Carrara, pestaggio tra giovani in centro: «Uno era una maschera di sangue»
Auto bloccate all’incrocio con via Cavour: il racconto di una insegnante, testimone dell’episodio choc
CARRARA. La sensazione diffusa tra chi abita o frequenta il centro-città è che si sia superato un limite: quello per cui il senso comune vuole che per strada gli episodi violenti restino cosa straordinaria. Che può capitare ma in via eccezionale E invece la cronaca racconta l’ennesimo fatto. Due giovani saltano fuori da un bar e si prendono a pugni. Come fossero su di un ring: ma senza alcuna regola. L’assalto, reciproco, è talmente violento che nessuno – né avventori, né passanti – trova il coraggio di intervenire per dividerli.
Accade a Carrara, nella centralissima via Roma, nel pomeriggio che precede la festa del Primo Maggio, quando è molto frequentata la strada per eccellenza del passeggio. Ed ecco il racconto di un’insegnante, che si trova in via Roma – con la figlia e la nipotina – al momento del brutale scontro.
L’irruzione per strada
È giovedì 30 aprile, sono le 18,40. È l’ora dell’aperitivo, domani è festa, e in tanti sorseggiano uno Spritz ai tavoli dei bar. È anche il momento della spesa al supermercato e c’è chi sta scendendo verso piazza Matteotti. All’improvviso «due giovani saltano fuori dal bar Roma – inizia il suo racconto l’insegnante – e cominciano ad affrontarsi a pugni». Sono in mezzo alla strada, sotto gli occhi increduli di tanti carraresi. A colpo d’occhio sembrano stranieri. Potrebbero avere, su per giù, 25 anni.
«Erano una furia»
Chi sta passeggiando si arresta. C’è chi esce dal bar. E chi dai negozi: clienti e commercianti. «Io non ho mai visto nessuno azzuffarsi in quella maniera – dice la professoressa – con un’aggressività così feroce e con tanta rabbia..». Un giovane, all’apparenza coetaneo, forse un amico, forse compagno di gruppo, prova ad avvicinarsi, pare voglia chetarli, poi desiste. Sono furibondi, del resto: «Probabilmente solo con un taser si sarebbe potuto fermarli».
Minuti interminabili
«Uno dei due sferrava all’altro cazzotti soprattutto in faccia – questa è la scena – Si sono presi anche per il collo». Nessuno sa che fare. C’è chi invia una chiamata al 112 e pare anche al 118 perché gli abiti cominciano a essere sporchi di sangue. Siamo laddove via Roma, strada pedonale, taglia via Cavour; e qui bloccano le loro vetture gli automobilisti che devono raggiungere il semaforo che regola la viabilità all’incrocio con via VII luglio: si stanno dando assalto in mezzo alla strada. Poi si spostano verso le vetrine del negozio di abbigliamento Contrasto.
L’appello e la risposta
«Non sapendo cosa fare, ci siamo rivolti a un uomo che sembrava loro connazionale, un adulto, una persona pacata. Io gli ho detto: “Li faccia smettere, gli dica qualcosa in arabo”. E lui mi ha risposto: “Signora, non vede che sono due delinquenti, se si ammazzano ci guadagniamo tutti”». Poi uno dei due molla la presa. E «afferra un monopattino, che probabilmente aveva appoggiato nei pressi dell’ingresso del bar – racconta la testimone – e lo alza in aria: abbiamo tutti creduto che volesse lanciarlo contro il contendente o chissà dove».
La fuga
E così, sale sul mezzo elettrico e se ne va, come se nulla fosse accaduto, su per via Roma, verso l’Accademia di Belle Arti: «Aveva i vestiti tutti strappati, se n’è andato con una sola gamba dei pantaloni di jeans». Game over, dunque. L’assalto è finito. Pur sconvolti, passanti e avventori tornano alle loro faccende: c’è chi riprende posto ai tavoli dei bar, chi termina gli acquisiti interrotti e chi si dirige verso il supermercato.
«Inguardabile»
«Il ragazzo che è rimasto lì, in mezzo alla strada, aveva il viso ridotto a una maschera di sangue – descrive l’insegnante – Non saprei dire se sia stato poi soccorso dal 118». C’è chi lo avrebbe visto passare nella galleria D’Azeglio e quindi dileguarsi. Pur sembrando interminabile agli occhi dei testimoni, l’episodio è durato solo qualche minuto e all’arrivo dei carabinieri i due erano spariti, «anche perché – notano tutti – raggiungere il centro-città o muoversi all’interno di esso è estremamente complicato, a tutte le ore, per il maxi cantiere del Canale del Rio», che fa da tappo sul percorso di chiunque voglia accedere rapidamente al cuore della città. E almeno su questo fronte la speranza è che – come ha assicurato di recente l’assessore ai progetti speciali Moreno Lorenzini – dal 30 giugno si possa, pian piano, tornare alla normalità.
Le reazioni
Non restano che gli effetti sulla percezione di sicurezza di chi vive, ha un’attività al pubblico e/o frequenta abitualmente il cento-città, da piazza Matteotti a piazza D’Armi, da piazza dell’Accademia alla Carrara Vecchia, fino alla piazza Alberica, indicata spesso come terreno di spaccio di droga. «Vorremmo solo la libertà di andare a fare la spesa al supermercato – conclude l’insegnante – senza dover assistere ad episodi come questo: è stata una scena impietosa». È eccessivamente pretenziosa la richiesta?.
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