Il Tirreno

«Così è retrocessa tutta la città»

Luca Borghini
L’ad della Carrarese Andrea Borghini
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L’ad della Carrarese Andrea Borghini

L'ad azzurro Andrea Borghini: abbiamo fatto errori, ma c'è chi ha gufato

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 CARRARA.«Non mi sono mai tirato indietro dalle mie responsabilità». Parla a ruota libera l'amministratore delegato della Carrarese Andrea Borghini affrontando le delusioni per la retrocessione e i tanti dubbi sul futuro azzurro. Oggi ci sarà il consiglio federale che darà i criteri per i ripescaggi che ad oggi sono una possibilità sempre più remota.  «Ho ripercorso il nostro campionato e ho visto punti lasciati per la nostra incapacità e per sfortuna -inizia Borghini - le responsabilità nel bene e nel male sono collettive. Abbiamo commesso errori nel costruire la squadra, a modificarla in corso d'opera, a gestire la questione dei tecnici. Scelte che oggi appaiono errori, ma che al momento sembravano giuste». Assunzione di responsabilità che forse avrebbe dovuto arrivare prima almeno nei confronti dei tifosi, visto che almeno per metà stagione si è assistito ad una profonda rottura, con una tregua durata soltanto i 90 minuti dell'ultima gara di campionato. «L'autocritica deve essere collettiva: la dirigenza ha più responsabilità di altri ma in serie D siamo retrocessi in molti, tutto sommato è retrocessa la città che si è svegliata solo a 90 minuti dalla fine del campionato. L'orgoglio di Carrara doveva svegliarsi prima. In questi mesi ho sentito molto lontana la città certo i risultati erano da tali da non richiamare folle oceaniche allo stadio. Ho sentito - continua - poche critiche costruttive, molta denigrazione del nostro lavoro, in alcuni casi un e proprio"gufare"».  Il futuro. «Mi rimprovero di essere stato in alcune occasioni più tifoso che dirigente sportivo. Io sono un medio imprenditore, come ce ne sono tanti in città, se dieci di questi imprenditori avessero investito per la squadra della loro città quanto ho investito io, avremmo potuto tranquillamente lottare per i playoff e magari vincerli». Poi il rammarico per «un isolamento» da parte dell'imprenditoria cittadina: «Se a questi 10 se ne fossero aggiunti un paio di coloro cui faceva riferimento il signor Cecchinelli avremmo potuto allestire una squadra competitiva». Poi nel finale l'amministratore delegato, unico carrarese nell'attuale proprietà, parla del futuro senza lasciarsi andare ad ipotesi concrete ma facendo intuire le volontà sue e dei suoi soci: «Bisogna scrivere un progetto che individui investimenti, sponsor, strutture, manager, tecnici aggiungiamo la possibilità di allargare la base societaria, coinvolgiamo le società minori e vediamo in quanti ci ritroviamo, nominiamo una personalità super-parte che garantisca il tutto e coinvolgiamo un modo stabile l'amministrazione comunale». Pare non esserci l'alternativa ad un progetto così inteso almeno per l'attuale proprietà come spiega chiudendo Borghini «Se ciò non si verifica dobbiamo avere il coraggio morale di fermarci per non illudere noi stessi e chi vuol bene alla Carrarese. Dopo niente scuse, ma la certificazione definitiva di essere, nel calcio, una comunità di dillettanti».  Consiglio Federale. Si terrà oggi il consiglio federale che fisserà i criteri per la richiesta di ripescaggio in Lega Pro. Una possibilità che la forte incertezza sul futuro societario dell'attuale gestione, rende più lontana.

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