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Deserta l'ultima udienza: addio Massese
Alessandro Tabarrani
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Lo stadio degli OlivetiGli ultras: «Meglio non parlare Situazione incredibile, ma prima di piangere aspettiamo la fine»
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MASSA. Sino all'ultimo minuto la speranza è rimasta forte vista l'enormità di informazioni che si sono susseguite per tutta la nottata di martedì. Ma l'enormità di voci, sovente, è sinonimo di poca affidabilità. L'unica certezza sta nel fatto che anche l'ultima udienza di vendita dell'US Massese 1919 è andata deserta con la tifoseria bianconera che a stento riesce a trattenere la rabbia.
«Preferiamo non parlare: è una situazione incredibile e non se ne viene a capo. La rabbia in questo momento è troppa, meglio, almeno per un paio di giorni, non dire nulla e soprattutto la fine si piange quando è ufficiale». I tifosi bianconeri non mollano e, comunque, si prendono qualche ora di tempo per ritrovare una veduta razionale delle cose. In molti sperano ancora che possa accadere qualcosa, che qualcuno riesca a bloccare la situazione. Tuttavia, anche l'ultima udienza di vendita - il quinto tentativo per essere chiari - ha evidenziato nettamente come il destino della Us Massese 1919 sia difficilmente reversibile. Troppe incertezze, troppi punti interrogativi nonostante le cifre per l'acquisto della società fresca di fallimento si siano rivelate inferiori rispetto a quegli 800 mila euro emersi alla fine dell'incontro tra il sindaco Roberto Pucci e Giorgio Turba.
Ieri, dunque, l'ultimo tentativo andato a vuoto. La realtà parla di una società che per sparire aspetta solo l'ufficialità, mentre, parallelamente, ne sta nascendo un'altra che si è prefissa, in un secondo tempo, l'obiettivo di recuperare l'attuale marchio. Un po' quello che è successo in piazze come Torino - sponda granata - Firenze e Napoli. Adesso l'unica data certa è quella del 5 ottobre, allorchè andrà in scena l'adunanza dei creditori. Cosa può succedere ora? Difficile dirlo, sebbene non siano da escludere dei movimenti clamorosi. Intanto il curatore fallimentare Massimiliano Tognelli terrà aperto l'esercizio provvisorio sino al 13 luglio, giorno nel quale dovrà essere richiesta l'iscrizione al prossimo campionato. Se qualcuno vorrà, potrà ancora chiedere di rilevare l'Us Massese 1919, viceversa il tribunale chiuderà l'esercizio e arriverà la revoca dell'affiliazione. «Se qualcuno volesse siamo pronti», ha ribadito ancora il curatore. Peraltro, è stata confermata la notizia che lo Sporting nei giorni scorsi ha avanzato un'offerta di 40 mila euro per il marchio. In effetti il marchio può essere acquistato in qualsiasi momento, ma ad oggi, non permetterebbe comunque l'immediato cambio di denominazione in quanto i termini sono scaduti.
Teoricamente il tempo per muoversi c'è ancora. In parole povere, il trambusto attorno al futuro del calcio del capoluogo apuano invece di diminuire sembra aumentare giorno dopo giorno. La tifoseria bianconera - in particolare Curva Alessandro Balloni e Gradinata est - non sembrano voler ritornare sulle posizione più volte ribadite e che escludono l'appoggio allo Sporting Massese. Piuttosto, i tifosi sono pronti a ripartire dalla terza categoria, così come la società che Dante Bertoneri sta pianificando e che ha già Nello Mariotti come allenatore e un norganigramma già definito nelle sue posizioni più importanti. Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Certo un quadro simile sarebbe stato difficile da prevedere anche per Nostradamus, mentre quello che servirebbe alla Massese è un'iodentità di vedute, un fronte comune che permetta di ripartire con i crismi creati in 90 anni di storia. Questo è ancora lungi dall'accadere.
«Preferiamo non parlare: è una situazione incredibile e non se ne viene a capo. La rabbia in questo momento è troppa, meglio, almeno per un paio di giorni, non dire nulla e soprattutto la fine si piange quando è ufficiale». I tifosi bianconeri non mollano e, comunque, si prendono qualche ora di tempo per ritrovare una veduta razionale delle cose. In molti sperano ancora che possa accadere qualcosa, che qualcuno riesca a bloccare la situazione. Tuttavia, anche l'ultima udienza di vendita - il quinto tentativo per essere chiari - ha evidenziato nettamente come il destino della Us Massese 1919 sia difficilmente reversibile. Troppe incertezze, troppi punti interrogativi nonostante le cifre per l'acquisto della società fresca di fallimento si siano rivelate inferiori rispetto a quegli 800 mila euro emersi alla fine dell'incontro tra il sindaco Roberto Pucci e Giorgio Turba.
Ieri, dunque, l'ultimo tentativo andato a vuoto. La realtà parla di una società che per sparire aspetta solo l'ufficialità, mentre, parallelamente, ne sta nascendo un'altra che si è prefissa, in un secondo tempo, l'obiettivo di recuperare l'attuale marchio. Un po' quello che è successo in piazze come Torino - sponda granata - Firenze e Napoli. Adesso l'unica data certa è quella del 5 ottobre, allorchè andrà in scena l'adunanza dei creditori. Cosa può succedere ora? Difficile dirlo, sebbene non siano da escludere dei movimenti clamorosi. Intanto il curatore fallimentare Massimiliano Tognelli terrà aperto l'esercizio provvisorio sino al 13 luglio, giorno nel quale dovrà essere richiesta l'iscrizione al prossimo campionato. Se qualcuno vorrà, potrà ancora chiedere di rilevare l'Us Massese 1919, viceversa il tribunale chiuderà l'esercizio e arriverà la revoca dell'affiliazione. «Se qualcuno volesse siamo pronti», ha ribadito ancora il curatore. Peraltro, è stata confermata la notizia che lo Sporting nei giorni scorsi ha avanzato un'offerta di 40 mila euro per il marchio. In effetti il marchio può essere acquistato in qualsiasi momento, ma ad oggi, non permetterebbe comunque l'immediato cambio di denominazione in quanto i termini sono scaduti.
Teoricamente il tempo per muoversi c'è ancora. In parole povere, il trambusto attorno al futuro del calcio del capoluogo apuano invece di diminuire sembra aumentare giorno dopo giorno. La tifoseria bianconera - in particolare Curva Alessandro Balloni e Gradinata est - non sembrano voler ritornare sulle posizione più volte ribadite e che escludono l'appoggio allo Sporting Massese. Piuttosto, i tifosi sono pronti a ripartire dalla terza categoria, così come la società che Dante Bertoneri sta pianificando e che ha già Nello Mariotti come allenatore e un norganigramma già definito nelle sue posizioni più importanti. Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Certo un quadro simile sarebbe stato difficile da prevedere anche per Nostradamus, mentre quello che servirebbe alla Massese è un'iodentità di vedute, un fronte comune che permetta di ripartire con i crismi creati in 90 anni di storia. Questo è ancora lungi dall'accadere.
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