Sicurezza
I tifosi
«Stanno provando a farci sparire»
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I tifosi azzurri della Curva NordI tifosi azzurri fanno sentire la loro voce e, con un articolato documento della Curva Nord Lauro Perini, intendono chiarire una volta per tutte la presa di posizione di domenica scorsa, quando sono rimasti fuori dal settore per i primi 15 minuti della fida fra Carrarese e Poggibonsi
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CARRARA. I tifosi azzurri fanno sentire la loro voce e, con un articolato documento della Curva Nord Lauro Perini, intendono chiarire una volta per tutte la presa di posizione di domenica scorsa, quando sono rimasti fuori dal settore per i primi 15 minuti della fida fra Carrarese e Poggibonsi. Anche perché, quanto già pubblicato lunedì, spiegano i firmatari, è solo il pensiero di qualcuno e non di tutta la Curva.
Ed eccoci allora alle motivazioni complete del ritardato ingresso.
«La nostra decisione di protestare lasciando la Nord vuota per i primi 15' - si afferma - è maturata dopo che nuove leggi stanno sempre più accanendosi contro di Noi, facendo così scomparire il panorama Ultras nella nostra città, o almeno provandoci. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di farci sentire, di far vedere che noi ci siamo e che continueremo a combattere il calcio moderno con ogni mezzo, così come è successo dopo la legge Amato (la quale proibisce l'esposizione di striscioni senza autorizzazione delle forze dell'ordine) alla quale non ci siamo mai sottomessi nè siamo intenzionati a farlo adesso di fronte a queste ridicole regole».
E proseguono: «Siamo arrivati al punto in cui le persone non possono più giungere allo stadio mezz'ora prima della partita per acquistare i biglietti perchè la prevendita termina alle 14; non si può arrivare allo stadio senza documento sennò non si entra e non ci sono sconti; ci è stato detto che in ogni stadio è così, ma nelle 2 trasferte che abbiamo fatto, a Vasto e a Ferrara, la situazione era ben diversa, anzi totalmente all'opposto: biglietti in vendita fino all'inizio della partita e documento non obbligatorio». Vi è da dire, aggiungiamo noi, che l'anomalia riguarda solo Ferrara: a Vasto non era ancora entrato in vigore il decreto (che scattava dal 30 settembre).
«Questo - prosegue il documento - ci porta a pensare che verso di noi sia in atto un accanimento che purtroppo servirà solo a svuotare lo stadio rendendolo sempre più triste».
«L'incontro con la dirigenza - scrivono ancora gli ultrà - mirato alla richiesta di un po' di elasticità, non ha dato alcun riscontro, anzi, ci è stata levata un'ora di prevendita, siamo certi che la responsabilità di questa coincidenza non sia da attribuire alla società (che ci ha confermato il suo sostegno) ma ad un ordine superiore che mira alla nostra estinzione. Teniamo a chiarire che la "Tessera del Tifoso" entra solo in parte nella protesta di domenica scorsa, indirizzata piuttosto verso i continui abusi in suo nome che stanno decimando soprattutto le piccole realtà ultras italiane come Carrara».
«Domenica 25, in occasione della partita contro l'Itala S. Marco porteremo avanti questa protesta restando fuori dallo stadio per quindici minuti; e chiediamo ai dirigenti azzurri di continuare nella loro solidarietà dimostrando di essere colpiti da questi provvedimenti insieme a noi».
Vi è anche un appello agli altri settori dello stadio: «Invitiamo inoltre tutti i tifosi ad aderire alla nostra protesta: l'obiettivo è lasciare lo stadio deserto per quindici minuti dando così risalto alla situazione carrarese, nella speranza di impedire la messa in pratica di una visione del calcio lontana da quella che amiamo. Siamo sicuri che chi ha a cuore la Carrarese si schiererà dalla nostra parte perchè è chiaro che queste leggi vanno oltre l'essere Ultras o semplice tifoso. Non ci avrete mai come volete voi», si conclude il documento diffuso dagli ultrà della Curva Nord Lauro Perini.
Ed eccoci allora alle motivazioni complete del ritardato ingresso.
«La nostra decisione di protestare lasciando la Nord vuota per i primi 15' - si afferma - è maturata dopo che nuove leggi stanno sempre più accanendosi contro di Noi, facendo così scomparire il panorama Ultras nella nostra città, o almeno provandoci. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di farci sentire, di far vedere che noi ci siamo e che continueremo a combattere il calcio moderno con ogni mezzo, così come è successo dopo la legge Amato (la quale proibisce l'esposizione di striscioni senza autorizzazione delle forze dell'ordine) alla quale non ci siamo mai sottomessi nè siamo intenzionati a farlo adesso di fronte a queste ridicole regole».
E proseguono: «Siamo arrivati al punto in cui le persone non possono più giungere allo stadio mezz'ora prima della partita per acquistare i biglietti perchè la prevendita termina alle 14; non si può arrivare allo stadio senza documento sennò non si entra e non ci sono sconti; ci è stato detto che in ogni stadio è così, ma nelle 2 trasferte che abbiamo fatto, a Vasto e a Ferrara, la situazione era ben diversa, anzi totalmente all'opposto: biglietti in vendita fino all'inizio della partita e documento non obbligatorio». Vi è da dire, aggiungiamo noi, che l'anomalia riguarda solo Ferrara: a Vasto non era ancora entrato in vigore il decreto (che scattava dal 30 settembre).
«Questo - prosegue il documento - ci porta a pensare che verso di noi sia in atto un accanimento che purtroppo servirà solo a svuotare lo stadio rendendolo sempre più triste».
«L'incontro con la dirigenza - scrivono ancora gli ultrà - mirato alla richiesta di un po' di elasticità, non ha dato alcun riscontro, anzi, ci è stata levata un'ora di prevendita, siamo certi che la responsabilità di questa coincidenza non sia da attribuire alla società (che ci ha confermato il suo sostegno) ma ad un ordine superiore che mira alla nostra estinzione. Teniamo a chiarire che la "Tessera del Tifoso" entra solo in parte nella protesta di domenica scorsa, indirizzata piuttosto verso i continui abusi in suo nome che stanno decimando soprattutto le piccole realtà ultras italiane come Carrara».
«Domenica 25, in occasione della partita contro l'Itala S. Marco porteremo avanti questa protesta restando fuori dallo stadio per quindici minuti; e chiediamo ai dirigenti azzurri di continuare nella loro solidarietà dimostrando di essere colpiti da questi provvedimenti insieme a noi».
Vi è anche un appello agli altri settori dello stadio: «Invitiamo inoltre tutti i tifosi ad aderire alla nostra protesta: l'obiettivo è lasciare lo stadio deserto per quindici minuti dando così risalto alla situazione carrarese, nella speranza di impedire la messa in pratica di una visione del calcio lontana da quella che amiamo. Siamo sicuri che chi ha a cuore la Carrarese si schiererà dalla nostra parte perchè è chiaro che queste leggi vanno oltre l'essere Ultras o semplice tifoso. Non ci avrete mai come volete voi», si conclude il documento diffuso dagli ultrà della Curva Nord Lauro Perini.
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