Il Tirreno

Il presidente Oppicelli: no ai sciacallaggi

Il presidente della Carrarese Fabio Oppicelli
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Il presidente della Carrarese Fabio Oppicelli

«Se ci sono persone serie che vogliono subentrare, l'accordo si trova in 10 minuti»

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 CARRARA. Solo martedì prossimo si conoscreanno i criteri per i ripescaggi. Il presidente della Lega, Luigi Macalli, avrebbe preferito tagliare il numero della società, ma la B non fa passi indietro, rimane a 22, e così i ripescaggi, a cascata, ci saranno. Secondo stime prudenti, potrebbero essere addirittura 15 i posti disponibili in C2. Ma potrebbe spuntare una tassa d'ingresso a fondo perduto.  Secondo Macalli dovrebbe essere addirittura di 300mila euro, più una fidejussione; fra le novità possibili, controlli Covisoc mese per mese, con un punto di penalizzazione a ogni bocciatura, e dopo 4 bocciature, estromissione dal campionato. Scelte draconiane sempre annunciate e mai concretizzate, facile che alla fine la tassa d'ingresso sia ridimensionata.  OPPICELLI: PRONTI A INCONTRARE IL SINDACO. Il presidente Fabio Oppicelli è in attesa di essere convocato dal sindaco: «Appena conosceremo i criteri, che saranno fissati martedì dal consiglio federale, faremo la domanda di ripescaggio. Il punto è che dopo aver toccato il fondo, la città deve essere conscia che la squadra deve ripartire con un programma ambiziosissimo. Noi siamo pronti ad onorare fino in fondo i nostri impegni: si sente di molto interesse locale verso la Carrarese, noi siamo i primi ad essere contenti di sederci a un tavolo con chiunque abbia piacere di subentrare; se queste persone hanno un progetto serio, l'accordo si trova in 10 minuti. I conti sono in ordine, la societù è pulita. Certamente, non vogliamo essere vittima di sciacallaggi».  Sul piano economico, la società ha già avuto danni enormi dai mancati introiti (se non in misura molto inferiore rispetto alle aspettative) di Bariti, Bigazzi e Guidone: giocatori da cui si sarebbe potuta aspettare almeno mezzo milione. Resta Meucci: il Genoa ha un'opzione di riscatto, se non la eserciterà il giocatore tornerà in azzurro. Aggiunge Oppicelli: «Siamo ottimisti per un ripescaggio, e ci piacerebbe lasciare la società in C2, seppur con un danno economico subìto decisamente alto; ma vorremmo che la città capisse che qui servono un progetto solido e ambizioso, con o senza di noi. Ci vuole una polivalenza di forze, un coinvolgimento globale della città nei punti più significativi, marmo e turismo. Sennò non ha senso per nessuno». E ribadisce: «Se ci sono persone serie e oneste, faremo la nostra parte, e se si valuterà che la miglior soluzione è andarcene, andremo senza problemi. Ma ripeto: senza sciacallaggi».  Il messaggio sembra chiaro: il danno economico è stato forte, la società sarà lasciata sana, ma chi vuole subentrare dovrà comunque trovare un accordo.  LAZZINI: SAREI ONORATO. Giacomo Lazzini, carrarese ed ex azzurro, è da più parti indicato come possibile trainer azzurro in caso di "cordata carrarese", nel caso cioé che Ciro Gaspari tornasse a occuparsi in prima persona della squadra del cuore, coagulando un gruppo di imprenditori: «Non ho parlato con nessuno - spiega Lazzini - Ma certo, mi piacerebbe molto, sarebbe un'opportunità importante e per di più nella squadra della mia città. Ben sapendo che, se si dovesse ripartire dalla D, si tratta di un campionato difficile, oneroso e complicato. È più facile salvarsi in C2 che vincere il campionato di D, non ho dubbi». In 3 anni a Rosignano, Lazzini lo ha portato dalla Promozione al 6º posto in D, a 2 punti dai playoff, e con la storica impresa della vittoria all'Arena contro il Pisa. «Sarei onorato di tornare in azzurro come allenatore - ribadisce Lazzini - per ora richieste vere e proprie non ne ho avute, qualche abboccamento c'è stato, ma sono situazioni da valutare. La Carrarese sarebbe il massimo, che dire: se son rose fioriranno...». M.B.

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