Il Tirreno

Il caso dei premi di preparazione

Remorini (Bonascola) contesta Gemignani delle giovanili azzurre

Luca Borghini

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 CARRARA. La recente intervista ad Alberto Gemignani, responsabile settore giovanile della Carrarese, non è piaciuta al presidente del Bonascola calcio, Adriano Remorini.  Il punto è relativo alle dichiarazioni di Gemignani, con le quali aveva fatto intendere la possibilità da parte della Carrarese di richiedere il premio di preparazione per i giocatori dal '95 in giù se non rinnoveranno con il vivaio azzurro. «Non ha senso dire ai ragazzi di esigere il premio di preparazione - tuona Remorini - per non farli andare via, secondo me sono vere e proprie minacce che non fanno bene al calcio». «Gemignani - continua il presidente della società rossoblu - è inadatto per fare il responsabile del settore giovanile azzurro».  Una parte della polemica nasce anche da un contenzioso in corso fra Bonascola e Carrarese. «Hanno preso dei giocatori e nessuno ha detto niente ma che adesso si permettano di minacciare di richiedere il premio di preparazione è assurdo - chiude Remorini - Hanno fatto bene solo con i '97 e che ora Gemignani dica che non permetterà "che nessuna squadra faccia la furba" non sta né in cielo né in terra».

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