Attenzione
Nello studio di un notaio l’ultima possibilità per le zebre
Massese, 48 ore per non morireMa l'asta non piace a nessuno
Alessandro Tabarrani
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I tifosi della Massese chiedono aiuto agli imprenditoriMancano solo 48 ore e il destino dell'Us Massese 1919 sarà segnato. Giovedì nello studio notarile Arnaldo De Fazio è in programma l'ultima udienza di vendita della società.
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MASSA. Mancano solo 48 ore e il destino dell'Us Massese 1919 sarà segnato. Giovedì nello studio notarile Arnaldo De Fazio è in programma l'ultima udienza di vendita della società fresca di fallimento con prezzo base d'acquisto fissato a sessantamila euro. Una cifra che i potenziali acquirenti considerano ancora eccessiva anche alla luce dell'incertezza che continua a regnare sovrana circa la reale entità dei debiti sportivi. La cordata apuana che fa riferimento alla dirigenza del Romagnano, nonostante le notizie richieste alla federazione non è riuscita a ottenere un quadro più preciso sulla situazione, indi per cui le prospettive per un salvataggio dei 90 anni di storia bianconera restano assai basse.
Nello specifico, i componenti della cordata, di cui fa parte anche l'ex presidente Fausto Manfredi, si riuniranno nel tardo pomeriggio di oggi per fare l'ultimo punto della situazione. L'impressione è che anche l'ultima udienza sarà snobbata. Un altro fattore da tenere presente è legato alla data entro la quale la squadra dovrà essere iscritta al prossimo campionato di eccellenza. Il comitato regionale della federazione tra poco renderà ufficiali le date e la speranza è che i termini vengano fissati attorno alla metà di luglio in considerazione del fatto che sono molte le società che stanno facendo i conti con parecchi problemi finanziari. Solo a quel punto potrebbe essere attuabile un'ultima strategia, ovvero, fissare un'asta di vendita pubblica all'incanto. Tuttavia si resta nel campo delle ipotesi mentre il tempo passa inesorabile.
La tifoseria bianconera si è sprecata nel lanciare appelli all'imprenditoria locale arrivando a piazzare striscioni qua e là che ancora campeggiano in zone strategiche della città nei quali si chiede di salvare l'Us Massese 1919, ribadendo l'assoluta contrarietà alla formazione di un sodalizio nuovo di zecca. Questo, per la precisione, è stato il messaggio di Curva Alessandro Balloni e Gradinata est. Una presa di posizione comprensibile a difesa di una società che, alla fine della fiera, rappresenta la storia del calcio bianconero.
A costo di essere retorici, è doveroso rimarcare fino alla noia come l'inagibilità dello stadio degli Oliveti resti un fattore assai negativo nell'ambito del rilancio della Massese non fosse altro che per la mancanza di garanzie sulla sua eventuale riapertura al pubblico, al di là della categoria dilettantistica nella quale i bianconeri dovranno esibirsi la prossima stagione. In parole povere, l'aria che si respira è sempre pesante e nemmeno l'ulteriore udienza di vendita sembra aver mosso granché rispetto alla calma piatta che precedeva le precedenti tre udienze seccamente disertate. Davvero è arrivata l'ora per sperare in un miracolo quando è beffardo pensare che ad impedire la salvezza della Massese sia ancora oggi la poca chiarezza.
Nello specifico, i componenti della cordata, di cui fa parte anche l'ex presidente Fausto Manfredi, si riuniranno nel tardo pomeriggio di oggi per fare l'ultimo punto della situazione. L'impressione è che anche l'ultima udienza sarà snobbata. Un altro fattore da tenere presente è legato alla data entro la quale la squadra dovrà essere iscritta al prossimo campionato di eccellenza. Il comitato regionale della federazione tra poco renderà ufficiali le date e la speranza è che i termini vengano fissati attorno alla metà di luglio in considerazione del fatto che sono molte le società che stanno facendo i conti con parecchi problemi finanziari. Solo a quel punto potrebbe essere attuabile un'ultima strategia, ovvero, fissare un'asta di vendita pubblica all'incanto. Tuttavia si resta nel campo delle ipotesi mentre il tempo passa inesorabile.
La tifoseria bianconera si è sprecata nel lanciare appelli all'imprenditoria locale arrivando a piazzare striscioni qua e là che ancora campeggiano in zone strategiche della città nei quali si chiede di salvare l'Us Massese 1919, ribadendo l'assoluta contrarietà alla formazione di un sodalizio nuovo di zecca. Questo, per la precisione, è stato il messaggio di Curva Alessandro Balloni e Gradinata est. Una presa di posizione comprensibile a difesa di una società che, alla fine della fiera, rappresenta la storia del calcio bianconero.
A costo di essere retorici, è doveroso rimarcare fino alla noia come l'inagibilità dello stadio degli Oliveti resti un fattore assai negativo nell'ambito del rilancio della Massese non fosse altro che per la mancanza di garanzie sulla sua eventuale riapertura al pubblico, al di là della categoria dilettantistica nella quale i bianconeri dovranno esibirsi la prossima stagione. In parole povere, l'aria che si respira è sempre pesante e nemmeno l'ulteriore udienza di vendita sembra aver mosso granché rispetto alla calma piatta che precedeva le precedenti tre udienze seccamente disertate. Davvero è arrivata l'ora per sperare in un miracolo quando è beffardo pensare che ad impedire la salvezza della Massese sia ancora oggi la poca chiarezza.
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