Proteste
Derby
In 700 per la stracittadina
Alessandro Tabarrani
◗
Un contrasto a centrocampo nella ripresaAlla fine il risultato ha premiato nettamente la Massese senza che ci fossero facce tristi. Insomma, la gara di ieri è stata una sorta di rimpatriata tra parecchi amici sia tra i giocatori che tra i dirigenti delle due società che, oggidì, rappresentano il calcio massese.
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Anche se i tifosi della Massese per tutta la settimana hanno fatto finta di snobbare il match, con lo Sporting è stato derby vero. C'erano settecento persone sugli spalti a dimostrare che era una stracittadina, come quella tra l'Hellas e il Chievo.
Alla fine il risultato ha premiato nettamente la Massese senza che ci fossero facce tristi. Insomma, la gara di ieri è stata una sorta di rimpatriata tra parecchi amici sia tra i giocatori che tra i dirigenti delle due società che, oggidì, rappresentano il calcio massese. È vero, di derby si è trattato, però non si può parlare di rivalità come in casi più eclatanti anche se certe analogie si possono ritrovare nel caso del Chievo Verona e dell'Hellas Verona. Come il Chievo nella città scaligera, lo Sporting rappresenta un rione di Massa sebbene siano evidenti le differenze giacché i veronesi militano con profitto nella massima serie. Tuttavia, il lavoro portato avanti dalla dirigenza amaranto è apprezzabile sotto ogni punto di vista mentre la Massese ha ben altri obiettivi che ha già cominciato a mettere nel mirino.
Se il Chievo da un po' di tempo è diventata la prima squadra di Verona con il sodalizio che fu di Chiampan relegato in Lega Pro a causa di vicissitudini societarie, questo nel capoluogo apuano non è accaduto anche se qualche rischio si è corso. Ci ha pensato il nuovo avvento di Giorgio Turba a salvare la storia della Massese quando il baratro della scomparsa sembrava inevitabile. Così ecco che i bianconeri e gli amaranto si sono ritrovati nella stessa categoria dopo che si era molto parlato di fare una società nuova da cui ripartire (che avrebbe appunto dovuto chiamarsi Sporting Massese recuperando il titolo sportivo del Romagnano) senza tuttavia trovare l'appoggio dei tifosi bianconeri. Il ritorno di Turba, si diceva, ha permesso alla Massese di continuare a vivere e tornare a vincere tanto che con lui alla presidenza, le zebre stanno spesso e volentieri in testa alla classifica. Praticamente sempre.
Dunque, sulla carta di derby si può parlare, senza comunque trovare particolari analogie con altre piazze. Qua non si tratta di Toro e Juve, Inter e Milan, Genoa e Samp o, addirittura, Massese e Carrarese; la giornata di ieri non ha fatto altro che mettere dinanzi due squadre che, paradossalmente, si augurano a vicenda ogni bene, nel senso che se la Massese vince anche nel quartiere di Romagnano sono contenti e viceversa. È stata una bella festa caduta proprio nel giorno della festa di San Francesco, patrono di Massa. Il calendario, involontariamente, è stato bizzarro ma quantomai veritiero nel rappresentare lo stato d'animo che aleggia nelle due realtà del calcio massese. Sul campo ognuno tira a vincere, però poi, quando l'arbitro fischia la fine, magari ci si ritrova a cena per scherzare allo stesso tavolo.
Ecco perché appare superfluo sottolineare come sugli spalti l'atmosfera in questo primo e inedito confronto di campionato fosse di estrema tranquillità e cordialità. Per carità, qualche sfottò è pure avvenuto ma anche questo fa parte del calcio ed è comunque rimasto isolato. Diciamo poi che ad aiutare la serenità generale ci ha pensato una partita che la Massese ha vinto nettamente senza che vi siano state particolari contestazioni. Saggia è stata anche la decisione dello Sporting di giocare agli Oliveti, per permettere al maggior numero possibile di spettatori di assistere alla partita. È vero, si può parlare di derby, ma senza divisioni.
Alla fine il risultato ha premiato nettamente la Massese senza che ci fossero facce tristi. Insomma, la gara di ieri è stata una sorta di rimpatriata tra parecchi amici sia tra i giocatori che tra i dirigenti delle due società che, oggidì, rappresentano il calcio massese. È vero, di derby si è trattato, però non si può parlare di rivalità come in casi più eclatanti anche se certe analogie si possono ritrovare nel caso del Chievo Verona e dell'Hellas Verona. Come il Chievo nella città scaligera, lo Sporting rappresenta un rione di Massa sebbene siano evidenti le differenze giacché i veronesi militano con profitto nella massima serie. Tuttavia, il lavoro portato avanti dalla dirigenza amaranto è apprezzabile sotto ogni punto di vista mentre la Massese ha ben altri obiettivi che ha già cominciato a mettere nel mirino.
Se il Chievo da un po' di tempo è diventata la prima squadra di Verona con il sodalizio che fu di Chiampan relegato in Lega Pro a causa di vicissitudini societarie, questo nel capoluogo apuano non è accaduto anche se qualche rischio si è corso. Ci ha pensato il nuovo avvento di Giorgio Turba a salvare la storia della Massese quando il baratro della scomparsa sembrava inevitabile. Così ecco che i bianconeri e gli amaranto si sono ritrovati nella stessa categoria dopo che si era molto parlato di fare una società nuova da cui ripartire (che avrebbe appunto dovuto chiamarsi Sporting Massese recuperando il titolo sportivo del Romagnano) senza tuttavia trovare l'appoggio dei tifosi bianconeri. Il ritorno di Turba, si diceva, ha permesso alla Massese di continuare a vivere e tornare a vincere tanto che con lui alla presidenza, le zebre stanno spesso e volentieri in testa alla classifica. Praticamente sempre.
Dunque, sulla carta di derby si può parlare, senza comunque trovare particolari analogie con altre piazze. Qua non si tratta di Toro e Juve, Inter e Milan, Genoa e Samp o, addirittura, Massese e Carrarese; la giornata di ieri non ha fatto altro che mettere dinanzi due squadre che, paradossalmente, si augurano a vicenda ogni bene, nel senso che se la Massese vince anche nel quartiere di Romagnano sono contenti e viceversa. È stata una bella festa caduta proprio nel giorno della festa di San Francesco, patrono di Massa. Il calendario, involontariamente, è stato bizzarro ma quantomai veritiero nel rappresentare lo stato d'animo che aleggia nelle due realtà del calcio massese. Sul campo ognuno tira a vincere, però poi, quando l'arbitro fischia la fine, magari ci si ritrova a cena per scherzare allo stesso tavolo.
Ecco perché appare superfluo sottolineare come sugli spalti l'atmosfera in questo primo e inedito confronto di campionato fosse di estrema tranquillità e cordialità. Per carità, qualche sfottò è pure avvenuto ma anche questo fa parte del calcio ed è comunque rimasto isolato. Diciamo poi che ad aiutare la serenità generale ci ha pensato una partita che la Massese ha vinto nettamente senza che vi siano state particolari contestazioni. Saggia è stata anche la decisione dello Sporting di giocare agli Oliveti, per permettere al maggior numero possibile di spettatori di assistere alla partita. È vero, si può parlare di derby, ma senza divisioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
