utilizzando un bene pubblico come gli agri marmiferi, possono essere obbligati a investire sulla Carrarese. Quando l'hanno fatto, tutti insieme nei primi Anni Ottanta, i risultati ci sono stati, e sicuramente anche un ritorno promozionale c'è stato anche per il marmo. Erano gli anni d'oro. Certamente, ora la situazione è un po' diversa, ma per un gruppo di big del settore sarebbe sufficiente una percentuale infima del proprio fatturato reale per portare in alto gli azzurri. Ma appunto, della squadra (e probabilmente anche della città) evidentemente non gli interessa granché. M.B.

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