Sicurezza
CARRARA SPORT
Lavezzini: dobbiamo essere ambiziosi
Luca Santoni
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Il preparatore David Chiodo e Rino Lavezzini ieri a Luni«Vorrei non deludere le aspettative, il modulo sarà il 4-2-3-1, adesso occorre trovare la brillantezza»
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CARRARA. «Voglio una Carrarese che sia protagonista». Con queste parole Rino Lavezzini si è presentato alla squadra ieri pomeriggio a Luni nel giorno del suo insediamento sulla panchina azzurra come successore di Salvatore Mango. Si apre così il Lavezzini III dopo la prima esperienza nel 1993-94 e parte iniziale del 94-95 (fu sostituito da Orrico), e le 14 partite dell'anno scorso nel dopo Firicano.
Lavezzini, nato a Fidenza il 20 febbraio del '52, ma carrarino d'adozione, ha vinto il ballottaggio con un altro ex di lusso, Fabrizio Tazzioli. A Carrara torna un grande motivatore che sin dalle prime battute vuole riportare entusiasmo nell'ambiente azzurro. «Noi - prosegue Lavezzini - non possiamo fare un campionato anonimo. Dobbiamo ambire a qualcosa di più, poi accetteremo qualsiasi risultato sul campo. Dobbiamo cercare di conquistare risultati aiutandoci, giocando in undici, nessuno deve tirarsi indietro ed essere convinti che si può raggiungere un obiettivo importante. Il mio ritorno sul campo? Sicuramente positivo. Più che altro in questa occasione vorrei contraccambiare la stima di tanti tifosi che mi hanno voluto e vorrei non deluderli».
La memoria non può che tornare all'anno scorso. Un flash-back che riporta dritti a febbraio, quando Rino prese il posto di Firicano, trasformando una Carrarese in crisi d'identità in una macchina quasi perfetta. «Quest'anno siamo in anticipo. Dobbiamo fare le cose con tranquillità, ma allo stesso tempo centrare i nostri obiettivi e per prima cosa non staccarci dal gruppo buono. La classifica è ancora corta e dobbiamo tenere duro, perché col mercato di riparazione potremo operare in un certo modo, senza andare ad intaccare quelle che sono le risorse economiche della società. La proprietà si è mostrata disponibile a tutto. Loro sono i primi a voler fare bene. Perciò bisogna stare vicini alla squadra e dimostrare ai nostri tifosi di dare sempre il massimo. L'importante è non arrivare a giugno con qualche rammarico. L'anno scorso c'erano stati quei due rigori sbagliati consecutivamente che ci hanno precluso probabilmente i playoff. Quest'anno vogliamo arrivare alla fine senza aver regalato niente agli altri».
Come ha trovato la squadra?
«Si vede che hanno lavorato tanto. Questi ragazzi possono giocare anche due partite in una giornata. Ci manca però quel passo brillante per dare velocità al gioco, quello sprint che nel calcio serve per fare gol, per pressare e catturare la palla. L'importante comunque è che la squadra ha tanto lavoro sulle gambe. Dobbiamo solamente diluirlo con una qualità di corsa diversa».
Ha già qualche idea sulla formazione da schierare contro il Gubbio?
«Prima di decidere voglio vedere questi ragazzi nella partita di giovedì che giocheremo a Sarzana contro la Sarzanese. Il nostro modulo, invece, dovrebbe essere quello che utilizzavo anche l'anno scorso: il 4-2-3-1. Mi spiace solamente che in questi giorni non avrò a disposizione Bariti e Bigazzi, via con la Nazionale. Io su di loro non ho dubbi. Per me sono fondamentali».
Presente al campo anche il dg Walter Devoti: «Lavezzini conosce l'ambiente, non ha bisogno di presentazioni e auguro un sincero in bocca al lupo a lui e a tutti i ragazzi. Il pensiero in questo momento però va a Mango. Con lui ho avuto un ottimo rapporto e spero che risolva tutti i suoi problemi».
