Il Tirreno

Si aspetta che il sindaco prenda le redini

Luca Bardini
Il portiere Michele Giarnera
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Il portiere Michele Giarnera

In città si continua a parlare di eventuali imprenditori, disposti a rilevare la squadra, o ad affiancare gli attuali quattro soci, Oppicelli, Giarnera, Borghini e Morra. Passato il Giro, ora si attende che il sindaco prenda l'iniziativa e cerchi di trovare una soluzione. Intanto, si continua a discutere di una retrocessione amara, condita da molte polemiche

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CARRARA. In città si continua a parlare di eventuali imprenditori, disposti a rilevare la squadra, o ad affiancare gli attuali quattro soci, Oppicelli, Giarnera, Borghini e Morra. Passato il Giro, ora si attende che il sindaco prenda l'iniziativa e cerchi di trovare una soluzione. Intanto, si continua a discutere di una retrocessione amara, condita da molte polemiche.

Tra le numerose polemiche post-retrocessione ne è nata una anche relativa all'utilizzo in porta del giovane Michele Giarnera, figlio del vice presidente Giuseppe. La scelta di fare giocare Michele Giarnera al posto di Marco Dessena, a inizio stagione, come si ricorderà, non fu certo "ordinata" o in qualche modo imposta dal padre Giuseppe, né tantomeno dagli altri soci. Le voci che tutto ciò fosse avvenuto sono, nei fatti, prive fondamento e magari dettate dalla rabbia post-retrocessione che continua a imperversare in città. Giarnera infatti non risulta aver "raccomandato" il figlio, nessuno in società lo ha detto e e nemmeno Marco Dessena nelle ultime interviste.

La scelta di far giocare Giarnera al posto di Dessena fu decisa in maniera assolutamente autonoma da Salvatore Mango.

Il tecnico di Sampierdarena lo ha ribadito anche ieri: «Non ho mai subito imposizioni da nessuno - afferma - e la scelta di mettere Giarnera in porta è stata attentamente ponderata solo da me. Venivamo dalla sconfitta di Ferrara contro la Giacomense, Giarnera quando era stato chiamato in causa si era sempre dimostrato all'altezza e quindi ho messo lui. In quel momento ritenevo fosse più adatto di Dessena». Fra l'altro noi cronisti non abbiamo mai dubitato delle qualità umane e calcistiche di Michele Giarnera, considerato sempre un professionista serissimo, un ragazzo fra i primi a arrivare all'allenamento e fra gli ultimi a uscire.
E anche Lavezzini ha continuato a dare fiducia a Giarnera.
Chiarito quindi questo discorso, il futuro della Carrarerse potrebbe subire una decisa svolta in settimana. Il sindaco Angelo Zubbani infatti, terminati gli innumerevoli impegni legati al Giro d'Italia, in settimana prenderà i primi veri contatti con gli imprenditori interessati a entrare nel progetto Carrarese. Sembra che qualcosa si sia già mosso in settimana, ma tutti smentiscono. Il nodo è il seguente: non è ancora chiaro se si farà una società nuova di zecca con imprenditori locali, oppure se si darà il via libera al cosiddetto piano-Oppicelli, con gli attuali quattro soci che resterebbero al timone, con alcuni imprenditori carrarini pronti a affiancarli e supportarli.

Nel frattempo a Luni Ferruccio Bonvini è ancora al lavoro. In settimana infatti comincerà un programma speciale di allenamento per Davide Bariti, in vista degli impegni in Nazionale e per alcuni giovani rientrati dai prestiti, come Giusti e Guelfi. «Facciamo ciò - afferma Bonvini - per vedere come sono cresciuti i nostri giovani e per preparare Bariti al meglio in vista degli impegni con la nazionale. Gli allenamenti che facciamo sono aperti anche ai ragazzi della prima squadra, soprattutto a quelli che abitano in zona. Se vogliono venire mi fa molto piacere. In fondo, anche se siamo retrocessi, siamo sempre professionisti». Una cosa è certa: se i quattro soci resteranno alla guida della Carrarese, Bonvini sarà l'allenatore, sia in C2 che in D, visto che può avere la deroga per allenare nei professionisti, purché firmi il contratto prima dell'eventuale ripescaggio.

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