Gioco
«Lascio una società sana nelle mani del sindaco Ma se mi aiutano resto»
Alessandro Tabarrani
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A sinistra il gol vittoria del Camaiore che ha fatto svanire i sogni bianconeri 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. La delusione in casa bianconera è enorme. Il passaggio alla finale regionale dei play off è evaporato a tre minuti dalla fine rimettendo in gioco l'intero futuro della Massese. È proprio il presidente Giorgio Turba, che quando parla è sempre molto chiaro, ad annunciare lo sciogliemto dell'attuale societ a fine partita. «Sono sereno - ha detto Turba - non tutto il male viene per nuocere. Abbiamo risanato la Massese, la squadra ha disputato un'ottimo campionato ma forse non eravamo pronti per il salto di categoria. Detto questo, domani (oggi ndr) consegnerò le chiavi della società in mano al sindaco Roberto Pucci e se lui mi richiamerà e mi metterà al tavolo con persone che saranno disposte a credere in un progetto serio, sono pronto a ripartire. Non mi esalto mai nelle vittorie, ma non sono tipo da mollare nelle sconfitte. L'attuale società si scioglie e il sindaco avrà in mano una società sana e rispettata». E ancora. «Ringrazio tutti quelli che hanno affrontato questa avventura e se ci sarà la volontà di dare un futuro alla Massese 1919 - ha concluso Turba - sono a disposizione per partire con persone che permettano di programmare per tempo il futuro». La palla torna dunque in mano dell'amministrazione, che dovrà fare in modo che Turba abbia il sostegno giusto per tornare in sella. Per il momento, resta l'amarezza per l'uscita dai play off. Il ds Enrico Tommasi non nasconde la delusione. «La squadra ha sentito troppo l'impegno rispetto al Camaiore e ha giocato senza testa. Mi è piaciuta solo la reazione dopo il gol del vantaggio del Camaiore - ha ribadito Tommasi - però dopo siamo tornati molli con paure che ci sono state fatali. Usciamo distrutti moralmente perchè ci tenevamo ad andare avanti e far tornare la Massese nelle categorie che merita. Il mio futuro? Turba è stato chiaro, vedremo se mi richiamerà tornerò molto volentieri». È poi la volta del tecnico Marco Spilli. «Abbiamo sbagliato completamente l'atteggiamento - ha spiegato il trainer apuano -, i ragazzi si sono abbassati troppo ed è subentrata la paura. Per tutta la settimana avevo cercato di far capire alla squadra l'importanza di non farci schiacciare, sgolandomi anche durante la partita, però alla fine non siamo riusciti a scrollarci di dosso l'ansia e la paura. L'amarezza è enorme anche perchè, nell'arco delle due partite, non ci stava l'eliminazione». Alla contestazione di aver tolto una punta per mettere un uomo in più a centrocampo, Spilli risponde colsì. «Ho tenuto in campo le tre punte finchè le ho viste brillanti - ha ammesso il tecnico bianconero -. Quando ho visto che non riuscivamo a creare più nulla in avanti ho inserito un centrocampista lasciando comunque sulle linee esterne due uomini offensivi come Imperatore e Bartolomei. Ripeto, l'errore fatale è stato quello di abbassarci troppo e anche quando riconquistavamo la palla, c'era troppo campo davanti a noi per ripartire come si deve. A questo aggiungiamo l'ennesimo errore su palla inattiva, un problema che ci siamo portati sietro sempre senza riuscire a migliorare e alla fine è costato caro».
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