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Diagouraga con la maglia della MasseseArezzo-Massese e Massese-Taranto partite truccate? Da Potenza arriva giusto qualche sussurro, più forte riguardo alla sfida con i pugliesi. Da Massa invece una lunga serie di illazioni che colpiscono un giocatore: Papi Diagouraga, sfortunato autore di due autoreti in quei match
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MASSA. Arezzo-Massese e Massese-Taranto partite truccate? Da Potenza arriva giusto qualche sussurro, più forte riguardo alla sfida con i pugliesi. Da Massa invece una lunga serie di illazioni che colpiscono un giocatore: Papi Diagouraga, sfortunato autore di due autoreti in quei match.
Papi si difende. Per Mahamet (il suo vero nome, Papi è il soprannome) l'avventura di Massa ormai è soltanto un ricordo. Un brutto ricordo. Il centrale francosenegalese - ha residenza a Parigi - da due stagioni gioca in serie B nel Modena ed è seguito da diversi club. È forte Diagouraga e lo si era capito anche quando vestiva la maglia bianconera. Lo chiamiamo dopo un allenamento e lui risponde cortesemente, come al solito. Sa dell'inchiesta sul Potenza che coinvolge anche la sua stagione tra le fila delle zebre. E appena viene a sapere che qualcuno ha tirato in ballo le sue due autoreti dice la sua. «Non esiste una cosa del genere, ci siamo fatti un mazzo così per salvarci. Per quello che riguarda le mie autoreti sono del tutto casuali, degli errori come nel calcio capitano a tutti». Diagouraga non ci sta a essere usato come capro espiatorio: «Quella è stata un'annata veramente dura sotto tutti i punti di vista - aggiunge -. Però abbiamo lottato e ci siamo salvati. Ripeto, se anche solo avessimo sospettato che qualcuno si vendeva le partite ci avrebbe pensato il gruppo a fargli passare la voglia».
L'inchiesta. Intanto è è durato pochi minuti l'interrogatorio di garanzia del presidente del Potenza calcio Giuseppe Postiglione, arrestato insieme ad altre otto persone, nell'ambito di un inchiesta sulle scommesse sportive condotta dal pm della Dda, Francesco Basentini: Postiglione si è avvalso della facoltà di non rispondere. Postiglione ha avuto un breve colloquio privato con i suoi avvocati, avvalendosi poi della facoltà di non rispondere. I legali hanno spiegato che il patron del Potenza «è ovviamente provato da questa vicenda. Ora valuteremo gli atti, che sono molti, e poi decideremo sul ricorso al tribunale del Riesame». Gli interrogatori di garanzia, proseguiranno oggi. Non si esclude che possano essere convocati anche alcuni calciatori.
Le partite della Massese. Gli inquirenti ufficialmente non dicono nulla, in procura a Potenza però si fa più attenzione alla partita tra le zebre e il Taranto piuttosto che a quella giocata ad Arezzo quando la Massese era ormai salva e quindi un calo di tensione era preventivabile. Il match con i rossoblù pugliesi invece fu davvero strano secondo il pm e i carabinieri (vedi il box della contestazione a Diagouraga). E c'è quel grosso giro di soldi puntato sulle partite a insospettire gli inquirenti. In serie C non si può puntare sul risultato seco, ma una vittoria in trasferta, specie se combinata ad altri risultati clamorosi, può far lievitare la vincita in maniera consistente.
Multati per Ferrara. L'attuale dirigenza bianconera nei giorni scorsi ha dovuto pagare 1.500 euro di multa perché l'ex presidente Nicola Ferrara, che era stato inibito, si era fatto rappresentare in una controversia nata lo scorso anno relativa a dei premi di preparazione, firmando una delega all'avvocato Raoul Duca. In quanto inibito, Ferrara, secondo le motivazioni della procura federale, non aveva titolo per firmare la delega. L'attuale società è stata deferita per responsabilità oggettiva (l'acquisizione della società da parte del gruppo guidato da Turba è stata considerata come una sorta di continuità) e ha patteggiato con la procura il pagamento di 1.500 euro.
Papi si difende. Per Mahamet (il suo vero nome, Papi è il soprannome) l'avventura di Massa ormai è soltanto un ricordo. Un brutto ricordo. Il centrale francosenegalese - ha residenza a Parigi - da due stagioni gioca in serie B nel Modena ed è seguito da diversi club. È forte Diagouraga e lo si era capito anche quando vestiva la maglia bianconera. Lo chiamiamo dopo un allenamento e lui risponde cortesemente, come al solito. Sa dell'inchiesta sul Potenza che coinvolge anche la sua stagione tra le fila delle zebre. E appena viene a sapere che qualcuno ha tirato in ballo le sue due autoreti dice la sua. «Non esiste una cosa del genere, ci siamo fatti un mazzo così per salvarci. Per quello che riguarda le mie autoreti sono del tutto casuali, degli errori come nel calcio capitano a tutti». Diagouraga non ci sta a essere usato come capro espiatorio: «Quella è stata un'annata veramente dura sotto tutti i punti di vista - aggiunge -. Però abbiamo lottato e ci siamo salvati. Ripeto, se anche solo avessimo sospettato che qualcuno si vendeva le partite ci avrebbe pensato il gruppo a fargli passare la voglia».
L'inchiesta. Intanto è è durato pochi minuti l'interrogatorio di garanzia del presidente del Potenza calcio Giuseppe Postiglione, arrestato insieme ad altre otto persone, nell'ambito di un inchiesta sulle scommesse sportive condotta dal pm della Dda, Francesco Basentini: Postiglione si è avvalso della facoltà di non rispondere. Postiglione ha avuto un breve colloquio privato con i suoi avvocati, avvalendosi poi della facoltà di non rispondere. I legali hanno spiegato che il patron del Potenza «è ovviamente provato da questa vicenda. Ora valuteremo gli atti, che sono molti, e poi decideremo sul ricorso al tribunale del Riesame». Gli interrogatori di garanzia, proseguiranno oggi. Non si esclude che possano essere convocati anche alcuni calciatori.
Le partite della Massese. Gli inquirenti ufficialmente non dicono nulla, in procura a Potenza però si fa più attenzione alla partita tra le zebre e il Taranto piuttosto che a quella giocata ad Arezzo quando la Massese era ormai salva e quindi un calo di tensione era preventivabile. Il match con i rossoblù pugliesi invece fu davvero strano secondo il pm e i carabinieri (vedi il box della contestazione a Diagouraga). E c'è quel grosso giro di soldi puntato sulle partite a insospettire gli inquirenti. In serie C non si può puntare sul risultato seco, ma una vittoria in trasferta, specie se combinata ad altri risultati clamorosi, può far lievitare la vincita in maniera consistente.
Multati per Ferrara. L'attuale dirigenza bianconera nei giorni scorsi ha dovuto pagare 1.500 euro di multa perché l'ex presidente Nicola Ferrara, che era stato inibito, si era fatto rappresentare in una controversia nata lo scorso anno relativa a dei premi di preparazione, firmando una delega all'avvocato Raoul Duca. In quanto inibito, Ferrara, secondo le motivazioni della procura federale, non aveva titolo per firmare la delega. L'attuale società è stata deferita per responsabilità oggettiva (l'acquisizione della società da parte del gruppo guidato da Turba è stata considerata come una sorta di continuità) e ha patteggiato con la procura il pagamento di 1.500 euro.
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