Attenzione
CARRARA SPORT
Primo rinforzo: il portiere Mancini
Luca Bardini
La società inizia a correre ai ripari anche se tardivamente Lavezzini: servono almeno altri tre pezzi
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CARRARA. Dopo l'orribile disfatta di Lucca (nella foto grande, la delusione azzurra dopo il terzo gol) la Carrarese corre subito ai ripari. Ieri, dopo una riunione lampo tra Lavezzini e la dirigenza è stato deciso di ritornare subito sul mercato con urgenza. E' stato infatti praticamente definito l'acquisto dell'esperto portiere Paolo Mancini (l'altra foto), classe 1970. Mancini, pietrasantino di nascita, ma che al momento risiede a Cagliari, vanta un curriculum di tutto rispetto: calcisticamente è cresciuto nelle giovanili della Carrarese, dove fin da subito si erano capite le sue grandi qualità.
Debutta infatti in prima squadra a soli 18 anni, nel lontano 88-89, popi lascia la Carrarese per dirigersi a Monza. Di lì in poi vestirà le maglie di Lucchese, Monza, Massese, Albanova, Pietrasanta, Montevarchi, Siena, Cagliari, Sambenedettese, Catania, Teramo e Martina Franca.
Nelle ultime due stagioni il numero uno versiliese ha giocato a Giulianova, dove si è tolto parecchie soddisfazioni.
Il primo anno infatti ha contribuito a una salvezza insperata, ma il capolovaro lo ha compiuto l'anno scorso, quando, a suon di miracoli, ha trascinato i suoi alla conquista della Prima Divisione, diventando un idolo del Rubens Fadini, mitico stadio del Giulianova.
In questi mesi di inattività Mancini si è allenato con la compagine del Selangius (Serie D) e ieri lo abbiamo raggiunto telefonicamente, proprio mentre si stava imbarcando su un aereo all'aeroporto di Cagliari con destinazione Carrara: «Ho parlato con Giampaolo Pinna - spiega Mancini - proprio ieri e ora mi sto imbarcando per essere presente a Luni già domani (oggi ndc) dove comincerò ad allenarmi. Carrara è una piazza che conosco bene e per me si tratta di un ritorno. Io verrei più che volentieri e sono pronto, visto che in questi mesi mi sono allenato bene con il Selangius. Però ci deve essere anche la volontà da parte della società».
La situazione attuale della Carrarese somiglia molto a quella del Giulianova due anni fa: ultima fino a gennaio (ora la Carrarese è quint'ultima) poi il miracolo in un anno e mezzo.
«Esattamente. Quando arrivai la squadra stava male, era in piena zona retrocessione. In un anno e mezzo abbiamo conquistato una salvezza miracolosa poi la promozione. Speriamo che anche a Carrara possa essere così».
Una decisione, quella di tornare sul mercato, giusta, ma tardiva: un portiere esperto serviva infatti da inizio stagione e oltrettutto il mercato della Carrarese non può assolutamente fermarsi a Mancini. Urgono altri tre giocatori, da prendere subito i primi di gennaio.
Rino Lavezzini intanto conferma l'interesse più che mai concreto per Mancini: «È un portiere esperto - afferma - che conosco da tempo. Ha un curriculum invidiabile: ora si allenerà con noi e così potremo valutare le sue reali condizioni fisiche e optare per il tesseramento se le cose andranno nel giusto modo. Comunque sia il mercato non si fermerà qui: la squadra ha dei limiti che sono emersi ieri e urgono almeno tre giocatori oltre a Mancini. Con la società siamo molto vigili e abbiamo delle idee concrete. Tornando alla gara di domenica c'è ben poco da dire: è stata una partita nata male e finita peggio. Abbiamo preso un gol assurdo su calcio d'angolo che di fatto ci ha tagliato le gambe. Loro sono una squadra esperta senza nemmeno un fuori quota e quindi ci hanno messo sotto sfruttando le loro grandi caratteristiche. Sono stati nettamente superiori».
Debutta infatti in prima squadra a soli 18 anni, nel lontano 88-89, popi lascia la Carrarese per dirigersi a Monza. Di lì in poi vestirà le maglie di Lucchese, Monza, Massese, Albanova, Pietrasanta, Montevarchi, Siena, Cagliari, Sambenedettese, Catania, Teramo e Martina Franca.
Nelle ultime due stagioni il numero uno versiliese ha giocato a Giulianova, dove si è tolto parecchie soddisfazioni.
Il primo anno infatti ha contribuito a una salvezza insperata, ma il capolovaro lo ha compiuto l'anno scorso, quando, a suon di miracoli, ha trascinato i suoi alla conquista della Prima Divisione, diventando un idolo del Rubens Fadini, mitico stadio del Giulianova.
In questi mesi di inattività Mancini si è allenato con la compagine del Selangius (Serie D) e ieri lo abbiamo raggiunto telefonicamente, proprio mentre si stava imbarcando su un aereo all'aeroporto di Cagliari con destinazione Carrara: «Ho parlato con Giampaolo Pinna - spiega Mancini - proprio ieri e ora mi sto imbarcando per essere presente a Luni già domani (oggi ndc) dove comincerò ad allenarmi. Carrara è una piazza che conosco bene e per me si tratta di un ritorno. Io verrei più che volentieri e sono pronto, visto che in questi mesi mi sono allenato bene con il Selangius. Però ci deve essere anche la volontà da parte della società».
La situazione attuale della Carrarese somiglia molto a quella del Giulianova due anni fa: ultima fino a gennaio (ora la Carrarese è quint'ultima) poi il miracolo in un anno e mezzo.
«Esattamente. Quando arrivai la squadra stava male, era in piena zona retrocessione. In un anno e mezzo abbiamo conquistato una salvezza miracolosa poi la promozione. Speriamo che anche a Carrara possa essere così».
Una decisione, quella di tornare sul mercato, giusta, ma tardiva: un portiere esperto serviva infatti da inizio stagione e oltrettutto il mercato della Carrarese non può assolutamente fermarsi a Mancini. Urgono altri tre giocatori, da prendere subito i primi di gennaio.
Rino Lavezzini intanto conferma l'interesse più che mai concreto per Mancini: «È un portiere esperto - afferma - che conosco da tempo. Ha un curriculum invidiabile: ora si allenerà con noi e così potremo valutare le sue reali condizioni fisiche e optare per il tesseramento se le cose andranno nel giusto modo. Comunque sia il mercato non si fermerà qui: la squadra ha dei limiti che sono emersi ieri e urgono almeno tre giocatori oltre a Mancini. Con la società siamo molto vigili e abbiamo delle idee concrete. Tornando alla gara di domenica c'è ben poco da dire: è stata una partita nata male e finita peggio. Abbiamo preso un gol assurdo su calcio d'angolo che di fatto ci ha tagliato le gambe. Loro sono una squadra esperta senza nemmeno un fuori quota e quindi ci hanno messo sotto sfruttando le loro grandi caratteristiche. Sono stati nettamente superiori».
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