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CARRARA SPORT

Traballa la panchina di Mango

Luca Santoni
Salvatore Mango, la sua panchina appare in bilico
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Salvatore Mango, la sua panchina appare in bilico

Cambio della guardia sulla panchina della Carrarese? Difficile, ma non impossibile. Dopo la sconfitta di domenica scorsa col l'Itala, e un successo che manca dal 13 settembre (Pro Vasto-Carrarese), vacilla sempre di più la panchina di Salvatore Mango. L'esonoro del tecnico sarebbe il naufragio di un progetto. Domenica serve almeno un punto e una prestazione convincente, altrimenti...

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CARRARA. Cambio della guardia sulla panchina della Carrarese? Difficile, ma non impossibile. Dopo la sconfitta di domenica scorsa col l'Itala, e un successo che manca dal 13 settembre (Pro Vasto-Carrarese), vacilla sempre di più la panchina di Salvatore Mango. L'esonoro del tecnico sarebbe il naufragio di un progetto. Domenica serve almeno un punto e una prestazione convincente, altrimenti...

Il tecnico genovese, sbarcato a Carrara quest'estate, pagherebbe una fiducia sempre più traballante da parte della società e alcune scelte tecniche non molto fortunate, in primis l'utilizzo dell'ala Doretti come terzino destro, conseguenza di una rosa squilibrata, ridotta all'osso nel reparto difensivo.

La proprietà ufficialmente è rimasta al fianco dell'allenatore, ma starebbe meditando sulla decisione da prendere, anche se al momento non ci sono novità eclatanti. A meno che la situazione non precipiti, Mango resta al suo posto, anche perché chi dovesse sostituirlo porrebbe delle richieste inderogabili alla società. Certo è che di occasioni il tecnico azzurro ne ha più poche e già la prossima trasferta di Bellaria potrebbe essere un crocevia fatale.

Di ipotesi sul possibile successore ce ne sono diverse, come quella di Angelo Alessio; su di lui però pesa una passato sulla panchina della Massese e non sarebbe visto di buon occhio dalla piazza. Si potrebbe optare per l'usato sicuro di Rino Lavezzini, ma le strade fra l'ex ds azzurro e la società sembrano essersi definitivamente separate.

Altra fantasia affascinante, quella che porta dritti in Volpara, dall'evergreen Corrado Orrico, reduce dall'avventura pratese, ma neanche l'Omone sembra rientrare nei piani di piazza Vittorio Veneto. Il vero nome in pole position è quello di Fabrizio Tazzioli, gradito ad una parte della dirigenza. Tazzioli viene dall'esperienza negativa dell'anno scorso con la Sangiovannese, terminata con l'esonero a febbraio, ma può vantare parecchi trascorsi in serie C a Castelnuovo, Livorno, San Marino e Carrarese nel 97-98. Un ex che conosce bene il difficile ambiente di casa nostra.

Rimanendo in tema di ex, torna a parlare il dottor Pietro Teneggi, responsabile della medicina dello sport all'Asl 1. Colui che dal 1987 al 2009 è stato il medico della Carrarese. Ventidue anni al fianco di allenatori del calibro di Lippi, Orrico, Simoni e Baldini, poi il divorzio inatteso quest'estate. Una figura così storica mandata via di punto in bianco. «Questo forse è l'aspetto che mi è dispiaciuto di più» commenta Teneggi, parlando per la prima volta di quanto accaduto. «Ero alla Carrarese da una vita e mi aspettavo un riconoscimento maggiore. Mi ha molto ferito l'idea che, secondo qualcuno, avrei "vissuto nella bambagia". Questo mi ha veramente offeso, perché francamente alla Carrarese credo di aver dato molto di più di quello che hanno affermato. Neanche un grazie; tutto era dovuto. Come mai questo trattamento? Non lo so. Me lo sono chiesto anch'io tante volte. L'anno scorso grossi problemi non ce n'erano stati. Forse semplicemente non c'era più feeling, ma potevano dirmelo in maniera diversa. Pensare che ancora adesso con le vecchie dirigenze ho ottimi rapporti. Soprattutto con Luciano Grassi e Gaspari Menotti che ricordo con grande affetto».

Personaggi che di calcio se ne intendevano parecchio. «E non solo di calcio, ma anche di rapporti umani», continua Teneggi. «Professionalmente credo di non dover dimostrare niente a nessuno. In 22 anni avrò saltato dieci partite, comprese le amichevoli. Tra l'altro ero responsabile sanitario dell'intera società, dalla prima squadra al settore giovanile. Mi sono avvalso della collaborazione del collega Paolo Passani che veniva gratuitamente a darmi una mano per la Berretti. Io però ho sempre cercato di gestire le cose in prima persona, senza demandare ad altri certe problematiche. Un grosso impegno che certamente non era legato alla pecunia. Non l'ho mai fatto per soldi».

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