Il Tirreno

«Sogno di restare in azzurro»

«Sogno di restare in azzurro»

«Il mio futuro? Io aspetto la Carrarese

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CARRARA. «Il mio futuro? Io aspetto la Carrarese. Sogno di rimanere qui e poter portare avanti un progetto fondato suoi giovani del nostro territorio». Dopo i quattro punti conquistati nelle ultime due giornate di campionato, Ferruccio Bonvini on molla, ma anzi, si rilancia per il ruolo di allenatore della Carrarese, qualunque categoria dovesse giocare la prossima stagione. «E' presto per pensare ad altre situazioni, perché sono ancora sotto contratto con la Carrarese e poi ci stiamo allenando con Bariti per preparalo alla convocazione in nazionale».

Nei giorni scorsi Gianluca Sordo si era candidato per il ruolo di futuro team manager, proponendo come mister Mauro Nardini e Paolo Corsi responsabile del settore giovanile. «Allora - prosegue Bonvini - io sono pronto a ripropormi in coppia con Pinna, visto che siamo andati piuttosto bene nelle due partite. Io sono di Carrara, ho lavorato qui due anni e mi piacerebbe continuare».

Mister, provi a spiegare i motivi della retrocessione.
«La squadra non era male. Ne sono sicuro. Aveva le carte in regola per salvarsi e se le cose fossero girate bene avremmo potuto far sognare i tifosi».

Come giustifica quindi questo andamento?
«Sono le circostanze negative o positive a decidere una stagione. All'inizio andava tutto bene. La squadra con Mango era partita a razzo e vinceva, poi ai primi risultati negativi l'ambiente si è spaventato. C'erano tanti giovani che venivano da categorie inferiori e non si sapeva esattamente che carriera avrebbero potuto avere di fronte. Purtroppo poi non è arrivato quel feeling con gli allenatori che può nascere solo coi risultati. Purtroppo alla prima sconfitta ci siamo smarriti. E' un po' la caratteristica della nostra piazza quella di lasciarsi andare a grosse delusioni o grosse esaltazioni».

Forse è mancata fin dall'inizio un'ossatura di giocatori esperti nei ruoli chiave (portiere, difensore centrale e un mediano) intorno ai quali costruire la rosa di giovani.
«Probabilmente il maggior difetto della squadra era sotto il profilo della personalità. Però - replica il tecnico - abbiamo avuto anche circostanze negative. Le vittorie mancate con Colligiana o Fano potevamo cambiare il campionato. Io credo che dagli errori commessi quest'anno si può ripartire con un progetto che sappia riportare un po' di gente allo stadio. Sono rimasto colpito dal trasporto dei tifosi all'ultima giornata. Secondo me basterebbe poco per far riaccendere l'entusiasmo di un tempo attorno a questi colori».

Che Carrarese si immagina per il futuro?
«Intanto speriamo in un ripescaggio. Comunque, se sarà serie D, bisognerà andare avanti. La Carrarese ha il dovere di ritrovare la strada perduta e fare una buona squadra. Secondo me bisogna assolutamente tornare a valorizzare i giovani della nostra zona».

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