Il Tirreno

GIAMPIERO MENCONI

«Ma oggi una vittoria potrebbe non bastare...»

Luca Santoni
Menconi
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 CARRARA. Dopo Walter Devoti anche Giampiero Menconi, bandiera azzurra di tante stagioni, ricorda quel Carrarese-Piacenza del giugno 1985, vinto con un gol di Zerbio, che garantì la permanenza in C1 agli azzurri.  In quella formazione c'era anche Giampiero "Pirìn" Menconi, uno dei massimi esponenti di quel gruppo, che sotto la regia di Corrado Orrico, nei ruggenti anni '80 portò la Carrarese a livelli straordinari.  Menconi quella partita col Piacenza la giocò sul campo e fa un distinguo rispetto alla gara di oggi col Bassano. «Le due partite secondo me non sono molto simili - spiega l'ex azzurro - Forse, quella giocata con la Lucchese (due settimane fa ndc) può ricordare la nostra. Entrambe sono state partite decisive e anche noi giocammo contro la prima in classifica. Il problema è che oggi una vittoria della Carrarese potrebbe non bastare se negli altri campi i risultati non ci aiutano. Quella volta una grossa mano ce la diede il Brescia all'ultima giornata, pareggiando contro lo Jesi che retrocesse con un punto meno di noi. In porta del Brescia giocava Roberto Aliboni e con le sue parate ci aiutò tantissimo».  Menconi si lascia andare ad alcune riflessioni amare sul presente e sul passato, e su come si senta tradito dalla sua Carrarese. «E' una tristezza vedere la squadra ridotta così. Retrocedere sarebbe un problema. Bisognerebbe rifare una squadra nuova e trovare gente di categoria. Speriamo bene. In tv ho visto la gara con la Lucchese. In gradinata ci saranno state al massimo cento persone. Nell'82-83 la partita con meno spettatori fu Carrarese-Mestre con più di 5000 persone. Non so se rendo l'idea. E' tanti anni comunque che non seguo più le partite. Come mai? Perché ai miei tempi qualcuno avrebbero potuto fare tanto, e invece non fece niente. E' dura seguire persone che dal mio punto di vista possono aver fatto anche del male». Intende la società? «Esatto. Nelle grosse società chi ha dato tanto, ha anche ricevuto. Solo a Carrara questo non è accaduto. Chi ha dato tanto a questi colori, non ha ricevuto quello che meritava ed io non sono l'unico». Il riferimento è a quella generazione d'oro degli anni '80 che avrebbe potuto trasmettere alle nuove leve certi valori. «Nell'82-83 il Rimini era allenato da un certo Arrigo Sacchi, che qualche anno dopo andò a Parma. Tutti quei giocatori che gli avevano dato tanto sia a Rimini che a Parma sono sempre in circolazione. Parlo dei vari Zoratto, Apolloni, Minotti, Mussi. Tutta gente che in seguito ha lavorato in quelle squadre. Nella formazione della Carrarese 46-47, 47-48, definita dall'Agorà, "indimenticabile" cera un certo Leandro Menconi. Quello era mio padre che giocò nella Carrarese una decina di anni. La mia famiglia fa parte della storia di questa squadra, ma per noi non c'è mai stata riconoscenza».

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