Anche dall'amministratore delegato Andrea Borghini le prime parole sono per l'ex mister: «Esprimo tutta la mia solidarietà a Salvatore. La scelta di Lavezzini? Lui rispecchiava tutti i requisiti che cercavamo, conosce bene la squadra e gli auguro un sincero in bocca al lupo».
Lavezzini, nato a Fidenza il 20 febbraio del '52, ma carrarino d'adozione, ha vinto il ballottaggio con un altro ex di lusso, Fabrizio Tazzioli. A Carrara torna un grande motivatore che sin dalle prime battute vuole riportare entusiasmo nell'ambiente azzurro. «Noi - prosegue Lavezzini - non possiamo fare un campionato anonimo. Dobbiamo ambire a qualcosa di più, poi accetteremo qualsiasi risultato sul campo. Dobbiamo cercare di conquistare risultati aiutandoci, giocando in undici, nessuno deve tirarsi indietro ed essere convinti che si può raggiungere un obiettivo importante. Il mio ritorno sul campo? Sicuramente positivo. Più che altro in questa occasione vorrei contraccambiare la stima di tanti tifosi che mi hanno voluto e vorrei non deluderli».
La memoria non può che tornare all'anno scorso. Un flash-back che riporta dritti a febbraio, quando Rino prese il posto di Firicano, trasformando una Carrarese in crisi d'identità in una macchina quasi perfetta. «Quest'anno siamo in anticipo. Dobbiamo fare le cose con tranquillità, ma allo stesso tempo centrare i nostri obiettivi e per prima cosa non staccarci dal gruppo buono. La classifica è ancora corta e dobbiamo tenere duro, perché col mercato di riparazione potremo operare in un certo modo, senza andare ad intaccare quelle che sono le risorse economiche della società. La proprietà si è mostrata disponibile a tutto. Loro sono i primi a voler fare bene. Perciò bisogna stare vicini alla squadra e dimostrare ai nostri tifosi di dare sempre il massimo. L'importante è non arrivare a giugno con qualche rammarico. L'anno scorso c'erano stati quei due rigori sbagliati consecutivamente che ci hanno precluso probabilmente i playoff. Quest'anno vogliamo arrivare alla fine senza aver regalato niente agli altri».
Come ha trovato la squadra?
«Si vede che hanno lavorato tanto. Questi ragazzi possono giocare anche due partite in una giornata. Ci manca però quel passo brillante per dare velocità al gioco, quello sprint che nel calcio serve per fare gol, per pressare e catturare la palla. L'importante comunque è che la squadra ha tanto lavoro sulle gambe. Dobbiamo solamente diluirlo con una qualità di corsa diversa».
Ha già qualche idea sulla formazione da schierare contro il Gubbio?
«Prima di decidere voglio vedere questi ragazzi nella partita di giovedì che giocheremo a Sarzana contro la Sarzanese. Il nostro modulo, invece, dovrebbe essere quello che utilizzavo anche l'anno scorso: il 4-2-3-1. Mi spiace solamente che in questi giorni non avrò a disposizione Bariti e Bigazzi, via con la Nazionale. Io su di loro non ho dubbi. Per me sono fondamentali».
Presente al campo anche il dg Walter Devoti: «Lavezzini conosce l'ambiente, non ha bisogno di presentazioni e auguro un sincero in bocca al lupo a lui e a tutti i ragazzi. Il pensiero in questo momento però va a Mango. Con lui ho avuto un ottimo rapporto e spero che risolva tutti i suoi problemi».
Anche dall'amministratore delegato Andrea Borghini le prime parole sono per l'ex mister: «Esprimo tutta la mia solidarietà a Salvatore. La scelta di Lavezzini? Lui rispecchiava tutti i requisiti che cercavamo, conosce bene la squadra e gli auguro un sincero in bocca al lupo».
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