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Venerdì il Romagnano cede il titolo
Aldo Antola
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Lo stadio degli OlivetiIl Romagnano ago della bilancia del calcio: il 26 giugno cederà il titolo, precedenza alla Nuova Massese, altrimenti (nel caso che qualcuno la rilevi il giorno prima) passa all'Aullese. Questo dimostra che la società amaranto faceva sul serio quando diceva di lavorare per salvare la società bianconera e di voler continuare come da progetto iniziale: scuola calcio e sport sociale.
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MASSA. Il Romagnano ago della bilancia del calcio: il 26 giugno cederà il titolo, precedenza alla Nuova Massese, altrimenti (nel caso che qualcuno la rilevi il giorno prima) passa all'Aullese. Questo dimostra che la società amaranto faceva sul serio quando diceva di lavorare per salvare la società bianconera e di voler continuare come da progetto iniziale: scuola calcio e sport sociale.
Il Romagnano ha posto quindi un termine per concludere la sua avventura in Eccellenza che è quello dell'ultima possibilità di rilevare la Massese dal fallimento (25 Giugno) dopodichè andrà per la sua strada, ripartirà dalla Terza Categoria.
Titolo. Il suo titolo dovrebbe andare alla cordata degli imprenditori legati a Caribotti e Morbidi che a loro volta in queste ore sono in contatto con un avvocato esperto di diritto sportivo per valutare se esiste una possibilità di rilevare la vecchia Massese 1919 senza rischi. La corrispondenza sta avvenendo via fax per i numerosi impegni che il legale ha in questi giorni e dovrebbe concludersi a breve. Ma il titolo del Romagnano è molto richiesto anche dalla cordata di Aulla legata a dirigenti esperti come Sandro Tosi (anche ex allenatore di Fivizzano, della stessa Aullese e dirigenti del Podenzana) e Fulvio Malatesta. Dirigenti impegnati a riportare il calcio ad Aulla, dopo che la società era stata addirittura in serie D negli anni novanta.
Romagnano. «Il Romagnano non vuol fare la Massese - hanno tenuto a precisare i suoi dirigenti - ma visto che nel prossimo anno non parteciperemo al campionato di Eccellenza avremmo preferito che a godere del titolo fosse la nuova società bianconera e quindi che restasse il calcio a Massa. Visto anche la crisi economica che ha colpito la nostra zona preferiamo tornare ai nostri obiettivi iniziali che erano quelli della scuola calcio e di far giocare i ragazzi del quartiere. Noi ripartiremo quindi con una nuova società che si chiamerà Atletico Romagnano. Teniamo a precisare - termina il ds Andrea Radicchi - che abbiamo già trovato un accordo per mettere a disposizione della Massese il nostro settore giovanile che dovrebbe essere diretto da Roberto Mussi».
Una settimana decisiva quindi per il calcio bianconero. L'ennesima, da un paio di anni, visto che da tanto in pratica non esiste più calcio a Massa. Fra le gare giocate a Carrara, quelle ad Aulla e quelle a porte chiuse gli sportivi hanno dimenticato il pellegrinaggio domenicale che facevano festosamente verso gli Oliveti.
Due società. Però ora non è escluso che nella prossima stagione, e non sarebbe la fine del mondo, Massa abbia due squadre anche se in categoria diversa. In fondo esistevano già sia a Pisa che a Lucca.
Stadio. Se esisterà la Massese alla fine sarà pronto anche se non vediamo un'altra società di Eccellenza (o anche di serie D) che possa vantare un simile impianto «non a norma».
Il Romagnano ha posto quindi un termine per concludere la sua avventura in Eccellenza che è quello dell'ultima possibilità di rilevare la Massese dal fallimento (25 Giugno) dopodichè andrà per la sua strada, ripartirà dalla Terza Categoria.
Titolo. Il suo titolo dovrebbe andare alla cordata degli imprenditori legati a Caribotti e Morbidi che a loro volta in queste ore sono in contatto con un avvocato esperto di diritto sportivo per valutare se esiste una possibilità di rilevare la vecchia Massese 1919 senza rischi. La corrispondenza sta avvenendo via fax per i numerosi impegni che il legale ha in questi giorni e dovrebbe concludersi a breve. Ma il titolo del Romagnano è molto richiesto anche dalla cordata di Aulla legata a dirigenti esperti come Sandro Tosi (anche ex allenatore di Fivizzano, della stessa Aullese e dirigenti del Podenzana) e Fulvio Malatesta. Dirigenti impegnati a riportare il calcio ad Aulla, dopo che la società era stata addirittura in serie D negli anni novanta.
Romagnano. «Il Romagnano non vuol fare la Massese - hanno tenuto a precisare i suoi dirigenti - ma visto che nel prossimo anno non parteciperemo al campionato di Eccellenza avremmo preferito che a godere del titolo fosse la nuova società bianconera e quindi che restasse il calcio a Massa. Visto anche la crisi economica che ha colpito la nostra zona preferiamo tornare ai nostri obiettivi iniziali che erano quelli della scuola calcio e di far giocare i ragazzi del quartiere. Noi ripartiremo quindi con una nuova società che si chiamerà Atletico Romagnano. Teniamo a precisare - termina il ds Andrea Radicchi - che abbiamo già trovato un accordo per mettere a disposizione della Massese il nostro settore giovanile che dovrebbe essere diretto da Roberto Mussi».
Una settimana decisiva quindi per il calcio bianconero. L'ennesima, da un paio di anni, visto che da tanto in pratica non esiste più calcio a Massa. Fra le gare giocate a Carrara, quelle ad Aulla e quelle a porte chiuse gli sportivi hanno dimenticato il pellegrinaggio domenicale che facevano festosamente verso gli Oliveti.
Due società. Però ora non è escluso che nella prossima stagione, e non sarebbe la fine del mondo, Massa abbia due squadre anche se in categoria diversa. In fondo esistevano già sia a Pisa che a Lucca.
Stadio. Se esisterà la Massese alla fine sarà pronto anche se non vediamo un'altra società di Eccellenza (o anche di serie D) che possa vantare un simile impianto «non a norma».
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