La manifestazione
carrara sport
SuperMarco dei miracoli
Luca Santoni
Chiamatelo... SuperMarco. Il "titolo" Dessena se l'è conquistato sul campo, quando all'ultimo secondo ha compiuto un'autentica prodezza sul tiro a botta sicura di Tursi. Nel calcio tra la gioia e i mugugni il passo è breve e se la Carrarese è uscita col sorriso e i primi tre punti in saccoccia, questo lo deve anche al suo numero uno che in almeno un paio di occasioni ha svolto molto più della normale amministrazione.
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CARRARA. Chiamatelo... SuperMarco. Il "titolo" Dessena se l'è conquistato sul campo, quando all'ultimo secondo ha compiuto un'autentica prodezza sul tiro a botta sicura di Tursi. Nel calcio tra la gioia e i mugugni il passo è breve e se la Carrarese è uscita col sorriso e i primi tre punti in saccoccia, questo lo deve anche al suo numero uno che in almeno un paio di occasioni ha svolto molto più della normale amministrazione.
Prima di piede su un bolide di Zenga, poi il già citato miracolo a tempo scaduto. Ma come ha fatto? «Dire come si fanno certe parate è difficile, altrimenti sarebbe troppo facile ripeterle ogni volta - risponde col sorriso Dessena - E' stata un'azione abbastanza concitata. Loro erano tutti in avanti. Vaira ha fatto una grande cosa, coprendomi tutti gli uomini sul secondo palo. Lui è andato, mi ha un po' steccato la palla verso la porta e poi è andata bene». Quello era un tiro veramente potente. «Sì, un tiro abbastanza ravvicinato, però le parate contano alla stessa maniera sia che vengano al 90' o al 1' minuto. Bisogna rimanere sempre concentrati».
Nel secondo tempo i marsicani sono usciti fuori prepotentemente e vi hanno messo alle corde. «Loro avevano due punte molto forti per la categoria (Negro e Marasco ndc): una dinamica, l'altra ben piazzata fisicamente e quindi abbiamo faticato un po' a contenerle. Però abbiamo anche risposto colpo su colpo. Chiaramente, essendo in vantaggio, alla fine pensavamo a difenderci un po' di più anziché scoprirci, ma questo fa parte del calcio. Era la prima di campionato ed era giusto pensare ai punti in palio per dare un senso a tutto il lavoro che è stato fatto in questo mese e mezzo di preparazione».
Prima di piede su un bolide di Zenga, poi il già citato miracolo a tempo scaduto. Ma come ha fatto? «Dire come si fanno certe parate è difficile, altrimenti sarebbe troppo facile ripeterle ogni volta - risponde col sorriso Dessena - E' stata un'azione abbastanza concitata. Loro erano tutti in avanti. Vaira ha fatto una grande cosa, coprendomi tutti gli uomini sul secondo palo. Lui è andato, mi ha un po' steccato la palla verso la porta e poi è andata bene». Quello era un tiro veramente potente. «Sì, un tiro abbastanza ravvicinato, però le parate contano alla stessa maniera sia che vengano al 90' o al 1' minuto. Bisogna rimanere sempre concentrati».
Nel secondo tempo i marsicani sono usciti fuori prepotentemente e vi hanno messo alle corde. «Loro avevano due punte molto forti per la categoria (Negro e Marasco ndc): una dinamica, l'altra ben piazzata fisicamente e quindi abbiamo faticato un po' a contenerle. Però abbiamo anche risposto colpo su colpo. Chiaramente, essendo in vantaggio, alla fine pensavamo a difenderci un po' di più anziché scoprirci, ma questo fa parte del calcio. Era la prima di campionato ed era giusto pensare ai punti in palio per dare un senso a tutto il lavoro che è stato fatto in questo mese e mezzo di preparazione».
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