Il dolore
MASSA SPORT
«Ci aspettavano con le spranghe»
Rossana Lazzini
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In alto una pattuglia della polizia: gli agenti sono intervenuti per dividere le tifoserie del Pisa Sc e della Massese alla fine della gara; a destra gli ultrà bianconeriI tifosi del Cascina non sono stati i protagonisti dell'agguato agli ultrà della Massese. Autori dell'imboscata i tifosi del Pisa e di questo sono certi anche gli ultras bianconeri.
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MASSA. I tifosi del Cascina non sono stati i protagonisti dell'agguato agli ultrà della Massese. Autori dell'imboscata i tifosi del Pisa e di questo sono certi anche gli ultras bianconeri.
«È stato un vero e proprio agguato - racconta uno dei tifosi rimasto coinvolto nell'aggressione che chiede di mantenere l'anonimato -. Noi eravamo tranquilli, stavamo tornando a casa dopo la partita, felici per la vittoria della Massese e certo non ci aspettavamo che potesse succedere una cosa come questa. In auto c'erano anche delle donne ed è una fortuna che non sia successo nulla di grave». Esiste un codice d'onore non scritto nel mondo degli ultrà e questo tipo di comportamento non ci rientra.
«Esiste la possibilità dello scontro ma entrambi i partecipanti devono essere al corrente di quello che sta per succedere. Questo invece non è avvenuto domenica scorsa», continua.
I tifosi delle zebre non immaginavano che dopo aver percorso alcune centinaia di metri avrebbero trovato un nutrito gruppo di persone, con mazze, catene, spranghe, pietre e altri oggetti pronti a fare del male. «Hanno iniziato a colpire le nostre macchine con le mazze, qualcuno è riuscito ad andare via e noi invece ci siamo fermati, ci siamo difesi come abbiamo potuto, loro naturalmente erano più organizzati. Eravamo soltanto preoccupati per la presenza di alcune ragazze. Qualcuno poteva farsi male seriamente, con le mazze ci hanno colpito più volte, alcuni di noi hanno dovuto rivolgersi al pronto soccorso».
Un gesto che i tifosi bianconeri definiscono incomprensibile, qualcuno dice che forse questo gesto sia legato all'episodio delle magliette del Pisa sparite prima della partita con la Massese (vedi box). «Non sappiamo perché hanno agito in questo modo. Non c'è giustificazione, questo è soltanto violenza gratuita».
Il problema però è un altro. Il fuoco cova sotto la cenere. Gli ultrà di Massa non hanno fatto denuncia e hanno detto non la faranno. L'impressione però è che stiamo meditando vendetta. «Tutti quelli che sono rimasti coinvolti stanno abbastanza bene - prosegue il tifoso - e questa è l'unica cosa che conta. Qualcuno poteva restare per terra ma ci siamo difesi». È stata un'aggressione preparata nei minimi particolari. «Sapevano che dovevamo percorrere quella strada per tornare a Massa, quando le macchine hanno iniziato ad arrivare si sono presentati sulla strada e hanno iniziato a colpire. Non è stato possibile proseguire. Abbiamo dovuto fermarci. Loro ci stavano aspettando e avevano tutta l'intenzione di picchiare». Oltre ai danni fisici sono numerosi anche i danni alle auto utilizzate dagli ultrà della Massese che domenica hanno lanciato un appello ai carrozzieri massesi affinchè possano dargli un aiuto. «I danni sono ingenti è sicuramente costosi, speriamo di riuscire a trovare qualcuno che abbia voglia di venirci incontro».
Un episodio che rischia di rovinare l'atmosfera tranquilla che fino a questo momento aveva contraddistinto il campionato di Eccellenza Toscana che vede anche la presenza della Massese e del Pisa Sporting.
«È stato un vero e proprio agguato - racconta uno dei tifosi rimasto coinvolto nell'aggressione che chiede di mantenere l'anonimato -. Noi eravamo tranquilli, stavamo tornando a casa dopo la partita, felici per la vittoria della Massese e certo non ci aspettavamo che potesse succedere una cosa come questa. In auto c'erano anche delle donne ed è una fortuna che non sia successo nulla di grave». Esiste un codice d'onore non scritto nel mondo degli ultrà e questo tipo di comportamento non ci rientra.
«Esiste la possibilità dello scontro ma entrambi i partecipanti devono essere al corrente di quello che sta per succedere. Questo invece non è avvenuto domenica scorsa», continua.
I tifosi delle zebre non immaginavano che dopo aver percorso alcune centinaia di metri avrebbero trovato un nutrito gruppo di persone, con mazze, catene, spranghe, pietre e altri oggetti pronti a fare del male. «Hanno iniziato a colpire le nostre macchine con le mazze, qualcuno è riuscito ad andare via e noi invece ci siamo fermati, ci siamo difesi come abbiamo potuto, loro naturalmente erano più organizzati. Eravamo soltanto preoccupati per la presenza di alcune ragazze. Qualcuno poteva farsi male seriamente, con le mazze ci hanno colpito più volte, alcuni di noi hanno dovuto rivolgersi al pronto soccorso».
Un gesto che i tifosi bianconeri definiscono incomprensibile, qualcuno dice che forse questo gesto sia legato all'episodio delle magliette del Pisa sparite prima della partita con la Massese (vedi box). «Non sappiamo perché hanno agito in questo modo. Non c'è giustificazione, questo è soltanto violenza gratuita».
Il problema però è un altro. Il fuoco cova sotto la cenere. Gli ultrà di Massa non hanno fatto denuncia e hanno detto non la faranno. L'impressione però è che stiamo meditando vendetta. «Tutti quelli che sono rimasti coinvolti stanno abbastanza bene - prosegue il tifoso - e questa è l'unica cosa che conta. Qualcuno poteva restare per terra ma ci siamo difesi». È stata un'aggressione preparata nei minimi particolari. «Sapevano che dovevamo percorrere quella strada per tornare a Massa, quando le macchine hanno iniziato ad arrivare si sono presentati sulla strada e hanno iniziato a colpire. Non è stato possibile proseguire. Abbiamo dovuto fermarci. Loro ci stavano aspettando e avevano tutta l'intenzione di picchiare». Oltre ai danni fisici sono numerosi anche i danni alle auto utilizzate dagli ultrà della Massese che domenica hanno lanciato un appello ai carrozzieri massesi affinchè possano dargli un aiuto. «I danni sono ingenti è sicuramente costosi, speriamo di riuscire a trovare qualcuno che abbia voglia di venirci incontro».
Un episodio che rischia di rovinare l'atmosfera tranquilla che fino a questo momento aveva contraddistinto il campionato di Eccellenza Toscana che vede anche la presenza della Massese e del Pisa Sporting.
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