Il Tirreno

CALCIO

Da Pisa un affondo per la Carrarese

Luca Santoni
Il golden boy Davide Bariti
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Il golden boy Davide Bariti

Continuano a spuntare nuovi nomi interessati all'acquisto della Carrarese. Se, infatti, la pista di Città di Castello, capeggiata dai cugini Donini e con Sante Fontana portavoce, sembra improvvisamente raffreddarsi dopo i tentennamenti di piazza Vottorio Veneto, sono ormai pronti ad uscire allo scoperto alcuni imprenditori di Pisa

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CARRARA. Continuano a spuntare nuovi nomi interessati all'acquisto della Carrarese. Se, infatti, la pista di Città di Castello, capeggiata dai cugini Donini e con Sante Fontana portavoce, sembra improvvisamente raffreddarsi dopo i tentennamenti di piazza Vottorio Veneto, sono ormai pronti ad uscire allo scoperto alcuni imprenditori di Pisa che, con o senza la colonna umbra, punterebbero dritto alla Carrarese.

I nomi sono quelli di Massimo Donati, impegnato nel campo del laterizi, nonché presidente del Pisa Sporting Club (campionato d'Eccellenza), e di Stefano Busti del caseificio "Famiglia Busti", anche lui nello Sporting come vicepresidente, assieme ad un gruppo capitanato da Stefano Garuti, ex stopper di Bologna, Avellino e Pisa di Anconetani, che si occuperebbe prettamente dell'area tecnica. Dopo la delusione del Pisa Sporting Club e i contrasti col presidente onorario Gianfranco Grassini, Donati e Busti sarebbero alla ricerca di una squadra dove poter far bene e probabilmente portarsi dietro sponsor importanti come la spagnola Joma, per quanto riguarda il materiale tecnico, e il gruppo Limonta, oltre ovviamente ai formaggi della famiglia Busti.

La Carrarese potrebbe essere una soluzione ottimale, ma ad interessare l'imprenditore pisano ci sarebbe anche il Viareggio. La volontà è di accelerare le trattative. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il contatto col presidente Oppicelli e solo a quel punto si saprà qualcosa di più.
Resta poi aperta l'ipotesi più gradita ai tifosi della Carrarese, quella della cordata locale che, a quanto pare, esiste davvero, anche se i suoi componenti preferiscono rimanere nell'ombra. A far parte del sodalizio almeno tre grossi esponenti dell'imprenditoria finanziaria e lapidea locale, ma resta da vedere se questa cordata riuscirà a battere la concorrenza "estera".

Idea fusione. Intanto Roberto Aliboni, ex portiere di Carrarese e Massese, rilancia l'annosa ipotesi (affascinante per alcuni, pura eresia per altri), della fusione tra azzurri e bianconeri. Di fronte alle delusioni e alle crisi che hanno accompagnato gli ultimi anni delle due società, per Aliboni l'unica soluzione è quella di giungere ad una sintesi, attraverso le amministrazioni, e creare un'unica squadra provinciale. «Secondo me è la soluzione migliore». Sostiene l'ex portiere. «Se non si arriverà ad una fusione fra Carrarese e Massese, qui il calcio piano piano scomparirà. Il fatto è che il pallone, così come è adesso, non interessa ai nostri imprenditori, perché non ci sono possibilità di rientri economici. La cosa sarebbe diversa con una società unica, ma i politici dovrebbero darci una mano, unire le forze e trovare degli imprenditori locali seri tramite le camere di commercio e le confesercenti.

Avremmo un bacino d'utenza importantissimo e un settore giovanile allargato. La società non lavorerebbe più nel ristretto ambito del comune, ma della provincia, con sovvenzioni e ricadute economiche annesse. Sarebbe tutta una catena. La provincia non dovrebbe dividere i soldi, ma semplicemente unirli per una squadra sola». Certo - gli facciamo notare - poi bisognerebbe capire chi guiderebbe la società, se un massese o un carrarese. «Ognuno potrebbe prendere i suoi incarichi. Tutti diventeremmo tifosi di una squadra sola. Certamente ci vorrebbe del tempo, ma con la buona volontà potrebbe venirne fuori una grande realtà».

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