Sicurezza
CALCIO
L'autodifesa degli ex tecnici azzurri
Luca Santoni
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L’ex tecnico Salvatore MangoHanno suscitato reazioni e anche qualche polemica le dichiarazioni del presidente della Carrarese Fabio Oppicelli apparse ieri sul "Tirreno". Oppicelli, difendendo l'operato e la serietà del suo «progetto aziendale» (così lo definì ad inizio stagione), ha chiamato in causa i vari allenatori che si sono susseguiti sulla scottante panchina azzurra.
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CARRARA. Hanno suscitato reazioni e anche qualche polemica le dichiarazioni del presidente della Carrarese Fabio Oppicelli apparse ieri sul "Tirreno". Oppicelli, difendendo l'operato e la serietà del suo «progetto aziendale» (così lo definì ad inizio stagione), ha chiamato in causa i vari allenatori che si sono susseguiti sulla scottante panchina azzurra.
Tra i passaggi più caldi, quelli in cui il numero uno di piazza Vittorio Veneto ha affermato che: «Il mercato è stato fatto sempre dai tecnici. Gli unici giocatori che abbiamo preso di testa nostra sono stati N'Siabamfumu e Guidone». E ancora: «Ferretti è stato mandato via, perché con Lavezzini non aveva molto spazio. Falivena idem, non stava giocando granché».
Come prevedibile non sono tardate le reazioni degli ex allenatori, sia da parte di Salvatore Mango, che ha guidato la squadra fino al 1º novembre, alla vigilia di Bellaria-Carrarese, quando si dimise per problemi personali, sia da parte di Rino Lavezzini, suo successore fino all'esonero arrivato il 1º febbraio, esattamente tre mesi dopo, in seguito alla sconfitta con la Sangiustese.
Compassata la replica di Mango che punta tutto sulla forza dei numeri. La Carrarese durante le prime 11 giornate aveva conquistato 13 punti: «Ho lasciato la squadra per un grave problema familiare e quando sono andato via, la Carrarese era salva e in perfetta media salvezza. Il resto non mi interessa. Nel calcio non contano le chiacchiere, ma solamente i numeri che sono sotto gli occhi di tutti. Auguro alla Carrarese di salvarsi, perché ne ha tutte le possibilità».
Più infuocate le parole di Rino Lavezzini che non accetta il ruolo di capro espiatorio: «Non mi sento assolutamente responsabile della campagna acquisti fatta dalla società sia estiva che quella invernale. Io personalmente ho contatto solamente Doga tramite Filippini. Gli altri giocatori che sono arrivati a gennaio non li ho contattati io, e nemmeno li avevo indicati. Avevo chiesto altri giocatori, ma non mi sono stati presi, non so come mai. Quando il presidente parla di allenatori che hanno fatto il mercato della Carrarese, deve essere chiaro e fare nomi e cognomi, perché non è giusto per tutti gli altri. Io mi rifiuto di essere accostato a dei giocatori che non ritengo far parte del mio programma. Mi prendo la responsabilità solamente della cessione di Ferretti, perché qualcuno doveva partire per permetterci un rinforzo in altri reparti e ritenevo Guidone più adatto al mio gioco. L'unico giocatore con richieste era Ferretti e così lo abbiamo ceduto per far arrivare qualcun altro a centrocampo o in difesa. Falivena? Io non lo avrei mai dato via per un esterno, ma per un altro mediano, oppure lo avrei tenuto per recuperarlo. A me lo scambio Falivena-Taormina non stava bene, senza con questo, sia chiaro, screditare Taormina. Sono solo due giocatori diversi».
Infermeria piena. Ancora una settimana di stop per Manuele Del Nero che rientrerà solamente contro l'Itala San Marco. Davide Bariti ieri si è sottoposto alla visita di controllo a Parma. Il ragazzo dovrà stare fermo per altre due settimane, come minimo, in attesa di un nuovo check up che valuterà le condizioni della zona operata.
Contro la Sangiovannese non ci sarà neanche Francesco Camilli (sospetta lesione menisco interno e del collaterale mediale del ginocchio destro). In dubbio anche Jonathan Granito (fitta ai flessori della gamba destra). Insomma, nonostante i rientri di Vaira, Vincenzi e Bonfanti, anche con la Sangiovannese sarà ancora emergenza.
Tra i passaggi più caldi, quelli in cui il numero uno di piazza Vittorio Veneto ha affermato che: «Il mercato è stato fatto sempre dai tecnici. Gli unici giocatori che abbiamo preso di testa nostra sono stati N'Siabamfumu e Guidone». E ancora: «Ferretti è stato mandato via, perché con Lavezzini non aveva molto spazio. Falivena idem, non stava giocando granché».
Come prevedibile non sono tardate le reazioni degli ex allenatori, sia da parte di Salvatore Mango, che ha guidato la squadra fino al 1º novembre, alla vigilia di Bellaria-Carrarese, quando si dimise per problemi personali, sia da parte di Rino Lavezzini, suo successore fino all'esonero arrivato il 1º febbraio, esattamente tre mesi dopo, in seguito alla sconfitta con la Sangiustese.
Compassata la replica di Mango che punta tutto sulla forza dei numeri. La Carrarese durante le prime 11 giornate aveva conquistato 13 punti: «Ho lasciato la squadra per un grave problema familiare e quando sono andato via, la Carrarese era salva e in perfetta media salvezza. Il resto non mi interessa. Nel calcio non contano le chiacchiere, ma solamente i numeri che sono sotto gli occhi di tutti. Auguro alla Carrarese di salvarsi, perché ne ha tutte le possibilità».
Più infuocate le parole di Rino Lavezzini che non accetta il ruolo di capro espiatorio: «Non mi sento assolutamente responsabile della campagna acquisti fatta dalla società sia estiva che quella invernale. Io personalmente ho contatto solamente Doga tramite Filippini. Gli altri giocatori che sono arrivati a gennaio non li ho contattati io, e nemmeno li avevo indicati. Avevo chiesto altri giocatori, ma non mi sono stati presi, non so come mai. Quando il presidente parla di allenatori che hanno fatto il mercato della Carrarese, deve essere chiaro e fare nomi e cognomi, perché non è giusto per tutti gli altri. Io mi rifiuto di essere accostato a dei giocatori che non ritengo far parte del mio programma. Mi prendo la responsabilità solamente della cessione di Ferretti, perché qualcuno doveva partire per permetterci un rinforzo in altri reparti e ritenevo Guidone più adatto al mio gioco. L'unico giocatore con richieste era Ferretti e così lo abbiamo ceduto per far arrivare qualcun altro a centrocampo o in difesa. Falivena? Io non lo avrei mai dato via per un esterno, ma per un altro mediano, oppure lo avrei tenuto per recuperarlo. A me lo scambio Falivena-Taormina non stava bene, senza con questo, sia chiaro, screditare Taormina. Sono solo due giocatori diversi».
Infermeria piena. Ancora una settimana di stop per Manuele Del Nero che rientrerà solamente contro l'Itala San Marco. Davide Bariti ieri si è sottoposto alla visita di controllo a Parma. Il ragazzo dovrà stare fermo per altre due settimane, come minimo, in attesa di un nuovo check up che valuterà le condizioni della zona operata.
Contro la Sangiovannese non ci sarà neanche Francesco Camilli (sospetta lesione menisco interno e del collaterale mediale del ginocchio destro). In dubbio anche Jonathan Granito (fitta ai flessori della gamba destra). Insomma, nonostante i rientri di Vaira, Vincenzi e Bonfanti, anche con la Sangiovannese sarà ancora emergenza.
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